Sapere Archivi

Il diritto di usare la Rete come fonte e luogo di conoscenza è e resta la nostra priorità.

Il diritto di usare la Rete come fonte e luogo di conoscenza è e resta la nostra priorità.

Il Disegno di legge – Norme in materia di intercettazioni telefoniche che prevede al comma 29 recita:
«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

Questo dispositivo rischia di mettere a dura prova la libertà di espressione di molti blog come il nostro. La redazione dei Sottomarini Senesi pubblica il testo integrale Comunicato stampa del 4 ottobre 2011 di Wikipedia Italia
Cara lettrice, caro lettore,

in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.

Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue e gratuita.

Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.

Il Disegno di legge – Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., così modificato (vedi p. 24), alla lettera a) del comma 29 recita:

«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l’obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.

Purtroppo, la valutazione della “lesività” di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all’opinione del soggetto che si presume danneggiato.

Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l’introduzione di una “rettifica”, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.

In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l’intera pagina è stata rimossa.

Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo
Articolo 27

«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.

Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»

L’obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell’Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l’abbiamo conosciuta fino a oggi.

Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell’onore e dell’immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall’articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.

Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all’arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per “non avere problemi”.

Vogliamo poter continuare a mantenere un’enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?

Gli utenti di Wikipedia

Pensa a quanto amore possiamo esprimere tutti insieme

Pensa a quanto amore possiamo esprimere tutti insieme
Utøya
Se un uomo solo può esprimere così tanto odio, pensa a quanto amore possiamo esprimere tutti insieme.
Stine Renate Håheim
Ho scritto un post in norvegese per raccontare come ho vissuto quanto accaduto a Utøya. Credevo che questo blog non fosse attivo dimenticando completamente fosse collegato a Planet Debian. Non voglio che il traduttore di Google renda questo disastro peggio di quello che è stato – la traduzione di “proiettili” in “palle” suona particolarmente male – per cui considerando l’attenzione internazionale sollevata dal massacro, scrivo in inglese ciò che ho vissuto.
Mi sento in qualche modo obbligato a far conoscere alla gente cosa sia accaduto, ma non voglio andare oltre una descrizione lucida degli eventi e alcune brevi considerazioni. Ci sono molti dettagli che ho scelto di omettere. Altri hanno scritto la loro esperienza di quanto hanno vissuto a Utøya. Anch’io ho voluto buttare giù la mia e “uscirne fuori”. In parte, voglio scriverne perché non sono sicuro di ricordare in futuro tutti i dettagli, per quanto preferisca dimenticarli; in parte perché la gente me lo chiede ed è preferibile dare un link, piuttosto che ripetere e ripetere sempre lo stesso racconto.
Il nostro ex primo ministro e attuale semidio del movimento laburista Gro Harlem Brundtland aveva appena lasciato l’isola. L’avevo ripresa in un’intervista video su Utøya, ed ero nella stanza del gruppo che si occupava dei media per trasformare il video in un formato pubblicabile su YouTube, quando qualcuno in preda allo spavento diceva che Twitter era pieno di messaggi su una forte esplosione avvenuta ad Oslo. Mentre i giornali fornivano informazioni sull’entità dei danni, tutti ricordavano che era in programma un incontro informativo. Appena la discussione è terminata, ci siamo riuniti nella sala principale. L’incontro si è svolto regolarmente e quando è stato detto che una diretta TV sarebbe stata resa disponibile, mi sono assunto la responsabilità di rendere concreta questa possibilità. Com’è immaginabile, la conseguenza è stata che sia la connessione wireless che quella GPRS fossero completamente inutilizzabili. Mentre aspettavo la configurazione di una password, ho colto l’opportunità di poter affrontare le conseguenze dovute a due bocconi di una di quelle portate da fondo a microonde e sono andato in bagno.
Mentre ero lì, ho prima sentito delle grida agitate, poi delle urla, poi spari provenienti dall’esterno dei bagni. Più che altro, sembravano provocati da una pistola giocattolo. Credevo che qualcuno stesse facendo uno scherzo incredibilmente di cattivo gusto, così avevo deciso di intervenire uscendo dal bagno per fermare l’autore. Quando ho spalancato la porta, ho visto due miei compagni nascosti in un angolo. L’espressione del viso non lasciava dubbi: non si trattava di un giocattolo. Mi hanno fatto segno di tornare in bagno. Ho chiuso la porta, ho avuto una reazione mentale a scoppio ritardato in preda a totale, completa confusione, e ho riaperto la porta. I miei compagni stavano ancora facendo segni. Se non fossero stati lì, sarei andato a finire dritto verso il killer; mi hanno salvato la vita.
Ho guardato fuori l’entrata, e ho incrociato lo sguardo di un giovane ragazzo steso in una pozza di sangue. Mi faceva cenno di aiutarlo. Ho sentito altri spari all’interno dell’edificio e sono tornato in bagno. Mentre pensavo a cosa fare, ho capito che la porta di legno del bagno sicuramente non avrebbe resistito ad alcun tipo di proiettile. Così sono uscito per scappare fuori. In quel momento, non ero consapevole vi fosse intenzione di uccidere più gente possibile, così ho pensato che gli spazi aperti all’esterno sarebbero stati dei posti relativamente sicuri. Il pensiero era certamente sbagliato – e probabilmente la mia vita è stata salvata una seconda volta da uno dei volontari del servizio caffè che mi ha portato in un bagno del personale non facilmente individuabile. Siamo rimasti seduti per un’ora e mezza. Sempre pronti a scappare, pronti per qualsiasi cosa. Si è formato uno strano gruppo dinamico con queste due persone con le quali avevo scambiato qualche parola precedentemente.
Dividevamo uno strano senso di destino comune e umorismo macabro. Uno di loro aveva visto il killer e ci ha descritto l’uniforme da poliziotto. Credevo fossimo gli unici a sapere del ragazzo ferito fuori il bagno. Ho cercato di contattare i servizi d’emergenza, ma tutte le linee erano occupate, l’attacco terroristico ad Oslo le aveva probabilmente intasate. Alla fine sono riuscito a parlare con i vigili del fuoco che mi hanno informato che la polizia era a conoscenza di quello che stava accadendo e che stava arrivando. Sarebbero trascorsi 90 minuti prima della nostra evacuazione – e nel frattempo il giovane ragazzo steso fuori la porta era morto.
La disperazione che ho visto nei suoi occhi quando l’ho guardato, è volata da una stanza all’altra – e lo sguardo fisso vuoto e inespressivo quando siamo andati via, brucia dentro di me. Sono immagini che non dimenticherò per tutta la vita. Finalmente, è arrivata la polizia, quella vera.
Siamo usciti fuori. Sono andato verso la sala delle conferenze più piccola – una scelta della quale oggi mi pento. Quello che ho visto va semplicemente oltre la mia capacità di descriverlo, è così terrificante che lo ricordo appena – sento solo il terrore dentro di me.
C’erano alcune persone ammassate in un angolo, un mucchio di corpi grande e amorfo. Alcuni erano coscienti e mi urlavano di non fare niente che avrebbe potuto spaventare la polizia, altri erano stesi. I loro corpi erano tutti coperti di sangue, e una densa pozza di sangue si stendeva intorno a loro in tutte le direzioni per almeno mezzo metro. Un poliziotto che era nella sala mi urlava ordini, ma il suo tono era così alto che all’inizio non sono riuscito a capire cosa dicesse. Siamo stati trasferiti prima negli uffici del giornale del campo.
Eravamo in otto, oltre ad una ragazza stesa, ferita, che alternava momenti di coscienza a momenti d’incoscienza. Per riscaldarla l’abbiamo coperta con i maglioni e uno di noi ha cercato di contenere la fuoriuscita di sangue. Il proiettile non le aveva centrato il cuore, ma non l’aveva mancato di molto. Non so chi fosse quella ragazza, né so come stia adesso. Ero seduto dietro di lei e non ho mai visto il suo viso. I feriti sono stati evacuati per primi. Non ricordo quanto tempo siamo rimasti lì dentro: ho perso il senso del tempo.
Nonostante le proteste di un gruppo che lo conosceva, un ragazzo fu ammanettato. In quel momento non avevo capito perché, e un poliziotto sembrava dire qualcosa come se effettivamente non vi fosse motivo per farlo. Non ho visto quando gli hanno tolto le manette, ma credo che quel trattamento sia stata una esperienza terribile, pessima per lui. Ho fatto del mio meglio per consolarlo ma sapevo che il mio sarebbe stato solo un piccolo aiuto. Più tardi, quando le cose si sono un po’ ristabilite, ci hanno raccontato che era stato ammanettato perché l’avevano visto arrivare da una zona non controllata.
La polizia è stata estremamente brava e attenta a spiegarci cosa fosse accaduto e perché: ci è stata di grande aiuto e ne sono molto grato. Infine siamo stati trasferiti nel corridoio principale dell’edificio, dove ci siamo uniti ad un gruppo di cinquanta persone. Solo quando ho visto le due persone che mi hanno salvato la vita ho provato emozione oltre a una leggera confusione.
Sono crollato tremando in lacrime tra le braccia di uno di loro. Dopo qualche secondo, mi sono ripreso e ho capito che quello non era il momento opportuno. Mi sono ripreso, ho tenuto il tremolio sotto controllo e mi sono seduto. Ci hanno offerto cioccolata e Coca Cola del chiosco. Ricordo di aver detto spontaneamente che l’incapacità di provare gioia per aver avuto una caramella gratis era un segnale certo di star vivendo una brutta situazione. Hanno tutti riso. L’umorismo macabro è un meccanismo che al momento si sopporta, ma ripensandoci ci si sente colpevoli.
Siamo stati accompagnati fuori in un’unica fila con le mani appoggiate sulla testa. Ricordo la preoccupazione profonda che qualcuno scivolasse lungo il pendio ripido e fangoso, provocando per errore una reazione nella polizia. Fuori, c’erano altri corpi. Alcuni sotto coperte improvvisate – un telone dello stand dei waffle, il castello sgonfio di plastica usato per giocare saltando – alcuni a vista.
Tutti quelli che ho incontrato hanno dimostrato coraggio, disciplina mentale e unità di propositi ben oltre ciò che si possa aspettare da persone così giovani. Tutti hanno assunto un atteggiamento che “non ha fatto una piega”. Una volta in salvo, attraversato il fiordo, ci hanno dato delle coperte. Mi hanno chiesto se fossi ferito e mi hanno fatto sollevare la maglietta per mostrare gli addominali. Ci hanno fatto entrare nell’autobus che ci aveva condotto all’hotel. Non posso rendere a parole il sollievo che ho provato quando ho potuto abbracciare i miei compagni. Non è paragonabile a nulla che abbia già provato nella vita. Il sentimento di euforia era attutito soltanto dalla consapevolezza che non avrei potuto rivedere ma più gli altri compagni, che con grande orgoglio avevo ritenuto amici, che avevano un futuro di grandi prospettive, futuro per il quale avevo provato grande gioia soltanto pensandolo e immaginandolo.
L’emozione che mi sconvolge di più è quella che mi prende quando penso alle famiglie e agli amici che tanti miei compagni hanno lasciato. Strappati via in modo assurdo. Non so quanto potrei dire di più su quanto accaduto. Mi piacerebbe, comunque, offrire alcune riflessioni. Innanzi tutto, dal più profondo del cuore, voglio ringraziare la polizia che ha salvato la vita di molte persone sull’isola, i villeggianti che hanno raccolto con le loro barche chi si era gettato in mare e i servizi di soccorso formati inizialmente da volontari che non hanno risparmiato sforzi nel cercare di attutire il colpo come potevano. L’opportunità di trascorrere del tempo con compagni che hanno vissuto la mia stessa esperienza è stata di un aiuto incommensurabile. Mi sono sentito sollevato per aver ritrovato i miei più cari amici tra i sopravvissuti, ed anche questo mi ha aiutato tantissimo.
Volendo cercare un aspetto positivo in questa tragedia penso che se fosse giunto con la sua arma quindici o venti minuti prima, sarebbe arrivato durante la riunione informativa, in un momento in cui la sala principale era gremita e il numero delle vittime sarebbe stato notevolmente superiore. Sono angosciosamente consapevole dello scarso sollievo che questa considerazione porta a chi è stato privato dei propri cari, ma devo trovarci conforto.
Non possiamo nasconderci – senza alcun dubbio! – che si è trattato di un attacco politico al movimento laburista. Ma fortunatamente è stato vissuto da tutti come un attacco alla società norvegese e ad un simbolo dell’ampio reclutamento nella democrazia partecipativa che risiede nella nostra anima nazionale. Non potrò mai ringraziare abbastanza il popolo norvegese – così come la gente degli altri stati che ha espresso le proprie condoglianze – per tutte le manifestazioni di sostegno e di condivisione del dolore. E’ stato di incredibile aiuto per me sapere che tante persone ci siano state vicine.
Voglio anche ringraziare dal profondo del cuore la fermezza incrollabile di tutti sia a livello nazionale che a livello locale del partito laburista e dei giovani laburisti nel sostenerci, e l’ambiente politico in generale per la risoluta lealtà che mi preserva dal perdere ciò che più amo:la nostra libertà nella democrazia partecipativa. Il nostro partito ha perso molti giovani fra i più brillanti.
Personalmente provo un senso arrabbiato di ripicca, un bisogno profondo e irrequieto di fare in modo che le ruote della società girino ancora. Voglio mostrare che non saremo sconfitti. Siamo più forti. Non rimarrò impaurito nel silenzio e nella passività. Voglio ricordare i morti e onorarli portando avanti il nostro impegno comune.
Voglio terminare con una richiesta rivolta a chiunque legga ciò che ho scritto, citando una frase di uno dei miei migliori amici e compagni:
“Per favore, non farmi leggere messaggi pieni di rancore, di sostegno alla pena di morte, o qualcosa di simile. Se qualcuno crede che qualcosa migliorerà uccidendo questa piccola persona triste, ha profondamente torto. Tutta l’attenzione dovrà essere concentrata nel prendersi cura delle vittime e delle loro famiglie che non condividono la mia fortuna, evitando di offrire una platea ad un colpevole che la richiede”.
Tore Sinding Bekkedal
Traduzione di Roberta Aiello
@valigia blu – riproduzione consigliata

