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A Siena il Registro delle Unioni Civili

A Siena il Registro delle Unioni Civili

di Giancarlo Pagliai

Il 19 Agosto il  Comune di Siena con la delibera n° 425, ha deciso di istituire i Registri delle Unioni Civili, noi apprezziamo la sensibilità e la determinazione della giunta comunale e del Sindaco Franco Ceccuzzi, riteniamo questo atto un ulteriore segnale importante, dopo l’approvazione della mozione contro l’Omofobia, della particolare attenzione dimostrata in tema di Diritti Civili dall’attuale Amministrazione.

Siamo convinti che le azioni intraprese abbiano simbolicamente una valenza politica molto rilevante, tuttavia questo non è ancora sufficiente, noi auspichiamo atti concreti che rendano tangibili le mozioni e le delibere approvate.

Oggi dopo la sentenza 138 della Corte Costituzionale, un  Comune non si può limitare ad istituire un registro delle unioni  civili, perchè è una cosa meramente simbolica, che la corte stessa ha  detto non bastare.
Le delibere, invece devono impegnare il Comune a rivedere tutte le sue  regole interne per improntarle alle pari opportunità e alla non  discriminazione.

La toscana è stata un’apripista sul registro delle unioni civili  (primo in Italia a Empoli), ma sono falliti proprio perchè se sono  solo simbolici ai cittadini non interessano.
I cittadini vogliono risolvere i propri problemi e gli amministratori  pubblici dovrebbero sentire il dovere di farlo.
E’ assolutamente necessario che negli Atti amministrativi non ci siano contenuti discriminatori, ribadendo così i concetti di libertà individuale di scelta e di rispetto per la vita privata e familiare di tutti i cittadini.

E’ obbligatorio rendere pari diritto nell’accesso ai servizi e alle opportunità offerte dall’Amministrazione nei settori riguardanti la vita di relazione, esempio: assegnazione alloggi, contributi, servizi socio-sanitari, giovani, genitori, anziani, sport e tempo libero, formazione, scuola e servizi educativi, diritti e partecipazione, assistenza ai disabili.

Noi siamo certi che il Comune di Siena, così come gli altri Comuni della provincia sarà in grado di dare risposte ai bisogni dei propri cittadini e che le coppie non coniugali, siano esse dello stesso sesso che di sesso diverso, possano vedersi riconosciuti gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini.

*Nella foto: pubblicità Ikea (dettaglio).

Siena democratica ed accogliente

Siena democratica ed accogliente

Il 15 e 16 Maggio prossimi si svolgeranno le elezioni amministrative a Siena.
Crediamo che Siena debba continuare ad essere una città democratica ed accogliente e per questo appoggiamo quei candidati caratterizzati da impegno verso il sociale, i diritti, la laicità.

