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Previsioni Meteo

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L’atmosfera dentro il PD senese è serena, frutto senza dubbio della bella Festa in Fortezza e dell’impegno dei volontari, così come del paziente lavoro politico che Elisa Meloni ha svolto da Giugno ad oggi. Non era scontato e non era facile, ma così come nel PD abbiamo criticato le lacune politiche del passato, dobbiamo onestamente riconoscere al segretario/a la capacità di tenere insieme il partito, le sue anime e le diversificate aspirazioni. Un partito correntizio non trasmette grande fascino ai propri iscritti. Se però le sensibilità diverse competono sul terreno dell’elaborazione politica, allora sono un ricchezza. Noi cercheremo di “strattonare” il PD sui temi che per noi rivestono un ruolo fondamentale per un partito che abbia l’aspirazione a modificare le condizioni sociali e dare spazio a chi non gode di rendite di posizione. Un partito che guardi al futuro, insomma, senza buttare ciò che di buono ha elaborato finora, ma consapevole che lo scenario nazionale (e anche locale) è profondamente mutato.

Se dunque il cielo sopra il PD senese volge al sereno, non  altrettanto può dirsi del PD nazionale, dove i dirigenti sembrano tuttora presi da manie di protagonismo che ormai, più che disorientare l’elettorato, lo infastidiscono fino a deprimerlo. Abbiamo più volte detto che occorre una nuova classe politica capace di interpretare i mutamenti avvenuti nella società e nel mondo del lavoro. Quello che sta accadendo con il mutamento delle relazioni industriali in Italia, impone una riflessione su come si esce dal pantano di una competizione al ribasso salariale a vantaggio di una delocalizzazione verso Est. Occorre capire come i mutamenti climatici influenzeranno i flussi dell’immigrazione e la distribuzione del cibo, e sarà necessario capire rapidamente quali tipologie  di infrastrutture dovremo privilegiare in previsione del progressivo mutare delle fonti energetiche, dei bisogni di trasporto, dello sviluppo abitativo. In campo sanitario occorrerà aumentare la qualità dei servizi diminuendo i costi collettivi, e quindi sarà importante privilegiare la prevenzione delle malattie che incidono su una società opulenta. Dovremo probabilmente mettere mano ad una nuova legislazione in tema alimentare, in modo da incoraggiare la qualità dei prodotti e al tempo stesso la sostenibilità alimentare delle produzioni ed il corretto uso di queste. E dovremo davvero promuovere l’istruzione e la conoscenza, perché questo è l’unico investimento su cui avremo sempre un ritorno economico e sociale.

Ecco, io non credo che la nostra classe politica nel suo complesso, non solo quella del PD, sia capace di promuovere queste riforme. Semplicemente non le sente urgenti, forse non le capisce o semplicemente non ne vede alcun ritorno. Evidentemente ci saranno singoli che potranno ben rappresentare le esigenze sopracitate, ma dubito che questi saranno i dirigenti attuali, a cui più o meno tutti siamo affezionati (forse perché ci ricordano la nostra infanzia e già li vedevamo in TV).

Ancora una volta la politica della Regione Toscana ci viene in aiuto, e risulta sempre più evidente la vicinanza di un presidente come Enrico Rossi alle esigenze del cittadino comune. Forse perché, molto semplicemente, anche lui è un cittadino comune, nato da una famiglia semplice e abituato a fare le cose normalmente.

Il PD deve essere il partito delle persone normali, che si stimano per i propri comportamenti, e in cui ci sia gusto ad essere “leali ma non conformisti”. Su questo, dobbiamo ancora lavorare, e se non è tardi, forse a Siena abbiamo imboccato la strada giusta. Si sa che un partito unito è la condizione prioritaria per affrontare le prossime campagne elettorali, ed è abbastanza certo che dovremo affrontarne sia di amministrative (previste) che di politiche (incombenti). Ma certo non basta per vincere le elezioni se il messaggio che trasmette all’esterno non è credibile o almeno un po’ convincente. La “svolta” di Bersani, da noi tanto invocata, forse è arrivata, con il suo richiamo al progetto Ulivo. Ci piace leggere questa svolta, come un richiamo allo “spirito dell’Ulivo” che permise ai partiti del 1996 di farsi portatori delle aspettative del proprio elettorato, ma molto di più, di farsi promotori di un senso comune di cittadinanza in uno stato sull’orlo del collasso. L’Ulivo guidato da Romani Prodi vedeva l’alleanza del Partito Democratico della Sinistra, del Partito Popolare, dei Verdi, Rinnovamento Italiano e l’accordo di desistenza con Rifondazione. Adesso il panorama politico è un po’ diverso: la pattuglia dei Diniani è alleata di Berlusconi, ed i Radicali, allora in qualche caso alleati con il centro-destra, hanno molto influenzato l’elaborazione del PD su temi importanti e sono nostri alleati leali. A Berlusconi hanno regalato Capezzone, brillante quanto disinvolto dal cambiare casacca in tempo reale. Allora il CCD, come adesso l’UDC esprimeva senza difficoltà posizioni tipicamente conservatrici (ovviamente a vantaggio di chi già gode di molti benefici). Casini e la sua pattuglia, così spregiudicati in Parlamento sono invece immobili nella società, ed esprimono visioni culturalmente analoghe a quelle del PDL, difficili quindi da coniugare con un’alleanza che vuole modificare questa società. Al di là della comunanza dei ruoli dei dirigenti politici nazionali, davvero non si capisce in cosa della nostra società potrebbe concretizzarsi un’azione di governo con l’UDC. Ne si capisce dove siano le ragioni di un terzo polo che abbia per protagonisti chi fino a qualche giorno o mese fa ha condiviso tutte le scelte di Berlusconi sui diritte, la giustizia, il lavoro.