Questa è la testimonianza di un ragazzo sopravvissuto alla strage di Utøya (grazie a Giuseppe Civati per averla segnalata ieri sul suo BLOG).QUIl’originale.


Siena democratica ed accogliente

Siena democratica ed accogliente

Il 15 e 16 Maggio prossimi si svolgeranno le elezioni amministrative a Siena.
Crediamo che Siena debba continuare ad essere una città democratica ed accogliente e per questo appoggiamo quei candidati caratterizzati da impegno verso il sociale, i diritti, la laicità.

Mi chiamo Manuel Menzocchi ho 36 anni e sono ricercatore a tempo determinato presso il Dipartimento di Fisiologia dell’Università di Siena.
Ho scelto di sostenere Franco Ceccuzzi e di candidarmi al consiglio comunale con il Partito Democratico per fare di Siena la città dei diritti.Votandomi darai sostegno ad un impegno politico ispirato dalla laicità. Essere laico per me significa leggere la realtà senza il fardello dell’ideologia, analizzare i fatti ed impegnarmi nel risolvere i problemi rispettando le esigenze e le identità altre e promuovendo la libertà di coscienza la possibilità di scegliere in base ai propri convincimenti morali.
Laicità è operarsi per costruire una società inclusiva e migliore. Insieme alle donne che chiedono dignità, servizi, lavoro ed il diritto ad una maternità consapevole. Insieme a tutte quelle persone che rivendicano la propria libertà sessuale ed affettiva e la possibilità di esercitarla senza timori di ritorsioni più o meno violente e più o meno istituzionali. Insieme a tutti coloro che difendono orgogliosamente la vita propria ed altrui affermando il diritto alla libertà di cura ed al testamento biologico. Insieme a quelle coppie che scelgono la convivenza e la vorrebbero veder riconosciuta, insieme ai docenti che rivendicano la libertà di insegnamento e la stabilizzazione delle loro condizioni. Insieme a tanti per un percorso di libertà e diritti che parta dalle istituzioni locali.
Sono Giuliana De Angelis ed in occasione delle elezioni amministrative del prossimo 15 maggio sono stata di nuovo candidata a consigliere comunale a sostegno di Franco Ceccuzzi che vorrei, per la nostra città, fosse eletto Sindaco. Negli anni, già altre volte, con spirito di servizio, ho messo a disposizione il mio nome a sostegno di una parte politica che ha a cuore il bene della città.Da tempo, nell’esercizio del volontariato mi sono dedicata all’accoglienza e al sostegno di ogni forma di disagio. Chi mi conosce sa quanto abbia a cuore la mia città e i bisogni dei cittadini in particolare degli anziani, categoria che ormai mi accoglie a pieno diritto.
Un impegno che ho svolto con la mia partecipazione nell’Auges, nell’Associazione “Donna Chiama Donna”, in “Federconsumatori”, ed nell’AUSER.
Un impegno che ho svolto anche nel mio territorio, sono iscritta al Circolo del PD di Sant’Andrea e vivo in questa parte della città dal 1963. Per venti anni la circoscrizione ha avuto tra i suoi compiti anche quello di tutelare gli interessi territoriali. Da oggi la circoscrizione non cʼè più per questo mi metto a disposizione per tutto quello che i cittadini vorranno sapere o chiedere al governo della città e se sarò eletta dedicherò un pomeriggio alla settimana per ricevere le istanze di tutti.

Testamento biologico: “arroganza e cinismo”

Testamento biologico: “arroganza e cinismo”

Oggi la camera, con l’approvazione del disegno di legge sul Testamento biologico ha scritto una delle pagine più brutte della propria storia.

E’ stata votata dall’attuale maggioranza una legge arrogante e disumana, una legge che non tiene conto delle volontà espresse da un cittadino, una legge che ritiene indisponibile quella che per ogni individuo è la propria vita.

Una legge che obbliga un ammalato, anche contro la propria volontà, ad essere idratato e alimentato artificialmente, poiché si sancisce per legge, che questi trattamenti non sono terapie sanitarie ma sostegno vitale, in totale contrasto con l’opinione delle società scientifiche e contro l´evidenza della pratica medica.

Ora, anche se questo corrispondesse a verità, ma così non è, vorrei sapere perché un cittadino gravemente ammalato dovrebbe essere alimentato forzatamente, nonostante la sua volontà a non voler essere idratato e alimentato?

Tutto ciò nell’assoluto disprezzo dell’opinione pubblica, perché secondo uno studio recente dell’Eurispes, ben il 77% dei cittadini italiani sarebbe favorevole al diritto di poter decidere sul proprio fine vita.

L’accanimento terapeutico nei confronti di un cittadino nella fase finale della vita, termina solo dopo la sua morte, le proprie volontà non sono vincolanti e spetta al medico l’ultima parola, è questo praticamente quello che succederà con l’approvazione del DDL presentato dal senatore Calabrò.

A mio avviso ci sono valori e diritti che dovrebbero andare oltre agli interessi particolari, e essere considerati sotto il profilo dell’interesse generale.