Mi chiamo Manuel Menzocchi ho 36 anni e sono ricercatore a tempo determinato presso il Dipartimento di Fisiologia dell’Università di Siena.
Ho scelto di sostenere Franco Ceccuzzi e di candidarmi al consiglio comunale con il Partito Democratico per fare di Siena la città dei diritti.Votandomi darai sostegno ad un impegno politico ispirato dalla laicità. Essere laico per me significa leggere la realtà senza il fardello dell’ideologia, analizzare i fatti ed impegnarmi nel risolvere i problemi rispettando le esigenze e le identità altre e promuovendo la libertà di coscienza la possibilità di scegliere in base ai propri convincimenti morali.
Laicità è operarsi per costruire una società inclusiva e migliore. Insieme alle donne che chiedono dignità, servizi, lavoro ed il diritto ad una maternità consapevole. Insieme a tutte quelle persone che rivendicano la propria libertà sessuale ed affettiva e la possibilità di esercitarla senza timori di ritorsioni più o meno violente e più o meno istituzionali. Insieme a tutti coloro che difendono orgogliosamente la vita propria ed altrui affermando il diritto alla libertà di cura ed al testamento biologico. Insieme a quelle coppie che scelgono la convivenza e la vorrebbero veder riconosciuta, insieme ai docenti che rivendicano la libertà di insegnamento e la stabilizzazione delle loro condizioni. Insieme a tanti per un percorso di libertà e diritti che parta dalle istituzioni locali.
Sono Giuliana De Angelis ed in occasione delle elezioni amministrative del prossimo 15 maggio sono stata di nuovo candidata a consigliere comunale a sostegno di Franco Ceccuzzi che vorrei, per la nostra città, fosse eletto Sindaco. Negli anni, già altre volte, con spirito di servizio, ho messo a disposizione il mio nome a sostegno di una parte politica che ha a cuore il bene della città.Da tempo, nell’esercizio del volontariato mi sono dedicata all’accoglienza e al sostegno di ogni forma di disagio. Chi mi conosce sa quanto abbia a cuore la mia città e i bisogni dei cittadini in particolare degli anziani, categoria che ormai mi accoglie a pieno diritto.
Un impegno che ho svolto con la mia partecipazione nell’Auges, nell’Associazione “Donna Chiama Donna”, in “Federconsumatori”, ed nell’AUSER.
Un impegno che ho svolto anche nel mio territorio, sono iscritta al Circolo del PD di Sant’Andrea e vivo in questa parte della città dal 1963. Per venti anni la circoscrizione ha avuto tra i suoi compiti anche quello di tutelare gli interessi territoriali. Da oggi la circoscrizione non cʼè più per questo mi metto a disposizione per tutto quello che i cittadini vorranno sapere o chiedere al governo della città e se sarò eletta dedicherò un pomeriggio alla settimana per ricevere le istanze di tutti.

Congresso Provinciale 2010

Election day 2010

UNA TERRA AD ALTA DENSITÀ DEMOCRATICA

Piattaforma politico – programmatica dell’Area Marino per il congresso dell’Unione territoriale di Siena

Il Diritto alla Felicità

Il Diritto alla Felicità

Di Luigi Dallai.

I doveri sono sanciti dal costume e dalle leggi, e a ben vedere imporrebbero comportamenti in larghissima misura rispettosi dei diritti. E infatti il rispetto dei diritti che un paese civile deve imporsi deriva in buona parte dalla capacità della società di comprendere le esigenze di tutte le sue componenti, e della classe dirigente di legiferare in accordo con questi sentimenti.

Ho sempre pensato che per rivendicare i propri diritti si dovesse prima assolvere ai propri doveri.

Come un riflesso condizionato ho cercato di mettere in pratica questo binomio, senza capire che le due cose non sono necessariamente dipendenti, anzi molto spesso non lo sono affatto. Esistono diritti da riconoscere a prescindere dai doveri assolti. Per dirla con estrema semplicità: i diritti sono diritti, i doveri sono doveri. In alternativa sarebbe lecito praticare la tortura a prigionieri autori di misfatti, accettare la pena di morte, praticare la legge del taglione.

Esistono diritti che faticano ad essere riconosciuti a causa di ragioni di stato o motivazioni politico-strategiche (vedi autodeterminazione dei popoli), oppure a causa dell’arretratezza culturale  di molte società (la questione femminile su tutte ed i misfatti commessi come conseguenza di questa).

Non esiste una scala dei diritti; essi sono per loro natura non negoziabili. Varia piuttosto il potere contrattuale di chi li rivendica. Procedendo per via anagrafica, mi viene in mente, il diritto di suolo, per cui un bambino che nasce in uno stato è automaticamente cittadino di quello stato. Chi pensa che Siena e le sue tradizioni tradiscano uno spirito conservatore potrebbe forse ricredersi guardando bambini di qualsiasi nazionalità giocare insieme e spesso diventare contradaioli a pieno titolo. Le persone passano, oppure cambiano provenienza, accenti, colori, le tradizioni (e le istituzioni) no.

