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Il coraggio di cambiare

Il coraggio di cambiare

-di Niccolò Guicciardini

Ci sono alcuni elementi da cui non si può prescindere per poter esprimere un pensiero sull’incontro organizzato a Firenze tra il 5 ed il 7 Novembre da alcuni esponenti di spicco del Partito Democratico, tra cui il primo cittadino di Firenze.

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I Norman d’Italia: laurea con lode e una vita offesa

I Norman d’Italia: laurea con lode e una vita offesa

I disperati salgono sui tetti, quelli che non hanno via di fuga e sono sotto ricatto si lanciano nel vuoto. Una generazione di precari per sempre, in bilico. Soprattutto se nasci al Sud – L’analisi

di Giuseppe Provenzano
I disperati salgono sui tetti, e prima o poi accade: uno si butta giù. Si buttano giù, i giovani italiani, al Sud più che altrove, quando arriva il giorno in cui si chiedono: a cosa è servito tanto studiare? Un giorno di settembre, se mancano tre mesi alla laurea, o al dottorato, e si chiedono che fare dopo.

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9 colpi di pistola non fermano il coraggio

9 colpi di pistola non fermano il coraggio

Ucciso Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, impegnato da anni nella lotta per la legalità e per l’ambiente. Bersani: “Profondo sgomento, era un sindaco onesto e capace”. La Festa Democratica apre con un minuto di silenzio in suo onore. Leggi il resto

Il valore delle primarie: patto intoccabile tra democratici e cittadini

Il valore delle primarie: patto intoccabile tra democratici e cittadini

di Ivan Scalfarotto
(da l’Unità di oggi)

Da qualche giorno serpeggia nel PD il timore che la prossima Assemblea Nazionale possa votare modifiche statutarie che indeboliscano le primarie. L’allarme è stato lanciato da Salvatore Vassallo con un’email che si è diffusa in rete con un effetto a valanga che non mi ha certamente sorpreso. Le primarie costituiscono la parte più preziosa del DNA del Partito Democratico. Non tanto in sé, come rito catartico o usanza tribale, ma come elemento rappresentativo di ciò che più e meglio incarna l’essenza stessa di quello che è stato il progetto che ha dato vita al partito e che tante speranze e aspettative ha sollevato in tanta parte del Paese. Le primarie hanno un valore così caro al cuore dei democratici perché esse sono il modo in cui si declina e si materializza quell’apertura del partito nuovo alla società che è il motivo stesso per cui il PD è nato.

Un partito aperto, un partito il cui senso è superare il confine artificiale tra politica e società civile, un partito i cui circoli sono luoghi accoglienti e dove più si è meglio si sta (non il contrario), un partito che rappresenta uno strumento semplice e accessibile per il cittadino che decida di donare parte del proprio tempo alla comunità: è per questo che abbiamo fondato il PD. Non è stato un parto semplice, archiviare la storia dei partiti e le storie di vita di tanti militanti non è stato certamente un sacrificio banale da compiere, eppure la promessa che gli ultimi congressi dei DS e della Margherita fecero al Paese era proprio questa: riempire il vuoto e la distanza tra la politica e il paese, provare a tendere la mano ai tanti italiani che vivevano la politica come qualcosa di estraneo e di altro da sé, offrire uno strumento che interpretasse la complessità dei nostri tempi flettendosi all’esterno e provando ad andare incontro al Paese, invece di aspettare che per necessità o per mancanza di alternative il Paese si decidesse ad andargli incontro.

Tutto questo hanno finito col rappresentare le primarie: milioni di italiani che con la loro partecipazione civile hanno affermato il desiderio di contribuire al destino delle idee di progresso, di modernizzazione, di inclusione che tanta fatica hanno fatto in questi anni a trovare forza e cittadinanza in Italia. Qualsiasi cosa si decida in Assemblea, bisognerà ricordare che quel solenne patto di apertura sta al PD come i principi fondamentali della Costituzione stanno alla nostra Repubblica. Fondamentale come una pietra angolare, intoccabile come un pilastro.