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Inizio, fine vita e la Sinistra

Inizio, fine vita e la Sinistra

Ultimamente ho partecipato alla presentazione dei seguenti libri:

  • “RU486 Non tutte le streghe sono state bruciate” ed L’asino d’oro : aut: Flamini, Melega
  • “ Gli ultimi giorni di Eluana” ed. Biblioteca dell’immagine. Aut: De Monte, Gori

In entrambi gli eventi erano presenti gli autori e relatore comune il Prof. Mauro Barni – Ordinario di medicina legale all’università di Siena.

La presenza del Prof. Barni mi porta a due riflessioni che vorrei condividere con tutti i lettori.
“Quale legame tra chi attraverso una pillola nega o blocca l’inizio di una vita, e chi invece vuol gestire la fine della vita” e “La Sinistra ?”

Penso che i temi proposti come la “Procreazione assistita, legge 194”, “il testamento biologico” possono essere accomunati perché nel nostro pensare sono definiti “temi materialmente sensibili”.

Entrambi i libri sono stati presentati dagli autori come un desiderio di verità con l’obbiettivo di sgretolare questa montagna di mistificazione, finzioni, bugie, ipocrisia, falsa moralità da parte della Chiesa e di una
parte politica dove si faceva vedere le cose per come non erano. I libri quindi riportano informazioni, episodi realmente accaduti, riscontri medici, esperienze mediche.

Entrambi i libri dovrebbero essere letti da coloro che vanno a proporre leggi abrogative o in contrasto a questi temi.

Tutti hanno sentito parlare dell’aborto clandestino.
Tutti hanno avuto contatti dirette o indirette con persone sottoposte ad interruzione di gravidanza.
Tutti hanno avuto contatti con persone che hanno avuto problemi per assistere una persona alla fine della sua vita.

Conferenze, come queste, mirano a cercare di far capire come in questi tempi al di la di chi governa, c’è un tentativo di limitare i diritti civili, la libertà di scelta che ognuno di noi ha. C’è un tentativo di insegnarci come dobbiamo nascere , come dobbiamo morire, come dobbiamo far dei figli. Tentativi seri di minare la vita civile di questo paese, dare a questa nazione un impronta etica forzata. Etica personale che non si può limitare per legge. Occasione per riprendere un discorso su temi importanti dove nelle sedi politiche questi argomenti sono oscurati da una pressione che tutto negano al nostro paese di poter progredire anche nelle coscienze e nella democrazia delle persone. Siamo oppressi da paladini che difendono la vita che non è ancora vita, la vita che non è più vita e poi mandano a morire annegati in mare poveri disgraziati in cerca di un soldo di fortuna.

Il Prof. Barni, ricordava che la Legge 194 del 28-3-78, porta la firma di Leone, Andreotti, Morleo, Anselmi, Ruffini. Un gruppo di persone che decise pensando ai cittadini e non a vincoli di partito. Una legge che ha un
limite: l’obiezione di coscienza.

L’ obiezione di coscienza a volte è strumentale perchè tutti sanno che molte di queste scelte sono legate a motivi di comodo, come dimostrano i numerosi processi a carico di sanitari obbiettori accusati di eseguire
aborti clandestini.

Il servizio sanitario deve, invece, garantire ai cittadini di poter usufruire di questa terapia.

Il 21 Febbraio p.v. riprenderà alla Camera la discussione sul disegno di legge Calabrò sul “testamento biologico”,e sinceramente, la mia speranza è quella che ritorni nel cassetto dove ha riposato per lungo tempo.

E’ l’ora che la Sinistra, se vuol essere alternativa a questo paese, prenda una precisa e chiara posizione, perché sull’autodeterminazione non ci può essere nessun compromesso. La Sinistra credo che sia perdente sulla battaglia dei diritti civili. Il Pd non può pensare di rinviare ulteriormente la discussione su i temi etici e civili. Fare una Commissione, come deciso nell’ultima Assemblea Nazionale, per discutere di questi temi, è come rimandare ulteriormente la questione.