Il diritto dei bambini all’istruzione e al gioco dovrebbe essere  meno declamato e più praticato. In molte realtà del nostro Paese sono soltanto gli insegnanti a renderlo effettivo, perché famiglie disagiate o culturalmente arretrate, e istituzioni assenti o disinteressate rendono questo principio molto teorico e poco pratico. Sia il diritto di suolo che quello al gioco e all’istruzione sono diritti del bambino alla propria felicità e alla possibilità di vivere compiutamente la propria condizione. Tuttavia i bambini sono soggetti deboli, e la loro capacità di contrattazione non è in molti casi sufficiente a rendere esigibili questi diritti.

Soggetti storicamente deboli sono state le donne; abbiamo visto di recente mettersi in marcia un movimento nuovo, volto a ridefinire modi, spazi, tempi, di una società strutturata secondo sensibilità e concetti tipicamente maschili. E’ un movimento composito, che inevitabilmente ha facce diverse al proprio interno. Come molti aspetti della politica attuale, ha un approdo finale indefinito, ma certo ha messo in circolo molte energie e molta intelligenza.

Anche i movimenti omosessuali sono in marcia da tempo. L’approvazione da parte del Consiglio Comunale della mozione che impegna Giunta e Consiglio alla lotta all’omofobia e alla trans-fobia segna un punto importante per la nostra città e per la definizione delle priorità politiche di questa terra. Su tutte, il diritto di cittadinanza per chi vive nella nostra comunità, senza preclusioni, razzismo e discriminazioni. Questa è la missione di chi è stato investito del compito di amministrarci, ed è il dovere morale di chi vuole che la nostra città si apra al futuro senza paura e senza stupidi conformismi. All’alba del terzo millennio esistono dei diritti la cui negazione è difficile da comprendere in una qualsiasi società mediamente civilizzata.

La lotta contro l’omofobia precede inevitabilmente la questione delle unioni di fatto. Davvero è difficile aggiungere qualcosa ai bellissimi articoli di Ivan Scalfarotto e Cristiana Alicata che abbiamo pubblicato tempo fa nel nostro sito, a cui rimando. E’ difficile rimanere indifferenti di fronte a posizioni politiche particolarmente mature, da cui traspare sensibilità e sofferenza.

Dobbiamo dunque avere la capacità di creare luoghi in cui il dibattito possa non essere immediatamente tradotto in scelte amministrative, ma possa essere approfondito con le sensibilità di tutti. Il Partito Democratico è nato per questo, per fondere percorsi laici e cattolici e rispondere alle esigenze che una società moderna deve soddisfare. La battaglia contro l’omofobia ha un percorso lungo, che si esaurirà soltanto con il riconoscimento di pari diritti alle famiglie omosessuali. Io (diversamente da Cristiana) non credo che sia una guerra tra chi è in buona fede e chi no. Anzi, moltissimi in buona fede manifestano grosse titubanze su come procedere in questa materia. Ma è senza dubbio una battaglia tra chi ha smesso di interrogarsi e di capire le ragioni degli altri e chi è disposto a farsi carico di problemi che necessitano soluzioni non rinviabili. Per interrogarsi c’è bisogno di confronto, ed il confronto può riuscire solo in presenza di posizioni diverse. Per questo continuo a pensare che soltanto il Partito Democratico possa essere il luogo in cui si riusciranno ad elaborare posizioni intellettualmente oneste che garantiranno pari diritti a chiunque, senza discriminazioni legate ad orientamenti sessuali o altro. Occorrerà pazienza politica e pervicacia, ma queste sicuramente non ci mancano, e non saranno le titubanze e le forse inevitabili contraddizioni di una classe dirigente troppo anziana ad impedire che qualsiasi famiglia sia considerata una famiglia “normale”.