Ci sono valori e diritti dove non è importante l’opinione personale, quanto deve essere importante la visione più ampia nell’interesse della collettività.

L’autodeterminazione dei cittadini in tema di fine vita è senz’altro un atto che rientra nell’interesse generale di una collettività.

La legge discussa e votata alla Camera è palesemente incostituzionale, dobbiamo batterci affinché venga cancellata e lasciare ai cittadini quello che è un loro diritto ineludibile.

Giancarlo Pagliai
(resp. Pd Siena per i Diritti civili)

Siena democratica ed accogliente

Siena democratica ed accogliente

Il 15 e 16 Maggio prossimi si svolgeranno le elezioni amministrative a Siena.
Crediamo che Siena debba continuare ad essere una città democratica ed accogliente e per questo appoggiamo quei candidati caratterizzati da impegno verso il sociale, i diritti, la laicità.

Mi chiamo Manuel Menzocchi ho 36 anni e sono ricercatore a tempo determinato presso il Dipartimento di Fisiologia dell’Università di Siena.
Ho scelto di sostenere Franco Ceccuzzi e di candidarmi al consiglio comunale con il Partito Democratico per fare di Siena la città dei diritti.Votandomi darai sostegno ad un impegno politico ispirato dalla laicità. Essere laico per me significa leggere la realtà senza il fardello dell’ideologia, analizzare i fatti ed impegnarmi nel risolvere i problemi rispettando le esigenze e le identità altre e promuovendo la libertà di coscienza la possibilità di scegliere in base ai propri convincimenti morali.
Laicità è operarsi per costruire una società inclusiva e migliore. Insieme alle donne che chiedono dignità, servizi, lavoro ed il diritto ad una maternità consapevole. Insieme a tutte quelle persone che rivendicano la propria libertà sessuale ed affettiva e la possibilità di esercitarla senza timori di ritorsioni più o meno violente e più o meno istituzionali. Insieme a tutti coloro che difendono orgogliosamente la vita propria ed altrui affermando il diritto alla libertà di cura ed al testamento biologico. Insieme a quelle coppie che scelgono la convivenza e la vorrebbero veder riconosciuta, insieme ai docenti che rivendicano la libertà di insegnamento e la stabilizzazione delle loro condizioni. Insieme a tanti per un percorso di libertà e diritti che parta dalle istituzioni locali.
Sono Giuliana De Angelis ed in occasione delle elezioni amministrative del prossimo 15 maggio sono stata di nuovo candidata a consigliere comunale a sostegno di Franco Ceccuzzi che vorrei, per la nostra città, fosse eletto Sindaco. Negli anni, già altre volte, con spirito di servizio, ho messo a disposizione il mio nome a sostegno di una parte politica che ha a cuore il bene della città.Da tempo, nell’esercizio del volontariato mi sono dedicata all’accoglienza e al sostegno di ogni forma di disagio. Chi mi conosce sa quanto abbia a cuore la mia città e i bisogni dei cittadini in particolare degli anziani, categoria che ormai mi accoglie a pieno diritto.
Un impegno che ho svolto con la mia partecipazione nell’Auges, nell’Associazione “Donna Chiama Donna”, in “Federconsumatori”, ed nell’AUSER.
Un impegno che ho svolto anche nel mio territorio, sono iscritta al Circolo del PD di Sant’Andrea e vivo in questa parte della città dal 1963. Per venti anni la circoscrizione ha avuto tra i suoi compiti anche quello di tutelare gli interessi territoriali. Da oggi la circoscrizione non cʼè più per questo mi metto a disposizione per tutto quello che i cittadini vorranno sapere o chiedere al governo della città e se sarò eletta dedicherò un pomeriggio alla settimana per ricevere le istanze di tutti.

I valori e la tutela nel lungo termine

I valori e la tutela nel lungo termine

Sito Unesco Centro Storico di Siena di Enrica Burroni

E’ ormai idea comune che la tutela del patrimonio storico-artistico e culturale vada pensata in senso dinamico o  evolutivo; il concetto di tutela non può essere difatti essere rappresentato esclusivamente come il problema di proteggere il patrimonio dagli agenti di minaccia e reperire le risorse per farlo; è invece necessario partire da questo concetto per allargare la rappresentazione del problema nella direzione di un’analisi delle cause delle minacce, della loro origine e valutarne gli sviluppi.

Partiamo dal porci alcune domande: E’ oggi integro ed autentico il patrimonio culturale rappresentato dalla città? Ci sono meccanismi in atto che lo stanno minacciando? Quali sono le azioni da attivare per far fronte a tale problematica e quali potrebbero essere messe in campo nel futuro? Ne abbiamo le capacità?. Una ulteriore domanda: cosa sarebbe preferibile per Siena, un centro storico in perfette condizioni, perfettamente restaurato ma svuotato di ogni attività o un centro storico minacciato da molte pressioni e cambiamenti ma vivo, multifunzionale ed abitato?

La risposta a queste domande rappresenta il lavoro cui l’Amministrazione si è sempre mossa dalla metà degli anni ’50 e che, anche nel prossimo futuro, dovrà attivarsi per ricercare nuove risposte e nuove idee; ma oggi la questione va letta in una nuova ottica e sotto la generale minaccia della globalizzazione e non può prescindere dalla considerazione che il centro storico di Siena, Sito Unesco dal 1995, è un organismo vivo ed in continua evoluzione, luogo di sviluppo, di mutamenti e di attività. Il sito Unesco è appunto la città, non un parco archeologico, non una riserva naturale. E la città è fatta dai cittadini, dalle persone che ci abitano, ci lavorano; la città è il luogo degli scambi, è il luogo della vita sociale, è il luogo del turismo. Ma è anche il luogo della politica, dell’economia, del sapere. Tutelare la città in senso dinamico vuol dire quindi preoccuparsi ti tutelare tutte queste cose e non solo dell’aspetto fisico dell’edificato o dei reperti della tradizione, che diventerebbero solo delle rappresentazioni vuote.

La salvaguardia e la valorizzazione diventano oggi più che in passato esigenze di sempre più cogente attualità, in un ottica capace di coniugare gli aspetti teorici con la definizione di strumenti e misure in grado di rispondere alle concrete esigenze di amministratori, società civile e operatori di settore. Oltre alla finalità della tutela per il futuro della città sarà fondamentale una comunicazione ed una sensibilizzazione sui temi del patrimonio mondiale che vada al di là della semplice conoscenza del centro storico. Sempre in questo processo di sensibilizzazione, un ulteriore chiave di lettura è legata al settore del turismo, vera risorsa per la città; occorre difatti che il turista che visita Siena si senta in una città amica: una città funzionante che possa ampliare, con una gamma diversificata di servizi collettivi o privati, le varie tipologie di turismo, un centro dove le occasioni culturali possano rispondere e adeguarsi ai bisogni delle diverse categorie di turisti, gradevole, non inquinato, esteticamente bello, pulito, sicuro; servizi che dovrebbero anche consentire di evitare dinamiche di antagonismo tra il turista ed il residente. Per il centro storico deve tenersi ben presente che il valore di un bene culturale non si calcola in moneta, ma sulla base del beneficio che dalla sua conservazione ne trae la società nel suo complesso e che si traduce anche, ma non solo e non primariamente, nei vantaggi economici.

Siena ed il suo centro, può senza dubbio essere considerata un inestimabile bene culturale la cui “conservazione” deve tradursi in un arricchimento culturale della collettività. E’ del resto di stretta attualità la proposta attivata per la candidatura a città europea della cultura 2019; l’avvento della globalizzazione ha portato con se, tra le altre cose, la tendenza a omogeneizzare i modelli sociali, produttivi, di consumo ecc. per cui oggi, per Siena, vivere nella globalizzazione (con tutte le implicazioni in termini di sviluppo pur mantenendo la propria specificità culturale) significa innanzitutto godere di un valore emergente da tutelare come valore universale. Per questo motivo Siena ha tutte le possibilità per concorrere efficacemente alla candidatura ed a promuovere nel mondo la sua irripetibile ed inestimabile bellezza.

Nella foto dettagli del Duomo

La città dei democratici

La città dei democratici

Il percorso che il Partito Democratico della città ha scelto per individuare il proprio candidato a Sindaco, ha visto la convocazione dei 17 circoli della città per pronunciarsi sui nomi dei possibili candidati e per proporre idee per la città. Abbiamo elaborato un documento con le nostre proposte che abbiamo presentato in diversi circoli e i cui contenuti sono serviti da spunto per molti interventi.

Qui sotto trovate la versione che è stata presentata alla direzione comunale del PD e che è stata pubblicata nel Corriere di Siena di domenica 28 novembre.

Clicca qui per la versione più lunga che è stata sottoposta agli organismi dirigenti del PD e al candidato a sindaco

Nella primavera del 2011 i senesi eleggeranno un nuovo governo della città, in uno scenario caratterizzato da condizioni economiche e sociali ben diverse rispetto al passato. Il voto delle elezioni amministrative avverrà in un quadro politico nazionale confuso, dove il governo Berlusconi, incapace di affrontare i problemi del paese, avrà forse preso atto del proprio fallimento.
Sappiamo che esiste un elettorato progressista critico nei confronti del dibattito politico, propenso all’astensione oppure orientato verso un voto di protesta.

Noi crediamo che il Partito Democratico possa ancora essere il progetto che riporti gli italiani a credere nella politica come strumento per cambiare le cose e migliorare la vita delle persone. Noi pensiamo che forza di governo del centro sinistra che amministrerà la città, ed il paese, dipendano dalla forza e dal successo del Partito Democratico.

