Non saremmo mai intervenuti pubblicamente sulla sentenza della Corte Europea riguardo la presenza di un simbolo religioso, il Crocefisso, nei luoghi pubblici italiani: le sentenze vanno rispettate, quelle che piacciono e quelle che non piacciono. Abbiamo lasciato perdere gli attacchi ad un’istituzione europea, criticabile come tutte, ma che ha semplicemente fatto una valutazione in base alle norme. Gli ulteriori gradi di giudizio diranno se in maniera definitiva o meno. Dopo una sentenza di questo tipo semmai si potrebbe discutere sulle norme. Le norme, in democrazia, possono sempre essere discusse, o no?
Non saremmo mai intervenuti se non avessimo, sbigottiti, letto alcune mozioni presentate dalla Lega e dal Pdl in alcuni Consigli Comunali della Provincia di Siena, in particolare quella approvata a Montalcino, presentata anche dal Pd.
Non ci sembrano prodotti tipici di quella Toscana che rivendica orgogliosa l’apertura e la disponibilità al cambiamento ed il diritto alle diversità, come una fonte di progresso e sfida a tutto ciò che diamo per scontato. Eh sì, perché poteva essere considerata un’eresia agli occhi del mondo quell’incredibile abolizione della pena di morte che il Granducato di Toscana, recependo le idee di Cesare Beccaria, attuò il 30 Novembre del 1786 e che sicuramente può essere annoverata fra i valori di civilimento non proprio di “origine religiosa”, visto che lo Stato Pontificio, soltanto dal 1967, con Papa Paolo VI, fece altrettanto. Sempre “eresia” apparve l’infinità dell’universo di Giordano Bruno, la teoria eliocentrica di Copernico sostenuta dal nostro umanissimo Galilei, l’evoluzionismo di Darwin … e la lista potrebbe allungarsi con la costante di un’autorità religiosa troppo spesso riversa, ci permettiamo di pensare, alla difesa dell’esistente, alla paura del cambiamento piuttosto che alla tolleranza, al rispetto ed alla valorizzazione della persona. Come ci viene il dubbio che molte posizioni esistano più per coltivare paure, piuttosto che per aiutare la piena realizzazione dell’essere umano.
Il Crocefisso ricorda a tutti noi anche una precisa visione dell’uomo e del suo destino, non necessariamente condivisa. Ci dice che saremmo nati peccatori e che dovremmo essere redenti, salvati dal male; che la donna Eva sarebbe nata da una costola dell’uomo e si sarebbe macchiata della colpa di farlo cacciare dall’Eden.
Noi ricordiamo anche ai compagni di Montalcino la nostra idea, che vorremmo fosse rispettata altrettanto, che quando nasce una bambina o una bambino, nasce prima di tutto un essere umano uguale a tutti gli altri, libero; gli ricordiamo che noi pensiamo che la donna deve avere la libertà di realizzare la propria identità, umana; noi, con tutti i nostri limiti, difenderemo quella uguaglianza e quella libertà, anche in nome ed a favore di chi crede una cosa diversa.
Ma veniamo alla questione politica. Che “il crocefisso esprima in chiave simbolica, l’origine religiosa di valori civilmente rilevanti quali tolleranza, rispetto religioso, valorizzazione della persona, libertà, solidarietà, rifiuto di ogni discriminazione”, e che questi “valori civilmente rilevanti che ispirano il nostro ordine costituzionale (…) delineano la laicità propria dello Stato”, ci pare una credenza, più che una sentenza, che chiunque è certamente libero, in Italia, di avere; ma veramente gli estensori della mozione “pensano” che la laicità dello Stato derivi dal credo religioso? Ma veramente gli estensori della mozione hanno dimenticato la Storia della filosofia liberale e socialista, e quanto quelle idee hanno contribuito al progresso dell’uomo e della libertà? Hanno contribuito. Con tutti i limiti e gli errori tragici che la storia lascia ai protagonisti delle vicende, ma hanno contribuito.
Liberi, certo non grazie ai dogmi religiosi, coloro che hanno scritto queste mozioni di credere alle cose che hanno scritto. Liberi noi di rifiutarle, di pensare (non credere) il contrario, di opporsi pubblicamente a questi atti, di lottare dentro e fuori il Pd affinché non siano queste le idee maggioritarie.
Infine una richiesta semplice: in questi mesi di emergenza democratica, di crisi sociale ed economica a Montalcino hanno trovato, giustamente, il tempo, di occuparsi di tematiche culturali e di politica generale molto importanti per noi (senza ironia); proponiamo quindi al gruppo Pd di Montalcino di proporre ed approvare in Consiglio Comunale, una mozione che impegni l’Amministrazione ad istituire il registro dei Testamenti Biologici, una contro gli atti violenti di omofobia ed un’altra che impegni il Sindaco ad attivarsi verso la Regione ed i parlamentari per una rapido utilizzo della pillola RU 486, così….tanto per dare un po’ di concretezza ai valori costituzionali di libertà e laicità che si dice di voler difendere.