La mozione del Consiglio Comunale ha rotto il ghiaccio; adesso dobbiamo lavorare per andare oltre i nostri limiti politici. A Siena abbiamo di fronte sfide amministrative e sfide culturali. A ben vedere queste ultime comprendono anche quelle più brutalmente economiche. In definitiva…. “non sapevano che fosse impossibile, e allora l’hanno fatto”.

Ora Siena è un po’ più bella

Ora Siena è un po’ più bella

di Giancarlo Pagliai. Con la mozione contro l’Omofobia approvata il 21 Luglio in Consiglio Comunale, Siena si aggiunge a Casole D’Elsa, Colle Val D’Elsa, Montepulciano e Poggibonsi, comuni che già precedentemente avevano approvato la stessa mozione.

Nella nostra provincia il Partito Democratico, Generazione Democratica, i gruppi consiliari di centrosinistra, e le Associazioni hanno dimostrato una particolare attenzione ai Diritti civili e l’approvazione della mozione in Consiglio comunale ne è una prova tangibile.

Nello stesso giorno doveva essere presentata e discussa la mozione anche in
Consiglio Provinciale, purtroppo per i molteplici e importantissimi altri argomenti all’ODG, ciò non è stato possibile, sarà comunque il primo punto in discussione nel prossimo Consiglio e sarà un’altro elemento significativo per sensibilizzare l’opinione pubblica nella lotta contro ogni tipo di discriminazione.

Il Presidente Giorgio Napolitano, il 17 maggio, giornata internazionale contro
l’Omofobia, aveva sollecitato il Parlamento a legiferare in materia per arginare l’odio e sanzionare comportamenti discriminatori nei confronti delle persone omosessuali.

La maggioranza che governa il paese ha risposto presentando in Aula delle
pregiudiziali di costituzionalità che hanno il solo scopo di affossare la Legge, ancora una volta la Toscana e la provincia di Siena si sono dimostrate migliori e più attente ai bisogni dei propri cittadini, di chi ormai sta calpestando i più elementari diritti umani.

La consapevolezza che i “Diritti civili” siano assolutamente tra le priorità di un Partito Democratico e progressista, spero possa trasformarsi presto in una discussione e in un confronto aperto e costruttivo che porti alla presentazione delle mozioni sul “Testamento biologico” e sulle “Unioni civili” e la conseguente istituzione dei relativi Registri.

Giancarlo Pagliai (resp. PD Siena per i Diritti civili)

Testamento biologico: “arroganza e cinismo”

Testamento biologico: “arroganza e cinismo”

Oggi la camera, con l’approvazione del disegno di legge sul Testamento biologico ha scritto una delle pagine più brutte della propria storia.

E’ stata votata dall’attuale maggioranza una legge arrogante e disumana, una legge che non tiene conto delle volontà espresse da un cittadino, una legge che ritiene indisponibile quella che per ogni individuo è la propria vita.

Una legge che obbliga un ammalato, anche contro la propria volontà, ad essere idratato e alimentato artificialmente, poiché si sancisce per legge, che questi trattamenti non sono terapie sanitarie ma sostegno vitale, in totale contrasto con l’opinione delle società scientifiche e contro l´evidenza della pratica medica.

Ora, anche se questo corrispondesse a verità, ma così non è, vorrei sapere perché un cittadino gravemente ammalato dovrebbe essere alimentato forzatamente, nonostante la sua volontà a non voler essere idratato e alimentato?

Tutto ciò nell’assoluto disprezzo dell’opinione pubblica, perché secondo uno studio recente dell’Eurispes, ben il 77% dei cittadini italiani sarebbe favorevole al diritto di poter decidere sul proprio fine vita.

L’accanimento terapeutico nei confronti di un cittadino nella fase finale della vita, termina solo dopo la sua morte, le proprie volontà non sono vincolanti e spetta al medico l’ultima parola, è questo praticamente quello che succederà con l’approvazione del DDL presentato dal senatore Calabrò.