Queste sono alcune proposte discusse nelle assemblee di circolo di questi giorni e che vorremmo sottoporre all’attenzione dell’Assemblea Comunale del Partito Democratico

Un nuovo governo della città. Come affermato nel documento approvato dalla Direzione Comunale, il PD della città dovrà sottoporre “al giudizio elettorale della città una nuova classe dirigente che si misuri per la prima volta con il governo cittadino”. Chiediamo al candidato sindaco parità di genere nella composizione della giunta comunale, e che quest’ultima sia anagraficamente, socialmente e culturalmente eterogenea.

Il Partito Democratico ha un codice etico chiaro che garantisce i nostri elettori rispetto all’autonomia della politica dagli interessi privati e garantisce candidature limpide tramite un sistema di condizioni ostative. Nell’attuazione del codice etico chiediamo di seguire quella che è una prassi di molti paesi europei: domandare ai propri amministratori e rappresentanti di sottoscrivere all’atto della candidatura una dichiarazione sulla propria situazione lavorativa, patrimoniale e associativa.

Sapere e conoscenza, chiave del nostro sviluppo. I tagli alla cultura, alla scuola, all’Università, mostrano l’incapacità del governo nazionale di lavorare per il futuro del Paese. Le città italiane, e Siena in particolare, sono da sempre città dei saperi e delle conoscenze. La ripresa economica e la creazione di nuova occupazione non può che passare dall’investimento nella cultura, intesa nel suo significato plurale di conservazione, produzione e trasmissione. Questo comprende la valorizzazione dei beni artistici ed architettonici, la tutela del paesaggio, la difesa dei prodotti agroalimentari tradizionali ed ad indicazione geografica tipica. Cultura significa anche creazione di nuova conoscenza attraverso la ricerca, quindi rilanciando i settori più dinamici della nostra comunità a cominciare dai nostri due atenei, laboratorio del nostro futuro. Cultura che passa anche dal sostegno alla scuola pubblica, che il Comune, nel rispetto delle proprie prerogative, deve garantire nella forma di servizi a tariffe agevolate, e dove necessario, nell’attivazione di forme di supporto alle famiglie e ai  bambini in difficoltà. Cultura infine intesa come trasmissione della conoscenza e del sapere, quindi attraverso politiche capaci di promuovere le nostre eccellenze nel mondo.

Il lavoro, motore della crescita. Siena è destinata a dover affrontare una fase in cui sia i trasferimenti da parte dello stato sia le erogazioni della Fondazione MPS saranno inferiori a quanto ricevuto finora. Di fronte a risorse limitate Siena dovrà necessariamente mantenere i servizi essenziali senza deprimere l’economia.

La generosità dei senesi rispetto alle generazioni future  destinerà le erogazioni della Fondazione per investimenti produttivi piuttosto che per il bilancio corrente. Lo sforzo che la politica dovrà fare sarà dunque quello di sostenere le imprese che potranno garantire un’offerta lavorativa a figure altamente professionalizzate e specializzate. Pensiamo che Siena possa ospitare incubatori scientifici rivolti a discipline diverse, che attraggano dalla Toscana le competenze migliori.

I diritti della persona al centro della politica. Siena è una città democratica ed accogliente. In nessun caso potranno essere tollerate le politiche discriminatorie che troppo spesso ricorrono nel dibattito politico nazionale. Anche gli immigrati che scelgono di vivere nella nostra città devono sentirsi i genitori dei senesi di domani. A loro va garantita una piena integrazione. La società italiana sta mutando profondamente, e anche a Siena non deve mancare particolare attenzione ai diritti, uguali per tutti: senza discriminazioni di genere, di religione, orientamento sessuale, salute. Anche a Siena come in altri comuni della nostra provincia sia istituito un registro delle volontà di fine vita.

Il nostro territorio, la nostra ricchezza. Siena è cresciuta e continuerà a crescere nei prossimi anni. Tuttavia se è vero che una parte cospicua delle nuove costruzioni realizzate dovranno intervenire su un mercato insostenibile anche per le famiglie medie, dobbiamo rilevare che a fronte della presenza sul mercato di nuove strutture non si è rilevata una vera crescita dei residenti né determinando l’effetto calmieratore atteso.

In un momento in cui molti comuni hanno deciso di sviluppare piani senza consumo del territorio, Siena deve chiedersi se davvero una ulteriore e massiccia immissione sul mercato di nuove abitazioni nei prossimi anni come previsto dagli strumenti approvati o in corso di approvazione da parte del Consiglio comunale, sia necessaria, o se invece impoverirà il patrimonio paesaggistico che costituisce il componente fondamentale della nostra ricchezza.

La politica come servizio civico. Come ha affermato il presidente della regione Toscana Enrico Rossi, dobbiamo tornare a concepire la politica come “servizio civico”. Questo significherà sostituire le indennità con gettoni di presenza ma soprattutto ripensare i criteri di selezione per scegliere i componenti nominati dalla pubblica amministrazione, facendo prevalere il merito.

Noi sosteniamo l’attuale forma statutaria della Fondazione MPS e crediamo che spetti al Sindaco motivare le proprio scelte sulla composizione della deputazione e allo stesso temo crediamo chi è indicato per nomina pubblica debba rendere trasparenti i propri atti e sottoporli alla valutazione dei cittadini.

*Foto Edgar Barany

Siena 2011, la città dei democratici



Cittadini e politica: leali ma non conformisti

1. La politica come “servizio civico”.

2. Il nostro codice etico.

I contenuti:

1. Ambiente e territorio

2. Lavoro e Sviluppo

3. Conoscenza e sapere

4. La persona e la politica.

Cittadini e politica: leali ma non conformisti

Cittadini e politica

  • La politica come “servizio civico”
  • Limiti nelle retribuzioni e nel cumulo degli incarichi
  • Rispetto e promozione del codice etico.
  • Ricambio e rispetto della parità generi nella composizione del consiglio comunale

Il Partito Democratico è nato con lo scopo di riportare tra gli italiani la fiducia nella politica. In un momento in cui i partiti politici non godono di particolare fiducia tra i cittadini, dopo un decennio di campagne mediatiche di Berlusconi condotte cavalcando l’antipolitica, dopo la constata impossibilità per l’Italia di riconoscersi in un governo di centrosinistra stabile a causa della frammentazione del nostro schieramento, un nuovo progetto politico doveva riportare i democratici e i riformisti sotto le stesse bandiere, rispondendo alle esigenze del paese di unità e ritrovata governabilità.

Oggi dopo tre segretari ed una serie di sconfitte elettorali questo progetto è messo a dura prova. Eppure noi continuiamo a credere che un Partito Democratico forte sia l’unica alternativa al governo delle destre e all’ingovernabilità della vecchia coalizione di centro sinistra.

Sappiamo che esiste un elettorato progressista critico nei confronti del nostro partito, propenso all’astensione oppure orientato verso un voto di protesta in favore di liste che impropriamente cercano di connotarsi alternative al sistema, ma che finiscono per parlare il linguaggio delle destre ed in qualche caso di esprimere contenuti simili alle stesse.

I risultati delle ultime elezioni regionali hanno mostrato che prima ancora dei confini delle alleanze del centrosinistra è il consenso verso il PD a determinare la vittoria del centrosinistra. Dove il PD riesce a recuperare il suo elettorato critico il centrosinistra vince.

Oggi di fronte alla crisi della maggioranza parlamentare che sostiene Berlusconi, solo un Partito Democratico capace di mobilitare intorno ad un progetto riformista gli italiani altrimenti orientati verso l’astensione o il voto di protesta possiamo costruire l’alternativa ad un ennesimo governo delle destre.

Nella prossima primavera, indipendentemente dal destino del governo Berlusconi, i cittadini senesi saranno chiamati ad elegge i governo della città.

Noi crediamo che per il radicamento sul territorio, per il numero di iscritti, le responsabilità di governo, e per il dialogo intessuto con i cittadini, il Partito Democratico sia davvero il partito della città. Pensiamo che  un dibattito aperto tra militanti e dirigenti sia indispensabile per consolidare il PD nei luoghi di lavoro e sul territorio.

Per noi è evidente come la sfida lanciata a Siena da forze che si presentano con tanta disinvoltura come il cambiamento sia invece lo strumento di riproposizione di facce ben conosciute in città.

Noi crediamo che al partito della città spetti nei prossimi mesi sfidare l’opinione spesso diffusa che la politica sia utilizzata per l’affermazione di gruppi o per la promozione personale piuttosto che come amministrazione della cosa pubblica.

Noi pensiamo che sia compito del Partito Democratico dimostrare che la politica è fatta di contenuti e di proposte, che queste possano essere discusse in modo “leale ma non conformista”, e che solo con un Partito Democratico aperto, libero e forte avremo una Siena migliore.

Abbiamo identificato alcuni elementi che riguardano il rapporto tra cittadini e politica ed alcuni contenuti che proponiamo alla valutazione delle assemblee di circolo perché diventino patrimonio comune nel sostegno al candidato sindaco:

1. La politica come “servizio civico”.

Come ha affermato il presidente della regione Toscana Enrico Rossi, dobbiamo tornare a concepire la politica come “servizio civico”. Questo non significherà soltanto sostituire le indennità con gettoni di presenza come giustamente ha fatto il presidente Rossi, ma anche ripensare i criteri di selezione per scegliere i componenti dei consigli di amministrazione di fondazioni, società ed enti collegati alle amministrazione locale, criteri che devono essere fondati su dimostrate competenze, evitando allo stesso tempo il cumulo degli incarichi.

