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La capacità di indignarsi

La capacità di indignarsi

di Giancarlo Pagliai

Esiste ancora la capacità di indignarsi? A mio avviso è troppo blando il rumore e l’indignazione dei cittadini rispetto a situazioni e scelte scellerate effettuate dall’attuale Governo.

Come è possibile accettare la dichiarazione di “tutti” i telegiornali nazionali secondo i quali è stato un grande senso di responsabilità quello che ha spinto il neo-ministro Brancher a rassegnare le proprie dimissioni davanti ai giudici di un Tribunale, Tribunale nel quale “si trovava per una casualità dovuta al fato”.

Come è possibile accettare con una sorta di arrendevolezza la gabella del pedaggio sui raccordi Autostradali in base ad una percorrenza presunta, il richiamo al Medio Evo mi sembra appropriato, una rivoluzione culturale sarebbe opportuna e necessaria, ma quanti sono disposti a farla??

Quanti percepiscono il pericolo che può arrivare per la nostra democrazia dal bavaglio messo all’informazione dalla assurda legge sulle intercettazioni?

Ancora una volta appare chiara l’anomalia italiana, dove un Presidente del Consiglio è possessore di quasi tutti i mezzi di informazione e ne manipola quotidianamente le notizie da dare ai cittadini, tanto da creare un appiattimento generale e una sorta di soap-opera dove tutto sembra andare bene.

Difendiamoci da questa sorta di sonnifero culturale creando dibattiti e confronti su temi importanti quali sono il lavoro, l’ambiente, i diritti civili, l’informazione, la cultura; combattiamo quotidianamente l’attuale sistema.

Chiudo con una citazione di Flaiano che ben rappresenta l’attuale Governo: “Questa è una banda di incapaci, capace di tutto”.

*Nella foto: protesta studentesca a Yale. Archivio Life

I Cie e il Giardino Dei Sogni

I Cie e il Giardino Dei Sogni

L’intervento di Giancarlo P. all’Assemblea territoriale del 20 febbraio. Premetto che ritengo Enrico Rossi il miglior candidato che il PD potesse esprimere, condivido le priorità evidenziate nell’accordo di coalizione, LA TUTELA DELL’AMBIENTE, IL NO AL NUCLERARE, LA SCUOLA , IL SOCIALE, LO SVILUPPO ECONOMICO, L’ATTENZIONE PER LE POTICHE GIOVANILI

Devo però ribadire, avendolo già fatto in occasione della campagna di ascolto promossa dal PD provinciale, ma molto SPESSO  SI ASCOLTA MA NON SI SENTE,  una critica su un passaggio, a mio avviso importante del programma, e questa è l’occasione giusta per esprimere questa mia perplessità.

Come tutti sapete, l’obiettivo del ministro dell’Interno, è  di aprire nuove strutture: ogni regione dovrà avere un CIE, i Centri per l’identificazione e l’espulsione degli immigrati irregolari. Dall’8 agosto 2009, con l’entrata in vigore della legge n. 94, il termine massimo di permanenza degli stranieri in tali centri è passato da 60 a 180 giorni complessivi.

Attualmente i centri operativi in ITALIA sono 13:

Rossi, in una intervista a L’UNITA’ del 29 gennaio aveva testualmente dichiarato di “NON ESSERE PREGIUDIZIALMENTE CONTRARIO” all’apertura di un centro in Toscana, scatenando le critiche di tutta la Sinistra e non solo, ha successivamente cercato di addolcire tale dichiarazione dicendo di: «Non volere centri di detenzione dove non si rispettano i diritti umani. Sarà fondamentale il ruolo degli enti locali e del volontariato per umanizzare la permanenza degli immigrati limitandone i tempi ed evitare che diventi una carcerazione preventiva. Piccoli centri gestiti in collaborazione con volontariato e mediatori culturali dove gli immigrati privi di documenti possono essere trattenuti nel rispetto della loro dignità, in attesa di essere identificati. E dove, per quelli che sono disponibili ad accogliere eventuali offerte di lavoro, possono essere avviati percorsi di regolarizzazione».

Credo che il GIARDINO DEI SOGNI ipotizzato da Rossi si scontri fatalmente con la legge sul reato di clandestinità introdotto dall’attuale Governo e con una intolleranza sempre più diffusa nel nostro Paese.