A mio avviso ci sono valori e diritti che dovrebbero andare oltre agli interessi particolari, e essere considerati sotto il profilo dell’interesse generale.

Ci sono valori e diritti dove non è importante l’opinione personale, quanto deve essere importante la visione più ampia nell’interesse della collettività.

L’autodeterminazione dei cittadini in tema di fine vita è senz’altro un atto che rientra nell’interesse generale di una collettività.

La legge discussa e votata alla Camera è palesemente incostituzionale, dobbiamo batterci affinché venga cancellata e lasciare ai cittadini quello che è un loro diritto ineludibile.

Giancarlo Pagliai
(resp. Pd Siena per i Diritti civili)

Una nuova maggioranza

Una nuova maggioranza

di Francesco Carnesecchi

Le sconfitte di solito sono orfane, le vittorie invece hanno sempre molti padri. I risultati di lunedì hanno portato, per la prima volta dopo sedici anni, i referendum ad essere di nuovo uno strumento di democrazia diretta, dove i cittadini possono intervenire nelle scelte pubbliche. Il governo si è comprensibilmente affrettato a minimizzare i risultati, separando il significato contingente da quello politico più generale. Se nessuno allora ha perso, i padri di questa vittoria sono molti: le opposizioni in senso plurale, i comitati per l’acqua che hanno lavorato per costruire una rete nazionale su un bene comune e soprattutto i singoli cittadini che hanno scelto di tornare ad essere protagonisti.

A Siena i sì all’abolizione della norma sulla retribuzione del servizio idrico, per dire, sono stati 25.524. Confrontando questo con i risultati delle ultime amministrative emerge come oltre 7 mila elettori che alle ultime elezioni avevano sostenuto forze alternative al centrosinistra hanno scelto di votare sì al referendum.

Il dato è ancora più rilevante al livello nazionale. Sempre nel referendum sulla tariffa del servizio idrico, quello che ha avuto l’affluenza più alta, i sì sono stati 26.130.637. Oltre 26 milioni di italiani insomma hanno riconosciuto questo tema, e gli altri, come proprio del dibattito nazionale, hanno compreso la rilevanza dei quesiti e si sono espressi in maniera netta. Un maggioranza nuova e larghissima, basti pensare che la coalizione a sostegno di Berlusconi nel 2008 aveva ottenuto alla Camera17.064.506 voti, quella a sostegno di Romano Prodi nel 2006, sempre alla Camera  ne aveva ottenuti 19.002.598.

Oggi, il primo sbaglio della politica sarebbe quello di considerare la consultazione di domenica e lunedì un referendum sul Governo, o meglio sul Presidente del Consiglio, una spiegazione semplicistica che nasce da una visione degli italiani incapaci di comprendere i quesiti referendari. C’è anche un segnale al Governo, ma non c’è solo questo, perché la vittoria referendaria non era una condizione necessaria per battere Berlusconi, ma soprattutto non è una condizione sufficiente a determinare una nuova alternativa di governo.

I referendum, e questi ultimi non sono stata un’eccezione, hanno una sia una portata limitata che una generale. Da una lato fanno sì che la “normativa di risulta” dopo l’abrogazione venga qualificata tra gli atti aventi forza di legge vincolando il Parlamento a non disciplinare in maniera identica la materia. Esiste poi una portata più generale e politica: consultare i cittadini su un determinato tema legato ma non necessariamente circoscritto al quesito dando un segnale sul sentimento del paese che le forze politiche non sempre sono in grado di cogliere.

Sull’acqua, l’energia, e la giustizia gli italiani si sono dunque espressi in maniera chiara. Se nel caso del nucleare, dopo i tristi fatti del Giappone, il risultato era abbastanza atteso non così nel caso dell’acqua. Eppure i referendum sull’acqua e sui servizi sono stati quelli che hanno avuto il quorum più alto e la percentuale di sì relativamente più alta. Si tratta di messaggi chiari, dopo anni in cui la gestione privata veniva presentata come l’unica strada possibile verso l’efficienza dei servizi pubblici ed il nucleare come il progresso, i cittadini hanno scelto diversamente.