Per non lasciare inevasa una questione molto spesso usata strumentalmente, noi sosteniamo l’attuale forma statutaria della Fondazione MPS, perché riteniamo che i principi che l’hanno ispirata siano tuttora validi e rispondano all’esigenza di una gestione della Fondazione orientata agli interessi della collettività. Pensiamo che spetti al Sindaco motivare le scelta sulla composizione della deputazione e che chi è indicato per nomina pubblica debba rendere trasparenti i propri atti e sottoporli alla valutazione dei cittadini nelle forme che il Sindaco ed il Consiglio Comunale riterranno idonee.

Il percorso di costruzione della coalizione di centro-sinistra che il Segretario del PD cittadino sta perseguendo tende in maniera chiara a delineare un governo della città che si regga su una solida alleanza delle forze riformiste. Come sottolineato nel documento approvato dalla Direzione Comunale, il PD della città dovrà sottoporre “al giudizio elettorale della città una nuova classe dirigente che si misuri per la prima volta con il governo cittadino”.

Chiediamo al candidato sindaco parità di genere nella composizione della giunta comunale, e che quest’ultima sia anagraficamente, socialmente e culturalmente eterogenea.

2. Il nostro codice etico.

Il Partito Democratico ha un codice etico chiaro che garantisce i nostri elettori rispetto all’autonomia della politica dagli interessi privati e garantisce candidature limpide tramite un sistema di condizioni ostative alla candidatura. Nell’attuazione del codice etico chiediamo di seguire quella che è una prassi di molti paesi europei: domandare ai propri amministratori di sottoscrivere una dichiarazione sulla propria situazione lavorativa, associativa e patrimoniale. Poiché riteniamo che il rapporto di fiducia tra appartenenti allo stesso partito sia prioritario, chiediamo che siano i candidati stessi a valutare autonomamente e dunque a fornire in piena coscienza le informazioni che ritengono di stretta pertinenza con i ruoli politico-amministrativi a cui si candidano. A nostro avviso queste informazioni possono essere le medesime che vengono comunque rese accessibili anche in Italia nel momento in cui il candidato viene eletto nell’ente di riferimento.

  • Al fine di marcare la differenza tra i candidati del PD e quelli degli altri partiti, noi proponiamo dunque che i nostri candidati nelle liste per il Consiglio Comunale alle elezioni amministrative del 2011 rendano disponibili in forma pubblica alcune informazioni sul proprio profilo già in campagna elettorale.
  • Nel rispetto del codice etico del nostro partito chiediamo ai candidati di dichiarare eventuali questioni aperte con la giustizia.
  • Al fine di rendere di candidature libere da ogni condizionamento chiediamo ai nostri candidati di dichiarare eventuali nomi di finanziatori o sottoscrittori alla propria campagna elettorale.
  • Ai nostri candidati chiediamo inoltre di chiarire se la propria situazione lavorativa e/o patrimoniale possano sollevare eventuali conflitti di interesse con il proprio mandato e quale modalità intendano perseguire per affrontare la questione.
  • Chiediamo di dichiarare gli incarichi lavorativi e l’eventuale presenza in cariche di nomina pubblica, e di  menzionare l’eventuale adesione ad associazioni e l’iscrizione a sindacati.
  • Nel caso in cui il candidato fosse anche datore di lavoro chiediamo lui di dichiarare di essere in regola con tutte le norme che tutelano i diritti dei lavoratori.

I contenuti: territorio, lavoro, conoscenza, diritti.

Territorio, lavoro, conoscenza, diritti

  • Valorizzare la bellezza come origine della nostra ricchezza e chiave del nostro futuro
  • Fondare il futuro della città sul lavoro e l’impresa piuttosto che sulla crescita immobiliare
  • Rivolgere le risorse esterne disponibili in investimenti piuttosto che per compensare il bilancio corrente.
  • Siena, città dei saperi e delle conoscenze
  • Siena città dei diritti, aperta ed accogliente

1. Ambiente e territorio

Prima dei candidati, dei partiti o delle coalizioni vengono i contenuti e le politiche. Noi crediamo che sia stata riposta troppa fiducia da parte delle amministrazioni passate nella crescita continua del valore immobiliare quale volano per la crescita economica complessiva.

Di fronte a una popolazione cittadina sempre più anziana e sempre più bisognosa di servizi dedicati è stato giusto cercare di riequilibrare la bilancia demografica dando possibilità ai giovani e alla nuove famiglie di trasferirsi nel comune di Siena piuttosto che nei comuni limitrofi. Tuttavia se è vero che una parte cospicua delle nuove costruzioni realizzate e via di realizzazione dovevano intervenire su un mercato (quello della compravendita immobiliare e degli affitti) insostenibile anche per le famiglie medie, dobbiamo rilevare che a fronte della presenza sul mercato di nuove strutture non si è rilevata una vera crescita dei residenti.

La crescita dell’offerta immobiliare è avvenuta senza però determinare un vero effetto calmieratore sul prezzo delle case e senza produrre un aumento significativo della popolazione residente. Questa constatazione ci consente di fare due osservazioni importanti che spingono nella direzione di una revisione delle politiche abitative e della gestione dell’ambiente e del territorio.

La prima osservazione è che probabilmente molte delle nuove costruzioni non hanno avuto la destinazione sperata. Si sono invece trasformate in beni di investimento per privati, residenti e non, e per società che hanno considerato il territorio senese come un’appetibile opportunità speculativa. Si tratta dunque di una politica distributiva dove gli spazi del territorio appartenenti al pubblico o ai privati vengono trasformati in volumi destinati ad un mercato particolarmente redditizio, creando ricchezza per i proprietari dei terreni, per i costruttori e infine per gli investitori. Se questa politica distributiva ha portato risorse necessarie nelle casse comunali sotto forma di oneri di urbanizzazione e di tassazione sui nuovi immobili, non ha tuttavia contribuito a creare una ricchezza che rimanesse davvero nel territorio: le imprese di costruzione si affidano a manodopera esterna, magari subappaltando in quel mercato che potremmo definire “grigio” che è l’edilizia, non fanno crescere la professionalità delle imprese locali e alimentano un mercato al ribasso della manodopera.

La seconda osservazione che possiamo fare è che probabilmente la domanda di nuove costruzioni da parte di singole famiglie a scopo abitativo era quantomeno sovrastimata. Siena ha perso tra gli anni ‘70 e l’inizio degli anni 2000 quasi 10.000 residenti. E’ stato imputato l’esodo dei cittadini anche al costo degli immobili e all’assenza di contratti di locazione a buon mercato. In realtà la popolazione residente è invecchiata, e l’indice di natalità è tendenzialmente basso. A differenza di alcuni comuni limitrofi (Val d’Elsa, Val d’Arbia) Siena non ha visto l’arrivo di una popolazione immigrata di dimensioni considerevoli. Ma a Siena, l’invecchiamento demografico della popolazione è stato causato anche da un silenzioso esodo di giovani e adulti in cerca di lavoro. Nonostante la presenza di importanti istituzioni bancarie, di grandi aziende del settore bio-medicale, di un grande ospedale, e di un ateneo di medie dimensioni Siena non è stata in grado di offrire opportunità a tutti i giovani che sono entrati nel mercato del lavoro, sia diplomati che laureati.

Al di là dei progetti previsti di espansione nel territorio sud del comune, Siena deve oggi più che mai guardarsi allo specchio e riconoscere che la sua ricchezza architettonica deriva dall’unicità del rapporto tra edifici (nuovi e antichi) e verde antropizzato, combinazione che crea scenari straordinari tanto da rendere il nostro comune e la nostra provincia uno dei luoghi più ambiti per abitare al mondo. Siena deve chiedersi se davvero una ulteriore e massiccia immissione sul mercato di nuovi appartamenti nei prossimi cinque – dieci anni, come prevista dal nuovo Regolamento Urbanistico, sia necessaria, quando anche comuni vicini alla nostra realtà (es. Firenze) hanno deciso di sviluppare piani senza consumo del territorio. Siena deve inoltre chiedersi se questa espansione creerà davvero opportunità abitative per i giovani, se aumenterà il livello qualitativo di quartieri già densamente urbanizzati, se produrrà innovazione tecnologica nel settore edilizio, o se invece impoverirà il patrimonio paesaggistico che costituisce il componente fondamentale della propria ricchezza.

E’ dunque necessario muoversi verso un modello dove la ricchezza non sia più generata dalla crescita continua del valore immobiliare o da redditi derivanti da locazioni particolarmente alte nel nostro Comune. E’ necessaria una virata, dobbiamo far dipendere la nostra crescita dal lavoro e dalla capacità di inventare nuove forme di occupazione, piuttosto che dalla rendita.

2. Lavoro e Sviluppo

La nostra amministrazione ha potuto beneficiare oltre che del proprio normale bilancio anche di importantissimi trasferimenti da parte della Fondazione Monte dei Paschi. Oggi sappiamo che questi trasferimenti non saranno una certezza nei prossimi anni. La certezza che abbiamo è invece che i trasferimenti da parte del governo centrale saranno inferiori a quanto ricevuto finora, anche nell’ipotesi sperata di un governo di centro-sinistra alla guida del paese.

Di fronte a risorse inferiori la sfida dovrà necessariamente essere quella di mantenere servizi essenziali senza deprimere l’economia.

Partendo dalla preziosa indagine che il partito democratico ha svolto tramite la recente campagna di ascolto  dei cittadini senesi “Diccene Quattro” possiamo trarre alcuni suggerimenti. Una delle domande del questionario era infatti relativa alle priorità di erogazione delle risorse della Fondazione MPS. Ebbene la risposta che ha avuto la frequenza più alta tra i senesi è quella che chiede che queste risorse siano destinate al sostegno a nuovi investimenti per lo sviluppo, risposta seguita immediatamente da quella che chiede che queste risorse siano utilizzate con funzione calmieratrice delle tariffe dei servizi sociali.