Io, invece credo, e propongo, che un segnale importante debba essere dato: inserire i diritti civili in tutti i programmi politici del Centrosinistra.

Il Movimento Marino, si dovrebbe far promotore di una proposta in tal senso, verso il candidato Sindaco di Siena del Pd Ceccuzzi , dove il Pd ha già bocciato una mozione sul testamento biologico in Consiglio Comunale.

Concludo queste riflessioni con le esclamazioni finali del libro di Flamini, Melega:
Se vivessimo in un paese normale……. Se fossimo in un paese normale…….
In un Paese normale medici, amministratori, politici si siederebbero attorno ad un tavolo e discuterebbero su temi etici, avendo in mente solo l’interesse delle cittadine e dei cittadini senza se e senza ma.

Bruno Melani

Lettera aperta ai compagni di Montalcino

Lettera aperta ai compagni di Montalcino

Non saremmo mai intervenuti pubblicamente sulla sentenza della Corte Europea riguardo la presenza di un simbolo religioso, il Crocefisso, nei luoghi pubblici italiani: le sentenze vanno rispettate, quelle che piacciono e quelle che non piacciono. Abbiamo lasciato perdere gli attacchi ad un’istituzione europea, criticabile come tutte, ma che ha semplicemente fatto una valutazione in base alle norme. Gli ulteriori gradi di giudizio diranno se in maniera definitiva o meno. Dopo una sentenza di questo tipo semmai si potrebbe discutere sulle norme. Le norme, in democrazia, possono sempre essere discusse, o no?

Non saremmo mai intervenuti se non avessimo, sbigottiti, letto alcune mozioni presentate dalla Lega e dal Pdl in alcuni Consigli Comunali della Provincia di Siena, in particolare quella approvata a Montalcino, presentata anche dal Pd.

Non ci sembrano prodotti tipici di quella Toscana che rivendica orgogliosa l’apertura e la disponibilità al cambiamento ed il diritto alle diversità, come una fonte di progresso e sfida a tutto ciò che diamo per scontato. Eh sì, perché poteva essere considerata un’eresia agli occhi del mondo quell’incredibile abolizione della pena di morte che il Granducato di Toscana, recependo le idee di Cesare Beccaria, attuò il 30 Novembre del 1786 e che sicuramente può essere annoverata fra i valori di civilimento non proprio di “origine religiosa”, visto che lo Stato Pontificio, soltanto dal 1967, con Papa Paolo VI, fece altrettanto. Sempre “eresia” apparve l’infinità dell’universo di Giordano Bruno, la teoria eliocentrica di Copernico sostenuta dal nostro umanissimo Galilei, l’evoluzionismo di Darwin … e la lista potrebbe allungarsi con la costante di un’autorità religiosa troppo spesso riversa, ci permettiamo di pensare, alla difesa dell’esistente, alla paura del cambiamento piuttosto che alla tolleranza, al rispetto ed alla valorizzazione della persona. Come ci viene il dubbio che molte posizioni esistano più per coltivare paure, piuttosto che per aiutare la piena realizzazione dell’essere umano.

Il Crocefisso ricorda a tutti noi anche una precisa visione dell’uomo e del suo destino, non necessariamente condivisa. Ci dice che saremmo nati peccatori e che dovremmo essere redenti, salvati dal male; che la donna Eva sarebbe nata da una costola dell’uomo e si sarebbe macchiata della colpa di farlo cacciare dall’Eden.

Noi ricordiamo anche ai compagni di Montalcino la nostra idea, che vorremmo fosse rispettata altrettanto, che quando nasce una bambina o una bambino, nasce prima di tutto un essere umano uguale a tutti gli altri, libero; gli ricordiamo che noi pensiamo che la donna deve avere la libertà di realizzare la propria identità, umana; noi, con tutti i nostri limiti, difenderemo quella uguaglianza e quella libertà, anche in nome ed a favore di chi crede una cosa diversa.