Trasformare questa ritrovata maggioranza in una coalizione di governo non deve però tradursi in una discussione sulla geometria delle alleanze o sull’ingegneria istituzionale. Al contrario al centro sinistra tutto, ed  al Partito Democratico in particolare, spetta il compito di farsi interprete di questi segnali e lavorare ad un nuovo progetto per il paese. Un progetto culturalmente alternativo al centrodestra, ma profondamente diverso delle risposte offerte dal centrosinistra negli ultimi quindici anni.

Il vero segnale da cogliere da questo referendum, allora, è che cambiare il paese è ancora possibile.

Il nuovo governo della città

Il nuovo governo della città

9 gli assessori, 4 donne e 5 uomini. Mauro Marzucchi vicesindaco
Ceccuzzi: “La Giunta esprime personalità di alto livello”

Il nuovo sindaco di Siena Franco Ceccuzzi ha presentato questa mattina nella Sala delle Lupe di Palazzo Pubblico la sua squadra di governo, composta da nove assessori, quattro donne e cinque uomini. La prima giunta è stata convocata per venerdì prossimo, il primo Consiglio comunale è stato indetto per il 30 maggio.

”La Giunta esprime personalità di alto livello – ha dichiarato Franco Ceccuzzi -, ho cercato di far leva sull’esperienza e sul rinnovamento, alla ricerca dell’equilibrio ottimale per amministrare una città complessa come la nostra”.

Sui primi passi della sua Giunta, Ceccuzzi ha spiegato alcune delle priorità dei primi cento giorni: ”I primi impegni saranno quelli legati all’occupazione, con la firma del ‘Patto per lo sviluppo locale’, all’apertura di un punto di ascolto al Policlinico Le Scotte e alla definizione del coordinamento interistituzionale sull’Università”.

Questa la nuova Giunta:

Mauro Marzucchi vicesindaco con delega al Bilancio

Alessandro Mugnaioli assessore alle Attività economiche, Turismo, Polizia Municipale, Traffico e sicurezza, Protezione civile, Trasporti e Infrastrutture

Alessandro Cannamela assessore alle Politiche Giovanili, Ambiente e aree verdi, Pace e cooperazione internazionale

Lucia Cresti assessore alla Cultura, Attività internazionali, Siena capitale della cultura, Santa Maria della Scala e Partecipazione

Luciano Cortonesi assessore ai Lavori pubblici

Anna Ferretti assessore alla Sanità e ai Servizi sociali

Silvia Lazzeroni assessore al Personale e all’Istruzione

Paola Rosignoli assessore all’Urbanistica e Pari opportunità

Alessandro Trapassi assessore allo Sport, al Patrimonio e al Decentramento

Comune di Siena: i 32 Consiglieri comunali eletti

Sono stati ufficializzati i 32 Consiglieri che comporranno il nuovo Consiglio comunale di Siena dopo il voto delle amministrative del 15 e 16 maggio scorso.

Questo l’elenco dei nuovi Consiglieri:

Sindaco
FRANCO CECCUZZI

PARTITO DEMOCRATICO 15 consiglieri
Massimo BIANCHI
Mario RONCHI
David Luciano CHITI
Anna GIOIA
Andrea NUTI
Alessandro PICCINI
Fulvio BRUNI
Gian Luca RANIERI
Lucio PACE
Luca GUIDERI
Rita PETTI
Lorenzo BRENCI
Giovanni BAZZINI
Leonardo NANNIZZI
Giancarlo MEACCI

SIENA FUTURA 3 consiglieri
Mauro MARZUCCHI
Marco FEDI
Stefano MARZOCCHI

RIFORMISTI 2 consiglieri
Leonardo TAFANI
Francesca MUGNAINI

SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ 1 consigliere
Alessandro CANNAMELA