Un questione questa della terzietà che si riproporrebbe anche in chiave locale se dovesse concretizzarsi un accordo con una forza che poco ha condiviso con la storia del centro sinistra e che e che incoraggerebbe l’IdV, nella campagna elettorale contro il PD.

Luigi Dallai

*Foto: Archivio Life

Torniamo a fare politica

Torniamo a fare politica

Il 25 giugno 2010 si è concluso il percorso congressuale del Partito Democratico nella provincia di Siena. Con l’election day si è chiusa finalmente la lunga stagione di costruzione del PD, con la costituzione degli organi rappresentativi della provincia, delle unioni comunali e dei direttivi di circolo.

Alle valutazioni molto spesso critiche che abbiamo avanzato nei riguardi della linea politica espressa dal gruppo dirigente, forse con durezza ma sempre con onestà intellettuale, è stata associata la nostra disponibilità a contribuire alla gestione ed all’elaborazione politica di questo partito.

L’Area Marino ha scelto dunque di partecipare ad un percorso congressuale unitario, ovvero di assumersi la responsabilità di accettare scelte da noi non propriamente condivise, e di condividere la responsabilità nella gestione del PD a tutti i livelli.

Chi vorrà seguirci con attenzione si accorgerà (se non è stato chiaro finora) quanto valga per noi il termine che caratterizza l’identità del nostro partito, “democratico”. Un termine spesso dato per scontato, ma faticoso da assumere in un partito che è stato aperto, plurale, riformista molto più nei propositi iniziali che nella pratica politica quotidiana.

Abbiamo deciso di condividere il percorso unitario con l’ambizione di migliorare il PD e con la consapevolezza dei limiti dettati dal risultato congressuale. Nei giorni scorsi abbiamo presentato le nostre proposte per il partito in questo documento e crediamo che queste siano state in buona parte accolte nella piattaforma di Elisa Meloni.

Facciamo gli auguri ad Elisa Meloni e a tutti i nuovi segretari delle Unioni Comunali e di circolo appena eletti ed a tutti i delegati delle assemblee territoriali. Dal loro lavoro dipenderà la capacità di questo partito di migliorare il proprio radicamento nel territorio per affrontare le difficili sfide che ci si pongono davanti.

*Nella foto: primo congresso dei Partigiani della Pace, 1949. Fonte Life

Circoli e Codice etico

Circoli e Codice etico

Di  Bruno Melani – PD Casole

Ho partecipato Sabato 12 a Firenze all’Assemblea Regionale del Partito Democratico. Un evento per fare un passo decisivo verso il radicamento del Partito Democratico.

Come ricordava il Segretario Regionale Manciulli nel corso del suo intervento di apertura, il titolo del Congresso è “Fare Politica. In Toscana per l’Italia” tema ripreso da una frase di Nelson Mandela, quando ricordava che ciò che lo ha sorretto nei suoi 18 anni di carcere è stata la “passione di fare Politica”.

I delegati si sono suddivisi in commissioni con il compito di discutere tre documenti che saranno la base del dibattito nei Congressi locali che nei prossimi mesi si svolgeranno nei Circoli della Toscana.

Un elemento forte è emerso da questa Assemblea, la grande voglia della”base” del Partito di confrontarsi, di discutere, di proporre.

La Commissione “Radicamento del Partito” alla quale ho partecipato, ha visto oltre 30 interventi. Segretari di Circolo, Territoriali, Provinciali ed Amministratori hanno espresso una serie di valutazioni sul Partito che vorrebbero. Punti qualificanti della discussione sono stati, il richiamo al Codice Etico, al finanziamento dei Circoli, la comunicazione e il dibattito attraverso la Rete, la legge Toscana sulle Primarie, il rapporto Circoli – Esecutivo Territoriale – Amministratori.

Credo, che, solo se verranno recepite le indicazioni emerse, facendole proprie  nel documento per i Congressi, potremo dire che una vera nuova stagione è iniziata per il Partito Democratico.

Nei  Circoli senesi inizia un percorso di discussione dei documenti che poi ci porterà all’assemblea regionale di ottobre

Un primo fatto importante è che la candidatura a Segretario Territoriale Siena di Elisa Meloni, è unitaria. Mi aspetto quindi un programma  con proposte innovative, dove il ruolo dei Circoli e il Codice etico, trovino quella considerazione che il dibattito ha fatto emergere.