Rimango dell’idea che la discussione sul tema “Sicurezza” sia pretestuoso e strumentale, oltre che gonfiato ad arte da chi non vuole che si affrontino i problemi veri e drammatici del nostro Paese, viene usato un problema reale, ma non il principale in questo momento, come diversivo alla tragica situazione economica, alla precarietà del lavoro, alla difficoltà per molte famiglie di arrivare a fine mese, alla mediocrità del sistema scolastico, alla libertà di informazione, alla omologazione del pensiero, alla deriva xenofoba……

Chiedere Sicurezza è un diritto naturale, ma questo termine viene troppo generalizzato e usato spesso in modo improprio, non è la stessa cosa combattere la criminalità o desiderare un lavoro sicuro, non è la stessa cosa difendere la propria incolumità o difendere i propri privilegi, a tal proposito prendo a prestito uno spezzone dell’articolo che Don Luigi Ciotti ha scritto recentemente per L’Unità, lo cito testualmente, è a mio parere molto significativo:

-È come se ci sentissimo tutti su una nave in balia delle onde, e sapendo che il numero delle scialuppe è limitato, il rischio di affondare ci fa percepire il nostro prossimo come un concorrente, uno che potrebbe salvarsi al nostro posto. La reazione è allora di scacciare dalla nave quelli considerati “di troppo”, e pazienza se sono quasi sempre i più vulnerabili. La logica del capro espiatorio – alimentata anche da un uso irresponsabile di parole e immagini, da un´informazione a volte pronta a fomentare odi e paure – funziona così. Ci si accanisce su chi sta sotto di noi, su chi è più indifeso, senza capire che questa è una logica suicida che potrebbe trasformare noi stessi un giorno in vittime-

Ecco, io vorrei risolvere il problema aumentando il numero delle scialuppe e non diminuendo coloro che ne potrebbero usufruire, vorrei creare tutti i presupposti per una sempre più larga integrazione e convivenza civile, chi vive ai margini ed è continuamente offeso nella propria dignità ha molte più probabilità di delinquere, i CIE non possono in nessun modo rappresentare una scialuppa di salvataggio, al contrario sono luoghi di ingiustizia sociale che fomentano la violenza.

La Toscana si è sempre detta contraria a questi centri, ribadendolo anche con una recente legge regionale sull’immigrazione, se discontinuità ci deve essere con il passato, è bene che ci sia sulle cose sbagliate, per cercare di migliorarle e non su quelle giuste, la solidarietà, la tolleranza, l’accoglienza, l’istruzione aiutano sicuramente di più di una detenzione inumana, anche se in un “piccolo Centro”, come vorrebbe Enrico Rossi.

Sul sito web di Enrico Rossi Presidente è pubblicata una campagna di comunicazione e partecipazione dal titolo: “LA TOSCANA CHE VOGLIO” , dove ogni cittadino può inserire un proprio commento, ebbene il primo commento postato è di una ragazza di nome Linda e recita così: “La toscana che voglio non discrimina. la toscana che voglio guarda e agisce con gli occhi di un bambino. fa bilanci di genere (bambino, anziano, uomo, donna).
la toscana che voglio ha la priorità di riconoscere e difendere i diritti degli immigrati e di chi è discriminato”

Sono personalmente convinto che se il 30 novembre del 1786  in Toscana ci fossero stati i Centri di Identificazione ed espulsione, oggi con ogni probabilità non festeggeremo in quella data soltanto l’Abolizione della pena di morte, ma sicuramente anche la soppressione dei CIE.

Io non vorrei che tra qualche anno il mio partito  venisse ricordato per essere stato il primo ad istituire i CIE nella mia “civilissima e accogliente” regione.

(Intervento di Giancarlo Pagliai all’Assemblea provinciale del PD di Siena in data 20 febbraio ’10)

Nella foto il centro di identificazione e espulsione che orge tra l’aeroporto di Fiumicino e la Fiera di Roma. Altre foto del centro sono visibili qui


Commento ai risultati in Valdichiana

val-di-chiana-senese1di Giancarlo Pagliai
In provincia di Siena e nel Comune di Montepulciano si sono conclusi i Congressi di Circolo del PD per eleggere i candidati alla segreteria nazionale e regionale che si confronteranno nelle Primarie del 25 ottobre, c’ è stato a mio avviso un confronto serio, sereno e costruttivo in tutto il percorso congressuale, basato sulle proposte e sulle idee e mai sullo scontro tra posizioni , anche se ovviamente per certi aspetti diverse, e questo sarà sicuramente un contributo prezioso per il futuro Segretario, chiunque esso sia, che guiderà il PD.

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La Mozione Marino si incontra anche in Valdichiana

Ancora nuovi incontri per la i sostenitori della mozione Marino nella
nostra provincia.
Dopo il coordinamento di Colle di Val d’Elsa e quello di Poggibonsi,
presso il circolo PD di Sinalunga si è costituito formalmente il
coordinamento della Valdichiana.
Ne fanno parte tra gli altri Silivia Baldo, Raffaella Carta, Nelida
Cateni, Nico Guerrini, Giancarlo Pagliai, Massimo Zanelli che faranno
da referenti per le attività congressuali e le assemblee della zona,
in collaborazione con gli altri sostenitori di Marino di questa area
della nostra provincia che hanno dato la disponibilità a lavorare.