Noi crediamo di interpretare la generosità dei senesi rispetto alle generazioni future quando diciamo che le erogazioni della Fondazione e di altre istituzioni dovranno essere utilizzate principalmente per investimenti produttivi. Dobbiamo valutare con lucidità quali servizi debbano essere prioritari per una società che investe poco nella formazione, cresce poco demograficamente e tende ad invecchiare con una rete di protezione sociale spesso non sufficiente. Dobbiamo chiederci se la scelta di rivedere le tariffe dei servizi comunali (es. mense scolastiche) sia prioritarie rispetto al rendere più efficiente la macchina pubblica. Siena vive per larga parte del settore terziario avanzato; dunque puntare alla più alta efficienza nel settore dei servizi pubblici è imprescindibile per una forza politica progressista.

Come sottolineato in precedenti elaborazioni del Partito Democratico gli effetti della crisi sono ancora largamente in atto e ci portano a pensare che il panorama economico del nostro paese, e quindi anche del nostro territorio, non sarà più lo stesso. Sappiamo che la Banca Monte dei Paschi e le altre istituzioni bancarie non saranno in grado di garantire l’offerta occupazionale degli anni passati. La crisi profonda del nostro Ateneo preoccupa tutta la città e le sue conseguenze non sono ancora completamente prevedibili. Sappiamo che si sono perse occasioni lavorative per le fasce più deboli della società che offrivano manodopera presso l’ateneo tramite cooperative sociali e di servizi. Inoltre alcuni ruoli tecnici amministrativi non hanno visto rinnovato il proprio contratto di lavoro. Molte posizioni di ricerca come dottorati e assegni di ricerca sono scomparse nell’ultimo anno accademico,  molte collaborazioni come i contratti di docenza sono state cancellate e in alcuni casi sono stati unilateralmente ridotti gli stipendi. Lo sforzo che la politica dovrà fare sarà dunque quello di sostenere le imprese private che possono garantire un’offerta lavorativa a figure altamente professionalizzate e specializzate. Pensiamo che Siena possa ospitare incubatori scientifici rivolti a discipline diverse, non esclusivamente biomedicali, che attraggano dalla Toscana le competenze migliori.

Per fare tutto questo sono necessari investimenti e capacità di valutazione. Dunque nel momento in cui le risorse sono minori diventa ancora più importante valutare bene le proprie scelte. Questo è il compito della politica intesa nel senso più alto della parola. Siena necessita di coinvolgere sul tema dello sviluppo le forze produttive della città con particolare attenzione a quei privati che potrebbero investire nel nostro territorio e a quei giovani che godono di formazione, capacità e idee, ma non dispongono degli strumenti e delle risorse economiche per attivare nuove attività imprenditoriali.

Come abbiamo sottolineato per la gestione del territorio, la nuova amministrazione non si troverà semplicemente di fronte alla domanda di un cambio di passo, ma di fronte alla necessità di un cambio di paradigma, ovvero al ripensamento dei riferimenti culturali, dei modelli di sviluppo e delle politiche di stimolo alla crescita.

3. Conoscenza e sapere

I tagli alla cultura, alla scuola, all’Università, mostrano ancora una volta la miopia del governo nazionale. Le città italiane, e Siena in particolare, sono da sempre città dei saperi e delle conoscenze. La ripresa economica e la creazione di nuova occupazione non può che passare dall’investimento nella cultura, cultura deve essere intesa nel suo significato plurale.

Il percorso di investimento comprende naturalmente la valorizzazione dei beni artistici ed architettonici, la tutela del paesaggio, la difesa dei prodotti agroalimentari tradizionali ed quelli ad indicazione geografica tipica. Dalla compresenza del patrimonio di beni, territorio e saperi diffusi dipendono le attività turistiche commerciali ed artigianali della nostra città e della nostra provincia. Si tratta di un delicato equilibrio che dobbiamo proteggere non solo come risorsa economica, ma come nostro tratto identificativo.

Ma il termine cultura non deve essere inteso solo come conservazione ma anche come creazione di nuova conoscenza attraverso la ricerca, rilanciando i settori più dinamici della nostra comunità a cominciare dai nostri due atenei laboratorio del nostro futuro. Pensiamo che l’Università debba essere più trasparente nel suo rapporto con le istituzioni, e debba tornare a far crescere culturalmente la città, piuttosto che trarre da essa finanziamenti per progetti locali di corto respiro. L’Università ben governata può essere un grande motore di sviluppo culturale e scientifico per la nostra città. Può tornare ad essere un polo di attrazione per studiosi non senesi, piuttosto che luogo per comodi impieghi sotto casa. Ma può e, secondo noi, deve farlo compatibilmente con le necessità di una ristrutturazione economica, in virtù delle proprie capacità e non in funzione del tessuto economico della società senese. Per essere più chiari, non ha senso pensare ad una ristrutturazione regionale delle università e una non meglio precisata idea di redistribuzione delle facoltà sulla base della presenza locale di una banca o di un’industria. Le scelte possono essere operate soltanto sulla base delle competenze presenti a livello dipartimentale. Ciò implica un percorso di trasparenza da parte dell’Università “da dentro a fuori” ed un percorso di curiosità della città verso il suo Ateneo “da fuori a dentro”. Perché le competenze di alto livello sono difficili da acquisire ed ancor più da diffondere in un tessuto cittadino da troppo tempo abituato a valutare più le tradizioni ed i titoli onorifici che il merito.

Cultura deve infine essere intesa come contenitore di trasmissione della conoscenza e del sapere. Le politiche culturali della nostra città devono essere capaci di promuovere le nostre eccellenze ben oltre i confini locali. In questo senso la candidatura di Siena a “Capitale Europea della Cultura 2019” rappresenta oltre che una sfida anche una occasione per riflettere su come viene comunicata nel modo la città.

4. La persona e la politica.

Siena è una città democratica ed accogliente. A Siena non può mancare una particolare attenzione ai “Diritti civili”, che devono essere uguali per tutti e non speciali per qualcuno, non possiamo più accettare discriminazioni e ingiustizie sociali che quotidianamente si consumano nel nostro Paese. Particolare attenzione va quindi rivolta alle donne, agli anziani, ai bambini, ai diversamente abili, al fine vita con l’istituzione dei Registri per il Testamento biologico, alle unioni civili anche tra persone dello stesso sesso (gli stessi diritti che ha una coppia eterosessuale unita in matrimonio, devono valere per ogni alta forma di convivenza). Una città come Siena non può tollerare le politiche berlusconiane sulla scuola, e tantomeno accettarle passivamente. In particolare, per quanto riguarda il settore della formazione scolastica, noi riteniamo che il Comune di Siena debba integrare, nelle forme che considererà legalmente percorribili, il supporto didattico necessario ai bambini in difficoltà e, nel rispetto delle proprie prerogative, monitorare la qualità dell’offerta didattica nella nostra città.

Particolare sensibilità e attenzione va rivolta agli immigrati, in particolare a coloro che scelgono di vivere nella nostra città, e che dunque costituiscono un arricchimento culturale e sociale a cui va garantita una piena integrazione. Anche questa, a nostro avviso, passa da una migliore efficienza della macchina pubblica.

La città dei democratici (Long)

Cittadini e politica: leali ma non conformisti

1. La politica come “servizio civico”.

2. Il nostro codice etico.

I contenuti:

1. Ambiente e territorio

2. Lavoro e Sviluppo

3. Conoscenza e sapere

4. La persona e la politica.

Cittadini e politica: leali ma non conformisti

Cittadini e politica

  • La politica come “servizio civico”
  • Limiti nelle retribuzioni e nel cumulo degli incarichi
  • Rispetto e promozione del codice etico.
  • Ricambio e rispetto della parità generi nella composizione del consiglio comunale

Il Partito Democratico è nato con lo scopo di riportare tra gli italiani la fiducia nella politica. In un momento in cui i partiti politici non godono di particolare fiducia tra i cittadini, dopo un decennio di campagne mediatiche di Berlusconi condotte cavalcando l’antipolitica, dopo la constata impossibilità per l’Italia di riconoscersi in un governo di centrosinistra stabile a causa della frammentazione del nostro schieramento, un nuovo progetto politico doveva riportare i democratici e i riformisti sotto le stesse bandiere, rispondendo alle esigenze del paese di unità e ritrovata governabilità.

Oggi dopo tre segretari ed una serie di sconfitte elettorali questo progetto è messo a dura prova. Eppure noi continuiamo a credere che un Partito Democratico forte sia l’unica alternativa al governo delle destre e all’ingovernabilità della vecchia coalizione di centro sinistra.

Sappiamo che esiste un elettorato progressista critico nei confronti del nostro partito, propenso all’astensione oppure orientato verso un voto di protesta in favore di liste che impropriamente cercano di connotarsi alternative al sistema, ma che finiscono per parlare il linguaggio delle destre ed in qualche caso di esprimere contenuti simili alle stesse.

I risultati delle ultime elezioni regionali hanno mostrato che prima ancora dei confini delle alleanze del centrosinistra è il consenso verso il PD a determinare la vittoria del centrosinistra. Dove il PD riesce a recuperare il suo elettorato critico il centrosinistra vince.

Oggi di fronte alla crisi della maggioranza parlamentare che sostiene Berlusconi, solo un Partito Democratico capace di mobilitare intorno ad un progetto riformista gli italiani altrimenti orientati verso l’astensione o il voto di protesta possiamo costruire l’alternativa ad un ennesimo governo delle destre.

Nella prossima primavera, indipendentemente dal destino del governo Berlusconi, i cittadini senesi saranno chiamati ad elegge i governo della città.

