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Il coraggio di cambiare

Il coraggio di cambiare

-di Niccolò Guicciardini

Ci sono alcuni elementi da cui non si può prescindere per poter esprimere un pensiero sull’incontro organizzato a Firenze tra il 5 ed il 7 Novembre da alcuni esponenti di spicco del Partito Democratico, tra cui il primo cittadino di Firenze.

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A proposito di cambiamento

A proposito di cambiamento

Forse qualcuno si sta chiedendo che cosa succederebbe se anche da noi il centro destra vincesse le elezioni. Magari crede legittimamente che l’alternanza sia una condizione necessaria in democrazia e vede nell’offerta politica della Lega Nord, molto attiva a Siena negli ultimi mesi, una reale possibilità di cambiamento.

A tutti queste persone conviene guardare a Prato dove la lega è al governo, magari leggendo il comunicato della segreteria di Prato della Lega Nord Toscana a proposito delle tre donne cinesi morte annegate in un sottopasso, all’alba, mentre si recavano al lavoro:

”E’ facile parlare di integrazione adesso per un lutto cittadino negato perché non ci sono i presupposti – prosegue la nota – e che sarebbe assolutamente ingiusto nei confronti di tutte le vittime delle passate tragedie che hanno colpito la nostra città”.

A proposito di cambiamento, appunto.

Francesco C.

*Nella foto collage di manifesti trovati sul sito della Lega Nord Toscana

PS. Vi segnalo il breve commento del Bisi e quello del sindaco Valentini.

Lo Zerbino Padano

Lo Zerbino Padano

Di Adrio e del suo sindaco leghista avevamo parlato qui. Ora ne tornano a parlarne tutti i giornali, riguardo alla scuola che vedete fotografata sopra, dove tutto, dallo zerbino al portacenere è marchiato con il sole delle alpi, o come ha scritto Ivan Scalfarotto, con il “Sole Uncinato”. Il tema di fondo è la distinzione tra la cosa pubblica, che è pubblica e quindi  di tutti, e le manifestazioni private dove ciascuno è libero di fare ciò che vuole, distinzione che sembra sfuggire alla Lega Nord.

Qui trovate alcuni video del polo scolastico, la foto proviene dallo stesso sito

Camminare a testa alta

Camminare a testa alta

Sabato scorso in Piazza Salimbeni ho avuto modo di incrociare il presidio della Lega Nord, di raccogliere il loro volantino e di seguire qualche stralcio dei comizi degli esponenti politici leghisti.

Vorrei fare alcune riflessioni sulla parte di discorso che ho avuto modo di ascoltare, scusandomi in anticipo se le parole cui faccio riferimento sono state fraintese. Un esponente della Lega Nord, nel richiamare il cattivo governo del

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ANALISI DEL VOTO NAZIONALE PASSANDO PER COLLE V.E.

ANALISI DEL VOTO NAZIONALE PASSANDO PER COLLE V.E.

di Leonardo Boschi

A Colle di val d’Elsa, paese in cui vivo, il PD rispetto alle elezioni europee del 2009 ha guadagnato quasi il 5% raggiungendo il 51% e ciò potrebbe far sembrare tale risultato un elemento positivo e frutto di una buona campagna elettorale messa in campo dal PD colligiano in questi ultimi mesi. All’interno della realtà colligiana ci sono poi alcune zone (Quartaia, Castel S.Gimignano e Gracciano) in cui il PD sfiora il 60% mentre in altre realtà (Castello, Colle Bassa 1 e Campolungo) dove addirittura è sotto il 45%, tuttavia nel suo complesso il risultato sembrerebbe positivo. Continuando a parlare in termini percentuali abbiamo un elemento nuovo su cui riflettere e questo è rappresentato dall’avanzamento dell’IDV che senza avere fatto alcun tipo di campagna elettorale è passato dal 7% al 9% raggiungendo picchi del 12/13% nelle sezioni di Castello, La Badia e L’Agrestone e quindi andando ad attingere nell’elettorato di tutto il centrosinistra colligiano imponendosi così come seconda forza della coalizione e come terzo partito colligiano. Un elemento di notevole preoccupazione è a mio avviso rappresentato dal costante incremento dei voti della Lega Nord che ha raggiunto ormai il 7% con punte del 18% nel quartiere de La Badia. Se dall’analisi delle percentuali ci spostiamo al conteggio dei voti c’è a mio avviso poco di cui essere felici poiché vediamo che ad esempio il PD in meno di un anno ha perso oltre 800 voti e che l’incremento in termini percentuali è dovuto al fatto che l’astensione ha maggiormente penalizzato gli altri partiti (-1.094 voti del PDL) piuttosto che ad un recupero del PD e che in realtà l’unico partito ad incrementare i voti è l’IDV (+44 voti) e ciò nonostante un calo di circa 2.000 votanti nell’intero paese. Un altro elemento sui cui riflettere sono i 451 voti dati solamente al candidato alla presidenza Enrico Rossi che rappresentano oltre il 4% dei voti totali e che stanno ad indicare una disaffezione verso i partiti politici da parte degli elettori e ciò non riguarda solo il nostro paese, ma in misura maggiore anche tutto il resto della regione. Quest’ultimo elemento dovrebbe forse farci riflettere sulla bontà della legge elettorale della Toscana dove non si possono scegliere i candidati al consiglio regionale poiché “imposti” dai partiti mentre la gente vuole avere la possibilità di scegliere le persone e quindi dare le preferenze come dimostrato da voti dati solamente al candidato presidente e che riguardano tutti i candidati.