ALESSANDRO NANNINI – candidato a Sindaco, eletto Consigliere

IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 5 consiglieri
Enrico TUCCI
Alessandro MANGANELLI
Pietro STADERINI
Andrea CORSI
Marco DEL DOTTORE

GABRIELE CORRADI – candidato a Sindaco, eletto Consigliere

PER CORRADI SINDACO 1 consigliere
Enzo DE RISI

LISTE CIVICHE SENESI 1 consigliere
Marco FALORNI

NUOVO POLO PER SIENA 1 consigliere
Sandro SENNI

LAURA VIGNI – candidata a Sindaco, eletta Consigliere

Siena democratica ed accogliente

Siena democratica ed accogliente

Il 15 e 16 Maggio prossimi si svolgeranno le elezioni amministrative a Siena.
Crediamo che Siena debba continuare ad essere una città democratica ed accogliente e per questo appoggiamo quei candidati caratterizzati da impegno verso il sociale, i diritti, la laicità.

Mi chiamo Manuel Menzocchi ho 36 anni e sono ricercatore a tempo determinato presso il Dipartimento di Fisiologia dell’Università di Siena.
Ho scelto di sostenere Franco Ceccuzzi e di candidarmi al consiglio comunale con il Partito Democratico per fare di Siena la città dei diritti.Votandomi darai sostegno ad un impegno politico ispirato dalla laicità. Essere laico per me significa leggere la realtà senza il fardello dell’ideologia, analizzare i fatti ed impegnarmi nel risolvere i problemi rispettando le esigenze e le identità altre e promuovendo la libertà di coscienza la possibilità di scegliere in base ai propri convincimenti morali.
Laicità è operarsi per costruire una società inclusiva e migliore. Insieme alle donne che chiedono dignità, servizi, lavoro ed il diritto ad una maternità consapevole. Insieme a tutte quelle persone che rivendicano la propria libertà sessuale ed affettiva e la possibilità di esercitarla senza timori di ritorsioni più o meno violente e più o meno istituzionali. Insieme a tutti coloro che difendono orgogliosamente la vita propria ed altrui affermando il diritto alla libertà di cura ed al testamento biologico. Insieme a quelle coppie che scelgono la convivenza e la vorrebbero veder riconosciuta, insieme ai docenti che rivendicano la libertà di insegnamento e la stabilizzazione delle loro condizioni. Insieme a tanti per un percorso di libertà e diritti che parta dalle istituzioni locali.
Sono Giuliana De Angelis ed in occasione delle elezioni amministrative del prossimo 15 maggio sono stata di nuovo candidata a consigliere comunale a sostegno di Franco Ceccuzzi che vorrei, per la nostra città, fosse eletto Sindaco. Negli anni, già altre volte, con spirito di servizio, ho messo a disposizione il mio nome a sostegno di una parte politica che ha a cuore il bene della città.Da tempo, nell’esercizio del volontariato mi sono dedicata all’accoglienza e al sostegno di ogni forma di disagio. Chi mi conosce sa quanto abbia a cuore la mia città e i bisogni dei cittadini in particolare degli anziani, categoria che ormai mi accoglie a pieno diritto.
Un impegno che ho svolto con la mia partecipazione nell’Auges, nell’Associazione “Donna Chiama Donna”, in “Federconsumatori”, ed nell’AUSER.
Un impegno che ho svolto anche nel mio territorio, sono iscritta al Circolo del PD di Sant’Andrea e vivo in questa parte della città dal 1963. Per venti anni la circoscrizione ha avuto tra i suoi compiti anche quello di tutelare gli interessi territoriali. Da oggi la circoscrizione non cʼè più per questo mi metto a disposizione per tutto quello che i cittadini vorranno sapere o chiedere al governo della città e se sarò eletta dedicherò un pomeriggio alla settimana per ricevere le istanze di tutti.