Noi crediamo che per il radicamento sul territorio, per il numero di iscritti, le responsabilità di governo, e per il dialogo intessuto con i cittadini, il Partito Democratico sia davvero il partito della città. Pensiamo che  un dibattito aperto tra militanti e dirigenti sia indispensabile per consolidare il PD nei luoghi di lavoro e sul territorio.

Per noi è evidente come la sfida lanciata a Siena da forze che si presentano con tanta disinvoltura come il cambiamento sia invece lo strumento di riproposizione di facce ben conosciute in città.

Noi crediamo che al partito della città spetti nei prossimi mesi sfidare l’opinione spesso diffusa che la politica sia utilizzata per l’affermazione di gruppi o per la promozione personale piuttosto che come amministrazione della cosa pubblica.

Noi pensiamo che sia compito del Partito Democratico dimostrare che la politica è fatta di contenuti e di proposte, che queste possano essere discusse in modo “leale ma non conformista”, e che solo con un Partito Democratico aperto, libero e forte avremo una Siena migliore.

Abbiamo identificato alcuni elementi che riguardano il rapporto tra cittadini e politica ed alcuni contenuti che proponiamo alla valutazione delle assemblee di circolo perché diventino patrimonio comune nel sostegno al candidato sindaco:

1. La politica come “servizio civico”.

Come ha affermato il presidente della regione Toscana Enrico Rossi, dobbiamo tornare a concepire la politica come “servizio civico”. Questo non significherà soltanto sostituire le indennità con gettoni di presenza come giustamente ha fatto il presidente Rossi, ma anche ripensare i criteri di selezione per scegliere i componenti dei consigli di amministrazione di fondazioni, società ed enti collegati alle amministrazione locale, criteri che devono essere fondati su dimostrate competenze, evitando allo stesso tempo il cumulo degli incarichi.

Per non lasciare inevasa una questione molto spesso usata strumentalmente, noi sosteniamo l’attuale forma statutaria della Fondazione MPS, perché riteniamo che i principi che l’hanno ispirata siano tuttora validi e rispondano all’esigenza di una gestione della Fondazione orientata agli interessi della collettività. Pensiamo che spetti al Sindaco motivare le scelta sulla composizione della deputazione e che chi è indicato per nomina pubblica debba rendere trasparenti i propri atti e sottoporli alla valutazione dei cittadini nelle forme che il Sindaco ed il Consiglio Comunale riterranno idonee.

Il percorso di costruzione della coalizione di centro-sinistra che il Segretario del PD cittadino sta perseguendo tende in maniera chiara a delineare un governo della città che si regga su una solida alleanza delle forze riformiste. Come sottolineato nel documento approvato dalla Direzione Comunale, il PD della città dovrà sottoporre “al giudizio elettorale della città una nuova classe dirigente che si misuri per la prima volta con il governo cittadino”.

Chiediamo al candidato sindaco parità di genere nella composizione della giunta comunale, e che quest’ultima sia anagraficamente, socialmente e culturalmente eterogenea.

2. Il nostro codice etico.

Il Partito Democratico ha un codice etico chiaro che garantisce i nostri elettori rispetto all’autonomia della politica dagli interessi privati e garantisce candidature limpide tramite un sistema di condizioni ostative alla candidatura. Nell’attuazione del codice etico chiediamo di seguire quella che è una prassi di molti paesi europei: domandare ai propri amministratori di sottoscrivere una dichiarazione sulla propria situazione lavorativa, associativa e patrimoniale. Poiché riteniamo che il rapporto di fiducia tra appartenenti allo stesso partito sia prioritario, chiediamo che siano i candidati stessi a valutare autonomamente e dunque a fornire in piena coscienza le informazioni che ritengono di stretta pertinenza con i ruoli politico-amministrativi a cui si candidano. A nostro avviso queste informazioni possono essere le medesime che vengono comunque rese accessibili anche in Italia nel momento in cui il candidato viene eletto nell’ente di riferimento.

  • Al fine di marcare la differenza tra i candidati del PD e quelli degli altri partiti, noi proponiamo dunque che i nostri candidati nelle liste per il Consiglio Comunale alle elezioni amministrative del 2011 rendano disponibili in forma pubblica alcune informazioni sul proprio profilo già in campagna elettorale.
  • Nel rispetto del codice etico del nostro partito chiediamo ai candidati di dichiarare eventuali questioni aperte con la giustizia.
  • Al fine di rendere di candidature libere da ogni condizionamento chiediamo ai nostri candidati di dichiarare eventuali nomi di finanziatori o sottoscrittori alla propria campagna elettorale.
  • Ai nostri candidati chiediamo inoltre di chiarire se la propria situazione lavorativa e/o patrimoniale possano sollevare eventuali conflitti di interesse con il proprio mandato e quale modalità intendano perseguire per affrontare la questione.
  • Chiediamo di dichiarare gli incarichi lavorativi e l’eventuale presenza in cariche di nomina pubblica, e di  menzionare l’eventuale adesione ad associazioni e l’iscrizione a sindacati.
  • Nel caso in cui il candidato fosse anche datore di lavoro chiediamo lui di dichiarare di essere in regola con tutte le norme che tutelano i diritti dei lavoratori.

I contenuti: territorio, lavoro, conoscenza, diritti.

Territorio, lavoro, conoscenza, diritti

  • Valorizzare la bellezza come origine della nostra ricchezza e chiave del nostro futuro
  • Fondare il futuro della città sul lavoro e l’impresa piuttosto che sulla crescita immobiliare
  • Rivolgere le risorse esterne disponibili in investimenti piuttosto che per compensare il bilancio corrente.
  • Siena, città dei saperi e delle conoscenze
  • Siena città dei diritti, aperta ed accogliente

1. Ambiente e territorio

Prima dei candidati, dei partiti o delle coalizioni vengono i contenuti e le politiche. Noi crediamo che sia stata riposta troppa fiducia da parte delle amministrazioni passate nella crescita continua del valore immobiliare quale volano per la crescita economica complessiva.

Di fronte a una popolazione cittadina sempre più anziana e sempre più bisognosa di servizi dedicati è stato giusto cercare di riequilibrare la bilancia demografica dando possibilità ai giovani e alla nuove famiglie di trasferirsi nel comune di Siena piuttosto che nei comuni limitrofi. Tuttavia se è vero che una parte cospicua delle nuove costruzioni realizzate e via di realizzazione dovevano intervenire su un mercato (quello della compravendita immobiliare e degli affitti) insostenibile anche per le famiglie medie, dobbiamo rilevare che a fronte della presenza sul mercato di nuove strutture non si è rilevata una vera crescita dei residenti.

La crescita dell’offerta immobiliare è avvenuta senza però determinare un vero effetto calmieratore sul prezzo delle case e senza produrre un aumento significativo della popolazione residente. Questa constatazione ci consente di fare due osservazioni importanti che spingono nella direzione di una revisione delle politiche abitative e della gestione dell’ambiente e del territorio.

La prima osservazione è che probabilmente molte delle nuove costruzioni non hanno avuto la destinazione sperata. Si sono invece trasformate in beni di investimento per privati, residenti e non, e per società che hanno considerato il territorio senese come un’appetibile opportunità speculativa. Si tratta dunque di una politica distributiva dove gli spazi del territorio appartenenti al pubblico o ai privati vengono trasformati in volumi destinati ad un mercato particolarmente redditizio, creando ricchezza per i proprietari dei terreni, per i costruttori e infine per gli investitori. Se questa politica distributiva ha portato risorse necessarie nelle casse comunali sotto forma di oneri di urbanizzazione e di tassazione sui nuovi immobili, non ha tuttavia contribuito a creare una ricchezza che rimanesse davvero nel territorio: le imprese di costruzione si affidano a manodopera esterna, magari subappaltando in quel mercato che potremmo definire “grigio” che è l’edilizia, non fanno crescere la professionalità delle imprese locali e alimentano un mercato al ribasso della manodopera.

La seconda osservazione che possiamo fare è che probabilmente la domanda di nuove costruzioni da parte di singole famiglie a scopo abitativo era quantomeno sovrastimata. Siena ha perso tra gli anni ‘70 e l’inizio degli anni 2000 quasi 10.000 residenti. E’ stato imputato l’esodo dei cittadini anche al costo degli immobili e all’assenza di contratti di locazione a buon mercato. In realtà la popolazione residente è invecchiata, e l’indice di natalità è tendenzialmente basso. A differenza di alcuni comuni limitrofi (Val d’Elsa, Val d’Arbia) Siena non ha visto l’arrivo di una popolazione immigrata di dimensioni considerevoli. Ma a Siena, l’invecchiamento demografico della popolazione è stato causato anche da un silenzioso esodo di giovani e adulti in cerca di lavoro. Nonostante la presenza di importanti istituzioni bancarie, di grandi aziende del settore bio-medicale, di un grande ospedale, e di un ateneo di medie dimensioni Siena non è stata in grado di offrire opportunità a tutti i giovani che sono entrati nel mercato del lavoro, sia diplomati che laureati.

Al di là dei progetti previsti di espansione nel territorio sud del comune, Siena deve oggi più che mai guardarsi allo specchio e riconoscere che la sua ricchezza architettonica deriva dall’unicità del rapporto tra edifici (nuovi e antichi) e verde antropizzato, combinazione che crea scenari straordinari tanto da rendere il nostro comune e la nostra provincia uno dei luoghi più ambiti per abitare al mondo. Siena deve chiedersi se davvero una ulteriore e massiccia immissione sul mercato di nuovi appartamenti nei prossimi cinque – dieci anni, come prevista dal nuovo Regolamento Urbanistico, sia necessaria, quando anche comuni vicini alla nostra realtà (es. Firenze) hanno deciso di sviluppare piani senza consumo del territorio. Siena deve inoltre chiedersi se questa espansione creerà davvero opportunità abitative per i giovani, se aumenterà il livello qualitativo di quartieri già densamente urbanizzati, se produrrà innovazione tecnologica nel settore edilizio, o se invece impoverirà il patrimonio paesaggistico che costituisce il componente fondamentale della propria ricchezza.