Ma veniamo alla questione politica. Che “il crocefisso esprima in chiave simbolica, l’origine religiosa di valori civilmente rilevanti quali tolleranza, rispetto religioso, valorizzazione della persona, libertà, solidarietà, rifiuto di ogni discriminazione”, e che questi “valori civilmente rilevanti che ispirano il nostro ordine costituzionale (…) delineano la laicità propria dello Stato”, ci pare una credenza, più che una sentenza, che chiunque è certamente libero, in Italia, di avere; ma veramente gli estensori della mozione “pensano” che la laicità dello Stato derivi dal credo religioso? Ma veramente gli estensori della mozione hanno dimenticato la Storia della filosofia liberale e socialista, e quanto quelle idee hanno contribuito al progresso dell’uomo e della libertà? Hanno contribuito. Con tutti i limiti e gli errori tragici che la storia lascia ai protagonisti delle vicende, ma hanno contribuito.

Liberi, certo non grazie ai dogmi religiosi, coloro che hanno scritto queste mozioni di credere alle cose che hanno scritto. Liberi noi di rifiutarle, di pensare (non credere) il contrario, di opporsi pubblicamente a questi atti, di lottare dentro e fuori il Pd affinché non siano queste le idee maggioritarie.

Infine una richiesta semplice: in questi mesi di emergenza democratica, di crisi sociale ed economica a Montalcino hanno trovato, giustamente, il tempo, di occuparsi di tematiche culturali e di politica generale molto importanti per noi (senza ironia); proponiamo quindi al gruppo Pd di Montalcino di proporre ed approvare in Consiglio Comunale, una mozione che impegni l’Amministrazione ad istituire il registro dei Testamenti Biologici, una contro gli atti violenti di omofobia ed un’altra che impegni il Sindaco ad attivarsi verso la Regione ed i parlamentari per una rapido utilizzo della pillola RU 486, così….tanto per dare un po’ di concretezza ai valori costituzionali di libertà e laicità che si dice di voler difendere.

Una vergogna il voto sulla RU486

Una vergogna il voto sulla RU486

La commissione Sanità del Senato ha approvato oggi con il voto favorevole di PdL e Lega il documento finale, presentato dal presidente e relatore Antonio Tomassini, che chiede al governo di fermare la procedura di immissione in commercio della RU486 in attesa di un parere tecnico del ministero della Salute circa la compatibilità tra la legge 194 ed il farmaco.
Ancora una volta la maggioranza di governo per nascondere le proprie divisioni interne fa una scelta politica su una questione tecnica già ampiamente discussa degli organismi delegati.
L’Agenzia Italiana del Farmaco, ente tecnico e neutrale ha già autorizzato la distribuzione del farmaco nel pieno rispetto della legge 194: l’uso e la commercializzazione della RU486 sono infatti consentiti solo in ospedale.
Alle retoriche di partito ed agli interessi di parte si sacrifica ancora una volta l’altro. Le fanfare del Governo dimenticano l’umanità e riaffermano un potere che salda gli interessi dei conservatori, quello sulla donna e sul suo corpo, la cui misteriosa e “pericolosa” identità deve essere costretta nei rigidi canoni della sofferenza.
Una donna da proteggere dicono, da se stessa, dalla libertà, dall’incapacità di fare scelte sofferte, ma pur sempre scelte dimenticando secoli di filosofia politica e di diritto.
Qual è il prossimo passo? Cosa si nasconde dietro questo provvedimento?
L’obiettivo, quello vero, messo in pratica da molti medici antiabortisti e supportato dal Governo è l’attacco alla legge 194, un attacco velato, un attacco ipocrita che si ammanta della difesa della donna salvo poi trattarla come oggetto da riproduzione.
Sabato 28 novembre in occasione della manifestazione contro la violenza sulle donne saremo in piazza per un motivo di più.
In nome di uno stato laico l’area Marino insieme a tutto il PD è pronta ad affollare la stampa, le piazze, a combattere in Parlamento contro il provvedimento del Governo.