Passando ad analizzare la situazione nazionale lo scenario è molto più difficile e preoccupante poiché se usciamo dalla Regione Toscana, dove il centrosinistra ed in particolare il PD, hanno dimostrato di tenere e di vincere grazie anche al notevole incremento di voti dell’IDV (che anche a livello regionale rappresenta il secondo partito della coalizione ed il terzo partito regionale), in quasi tutte le regioni perdiamo consensi e anche dove vinciamo la flessione è notevole e spesso a vantaggio della Lega Nord e/o del movimento cinque stelle di Grillo. La cosa grave è constatare che perdiamo non solo in regioni dove obbiettivamente non abbiamo governato bene (Campania e Puglia) e quindi dove era prevedibile una sconfitta, ma anche in Piemonte dove la Bresso aveva governato bene rappresentando al meglio la cultura laica, progressista ed ecologista. Le uniche sorprese positive, indipendentemente dall’esito finale, provengono dalla Puglia e dal Lazio, dove Vendola è riuscito a vincere di nuovo a furor di popolo e dove la Bonino nonostante la difficilissima situazione di partenza dovuta alle dimissioni di Marrazzo ha costretto a vincere al fotofinish la Polverini. Il motivo per cui la situazione è preoccupante è dovuta al fatto che in queste due ultime regioni i candidati non sono del PD e nel caso di Vendola in prima battuta era stato addirittura osteggiato dal PD. Tutto questo ci deve far riflettere poiché è mia opinione che in questo momento al PD manchino sia delle figure carismatiche nuove, dal momento che non possiamo continuare a mostrarci con la Bindi, la Turco o La Torre (come vedete non cito D’Alema), sia un progetto politico chiaro e nuovo sulla falsa riga di quello pugliese, che sta coinvolgendo molte persone e tra essi anche molti giovani, e perché no di quello della nostra amata Toscana. Stiamo continuando ad inseguire possibili alleanze con il centro ancor prima di parlare di programmi politici, quando poi in realtà l’alleanza con l’UDC, fatta eccezione per la Liguria e le Marche, non mi sembra che abbia dato grandi risultati e contemporaneamente a sinistra o presunta tale continuano a moltiplicarsi le liste che ci sottraggono voti ed in alcuni casi ci impediscono di vincere come in Piemonte con il candidato di Grillo. Io credo che dovremmo iniziare realmente a rinnovare la classe dirigente di questo partito ed iniziare a lavorare ad un progetto politico nuovo di medio periodo, che fino a qui non abbiamo avuto, che sia comprensibile e chiaro per le persone e che non sia visto solo come un gioco di potere. Se non andremo in questa direzione temo realmente che il nostro partito subisca una lenta implosione e così come sta avvenendo al Nord dove stiamo scomparendo piano piano ci riduciamo ad essere una piccola realtà politica di alcune regioni del centro Italia quando invece la Lega Nord sta diventando sempre più una realtà politica con connotazioni xenofobe e fortemente conservatrici che non incarna più il solo voto di protesta del Nord, ma sta diventando una realtà politica nazionale. Credo che questo rinnovamento del nostro partito debba necessariamente partire dal basso e quindi dalle realtà comunali e territoriali e pertanto credo che i congressi di primavera rappresentino una ottima opportunità da cogliere per avviare questo processo di rinnovamento.