E’ dunque necessario muoversi verso un modello dove la ricchezza non sia più generata dalla crescita continua del valore immobiliare o da redditi derivanti da locazioni particolarmente alte nel nostro Comune. E’ necessaria una virata, dobbiamo far dipendere la nostra crescita dal lavoro e dalla capacità di inventare nuove forme di occupazione, piuttosto che dalla rendita.

2. Lavoro e Sviluppo

La nostra amministrazione ha potuto beneficiare oltre che del proprio normale bilancio anche di importantissimi trasferimenti da parte della Fondazione Monte dei Paschi. Oggi sappiamo che questi trasferimenti non saranno una certezza nei prossimi anni. La certezza che abbiamo è invece che i trasferimenti da parte del governo centrale saranno inferiori a quanto ricevuto finora, anche nell’ipotesi sperata di un governo di centro-sinistra alla guida del paese.

Di fronte a risorse inferiori la sfida dovrà necessariamente essere quella di mantenere servizi essenziali senza deprimere l’economia.

Partendo dalla preziosa indagine che il partito democratico ha svolto tramite la recente campagna di ascolto  dei cittadini senesi “Diccene Quattro” possiamo trarre alcuni suggerimenti. Una delle domande del questionario era infatti relativa alle priorità di erogazione delle risorse della Fondazione MPS. Ebbene la risposta che ha avuto la frequenza più alta tra i senesi è quella che chiede che queste risorse siano destinate al sostegno a nuovi investimenti per lo sviluppo, risposta seguita immediatamente da quella che chiede che queste risorse siano utilizzate con funzione calmieratrice delle tariffe dei servizi sociali.

Noi crediamo di interpretare la generosità dei senesi rispetto alle generazioni future quando diciamo che le erogazioni della Fondazione e di altre istituzioni dovranno essere utilizzate principalmente per investimenti produttivi. Dobbiamo valutare con lucidità quali servizi debbano essere prioritari per una società che investe poco nella formazione, cresce poco demograficamente e tende ad invecchiare con una rete di protezione sociale spesso non sufficiente. Dobbiamo chiederci se la scelta di rivedere le tariffe dei servizi comunali (es. mense scolastiche) sia prioritarie rispetto al rendere più efficiente la macchina pubblica. Siena vive per larga parte del settore terziario avanzato; dunque puntare alla più alta efficienza nel settore dei servizi pubblici è imprescindibile per una forza politica progressista.

Come sottolineato in precedenti elaborazioni del Partito Democratico gli effetti della crisi sono ancora largamente in atto e ci portano a pensare che il panorama economico del nostro paese, e quindi anche del nostro territorio, non sarà più lo stesso. Sappiamo che la Banca Monte dei Paschi e le altre istituzioni bancarie non saranno in grado di garantire l’offerta occupazionale degli anni passati. La crisi profonda del nostro Ateneo preoccupa tutta la città e le sue conseguenze non sono ancora completamente prevedibili. Sappiamo che si sono perse occasioni lavorative per le fasce più deboli della società che offrivano manodopera presso l’ateneo tramite cooperative sociali e di servizi. Inoltre alcuni ruoli tecnici amministrativi non hanno visto rinnovato il proprio contratto di lavoro. Molte posizioni di ricerca come dottorati e assegni di ricerca sono scomparse nell’ultimo anno accademico,  molte collaborazioni come i contratti di docenza sono state cancellate e in alcuni casi sono stati unilateralmente ridotti gli stipendi. Lo sforzo che la politica dovrà fare sarà dunque quello di sostenere le imprese private che possono garantire un’offerta lavorativa a figure altamente professionalizzate e specializzate. Pensiamo che Siena possa ospitare incubatori scientifici rivolti a discipline diverse, non esclusivamente biomedicali, che attraggano dalla Toscana le competenze migliori.

Per fare tutto questo sono necessari investimenti e capacità di valutazione. Dunque nel momento in cui le risorse sono minori diventa ancora più importante valutare bene le proprie scelte. Questo è il compito della politica intesa nel senso più alto della parola. Siena necessita di coinvolgere sul tema dello sviluppo le forze produttive della città con particolare attenzione a quei privati che potrebbero investire nel nostro territorio e a quei giovani che godono di formazione, capacità e idee, ma non dispongono degli strumenti e delle risorse economiche per attivare nuove attività imprenditoriali.

Come abbiamo sottolineato per la gestione del territorio, la nuova amministrazione non si troverà semplicemente di fronte alla domanda di un cambio di passo, ma di fronte alla necessità di un cambio di paradigma, ovvero al ripensamento dei riferimenti culturali, dei modelli di sviluppo e delle politiche di stimolo alla crescita.

3. Conoscenza e sapere

I tagli alla cultura, alla scuola, all’Università, mostrano ancora una volta la miopia del governo nazionale. Le città italiane, e Siena in particolare, sono da sempre città dei saperi e delle conoscenze. La ripresa economica e la creazione di nuova occupazione non può che passare dall’investimento nella cultura, cultura deve essere intesa nel suo significato plurale.

Il percorso di investimento comprende naturalmente la valorizzazione dei beni artistici ed architettonici, la tutela del paesaggio, la difesa dei prodotti agroalimentari tradizionali ed quelli ad indicazione geografica tipica. Dalla compresenza del patrimonio di beni, territorio e saperi diffusi dipendono le attività turistiche commerciali ed artigianali della nostra città e della nostra provincia. Si tratta di un delicato equilibrio che dobbiamo proteggere non solo come risorsa economica, ma come nostro tratto identificativo.

Ma il termine cultura non deve essere inteso solo come conservazione ma anche come creazione di nuova conoscenza attraverso la ricerca, rilanciando i settori più dinamici della nostra comunità a cominciare dai nostri due atenei laboratorio del nostro futuro. Pensiamo che l’Università debba essere più trasparente nel suo rapporto con le istituzioni, e debba tornare a far crescere culturalmente la città, piuttosto che trarre da essa finanziamenti per progetti locali di corto respiro. L’Università ben governata può essere un grande motore di sviluppo culturale e scientifico per la nostra città. Può tornare ad essere un polo di attrazione per studiosi non senesi, piuttosto che luogo per comodi impieghi sotto casa. Ma può e, secondo noi, deve farlo compatibilmente con le necessità di una ristrutturazione economica, in virtù delle proprie capacità e non in funzione del tessuto economico della società senese. Per essere più chiari, non ha senso pensare ad una ristrutturazione regionale delle università e una non meglio precisata idea di redistribuzione delle facoltà sulla base della presenza locale di una banca o di un’industria. Le scelte possono essere operate soltanto sulla base delle competenze presenti a livello dipartimentale. Ciò implica un percorso di trasparenza da parte dell’Università “da dentro a fuori” ed un percorso di curiosità della città verso il suo Ateneo “da fuori a dentro”. Perché le competenze di alto livello sono difficili da acquisire ed ancor più da diffondere in un tessuto cittadino da troppo tempo abituato a valutare più le tradizioni ed i titoli onorifici che il merito.

Cultura deve infine essere intesa come contenitore di trasmissione della conoscenza e del sapere. Le politiche culturali della nostra città devono essere capaci di promuovere le nostre eccellenze ben oltre i confini locali. In questo senso la candidatura di Siena a “Capitale Europea della Cultura 2019” rappresenta oltre che una sfida anche una occasione per riflettere su come viene comunicata nel modo la città.

4. La persona e la politica.

Siena è una città democratica ed accogliente. A Siena non può mancare una particolare attenzione ai “Diritti civili”, che devono essere uguali per tutti e non speciali per qualcuno, non possiamo più accettare discriminazioni e ingiustizie sociali che quotidianamente si consumano nel nostro Paese. Particolare attenzione va quindi rivolta alle donne, agli anziani, ai bambini, ai diversamente abili, al fine vita con l’istituzione dei Registri per il Testamento biologico, alle unioni civili anche tra persone dello stesso sesso (gli stessi diritti che ha una coppia eterosessuale unita in matrimonio, devono valere per ogni alta forma di convivenza). Una città come Siena non può tollerare le politiche berlusconiane sulla scuola, e tantomeno accettarle passivamente. In particolare, per quanto riguarda il settore della formazione scolastica, noi riteniamo che il Comune di Siena debba integrare, nelle forme che considererà legalmente percorribili, il supporto didattico necessario ai bambini in difficoltà e, nel rispetto delle proprie prerogative, monitorare la qualità dell’offerta didattica nella nostra città.

Particolare sensibilità e attenzione va rivolta agli immigrati, in particolare a coloro che scelgono di vivere nella nostra città, e che dunque costituiscono un arricchimento culturale e sociale a cui va garantita una piena integrazione. Anche questa, a nostro avviso, passa da una migliore efficienza della macchina pubblica.

“Scuola” è la parola che disegna il futuro

“Scuola” è la parola che disegna il futuro

Risparmiare sulla semina? “Scuola” è la parola che disegna il futuro. Non è solo un capitolo del Bilancio dello Stato, ma il più  grande investimento sul capitale umano e sul futuro del nostro Paese.

Contrariamente alle impressioni la scuola è un argomento difficile di cui parlare poiché,

Leggi il resto dell’articolo »