Arrivano Loro

Arrivano Loro

Di Francesco C. Uno delle migliori invenzioni satiriche degli ultimi anni è l’esperimento di comicità collettiva del sito Spinoza.it. Oggi a ridosso dei primi risultati delle elezioni regionali il sito riportava una battuta micidiale:

«Mi ha chiamato mio cugino da Padova. Dice che ha dovuto fare lo 0039».

Forse possiamo dirci soddisfatti, qui la Lega non è il primo partito come in Veneto, non insegue il PdL come in altre regioni del nord, non ha superato le due cifre come in Liguria ed in Emilia Romagna.

Nella nostra provincia la Lega Nord si è fermata al 6% dopo l’1% del 2006, il 2% del 2008 il 5% del 2009. Ho passato un giorno e mezzo al seggio in una atmosfera di cortese collaborazione insieme ai carabinieri, agli scrutatori agli altri rappresentanti di lista vedendo passare i nostri elettori. La sezione dove sono stato rappresentante di lista, la stessa dove voto, raccoglie le belle ville di Val di Pugna, casali ristrutturati della Strada di Certosa ed i palazzi più recenti del Ruffolo. Ora mi chiedo chi siano quei 50 cittadini che hanno votato Lega Nord. Mi chiedo se si tratti della signora con il SUV infastidita dalla clientela del Bar dei Due Ponti quando si ferma a comprare il giornale oppure dell’operaio della Whirpool preoccupato dalla presenza di tutti quei muratori nei cantieri di Viale Toselli che non parlano la nostra lingua.

Piuttosto però di chiederci chi siano gli elettori che cedono al fascino del sapone anti immigrati distribuito nelle piazze, dobbiamo preparaci fin da adesso a dare a tutti gli elettori delle proposte politiche assieme a tutte le forze democratiche. Perché il rischio è la rinuncia ad essere protagonisti dell’agenda politica e l’alternativa che dovevamo costruire noi l’hanno costruita gli altri, altrove: in Piemonte per esempio.

Mercedes Bresso è stata una studiosa dell’economia verde, quando nessuno ne parlava ancora, per lei ecologica non è una parola con cui riempirsi la bocca ma è un campo di ricerca dove è riconosciuta al livello internazionale. La Bresso è quella delle lunghe trattative per la TAV, ma anche quella delle straordinarie Olimpiadi d’Inverno del 2006. La Bresso è stata sconfitta da Roberto Cota (nella foto il secondo da destra) per cui probabilmente economia verde significa imbottigliare l’acqua del Pò. La sua sconfitta è la dimostrazione della mancanza di un progetto serio per crescere, ormai sopravvivere nel Nord nonostante una tanto ricercata alleanza con l’Unione di Centro che doveva essere il fulcro della strategia del PD. Troppo facile sarebbe dare la colpa alla lista dei grillini, il contro argomento inviterebbe alla necessità di allearsi allora anche con la Lega Padana (che include Forza Toro e Fiamma Tricolore tra gli altri).

Il centro sinistra non perde solo il Piemonte governato bene, perde anche la Calabria e la Campania governate meno che bene e perde il Lazio dove aveva lanciato la sua sfida più innovativa e coraggiosa. Anche nelle nostre più regioni più sicure i risultati non sono entusiasmanti. Ma la sconfitta del Piemonte è la più grave perché giunge ancora una volta, come una cosa inattesa. L’unica vittoria è quella di Vendola, che ricordiamolo era il candidato alle primarie di SeL, noi avevamo proposto Boccia. Eppure il Partito Democratico si salva, fa meglio dei propri candidati e si mostra davvero come un progetto di lungo periodo: quale altro partito sopravvive a tre sconfitte e tre segretari in due anni? Eppure non cresce. Di fronte a questo governo e a questa destra è incapace di raccogliere lo scontento che cavalcano Di Pietro e le nuove liste Cinque Stelle.

Foto dal Quotidiano Nazionale. A Pian del Re la tradizionale cerimonia del prelievo dell’acqua dalla sorgente del Po, Roberto Calderoli, Umberto Bossi, Roberto Cota e Mario Borghezio.