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Da Follonica contro l’omofobia

Da Follonica contro l’omofobia

Interventi e riflessioni di Giuliano Gasparotti, Davide Leonelli e Luisa Trudy sulla bella iniziativa di sabato 15 maggio a Follonica organizzata da Cambia l’Italia Grosseto insieme al PD di Follonica e www.laicitaediritti.org

A FOLLONICA UNA BELLA PAGINA DI POLITICA SCRITTA INSIEME di Giuliano Gasparotti

Energia.
E’ la parola che mi viene subito in mente ripensando alla bella iniziativa di ieri a Follonica, Basta Omofobia. C’era un’atmosfera straordinaria, autentica, di grande passione.
Senz’altro l’intervento di don BARBERO è riuscito ad innestare quel clima di grande unione e grande slancio che in occasioni molto rare mi è capitato di vivere, di sentire, di respirare.
Confesso che ascoltare parole come quelle hanno fatto vacillare le mie granitiche convizioni agnostiche.
E poi la grande Paola CONCIA, Ivan SCALFAROTTO, Pasquale, Luigia ed i discorsi di tutti noi che abbiamo all’istante stracciato scalette ed impostazioni tipiche da relatori per parlare a braccio, per comunicare quello che si avvertiva in un clima positivo e di grande commozione.
Una doverosa riflessione sulla libertà e sulla democrazia, sul coraggio che si deve avere per denunciare episodi gravi di chi utilizza i valori che appartengono a tutti per riempirli di stupida violenza.
Pensavo a Marx quando commentando Guesde e Lafargue disse “tout que je sais, c’est que je ne suis pas marxiste”…
E in un attimo, ascoltando quelle parole, guardando quegli occhi, è stato un rapido ripercorrere i tanti momenti di sconforto, di solitudine, di felicità, di soddisfazione, di passione, di lotta.
I traumi passati, le esperienze di ciascuno, questo essere diretti e liberi, chiari nell’affermare con sincerità e senza alcuna retorica quei valori di giustizia e di eguaglianza vissuti nelle vite di ciascuno dei presenti.
Quanti sacrifici, quante incomprensioni, quanta fatica, quanta energia per scrivere una pagina di bella Politica.
Ne vale la pena? Dopo ieri, penso proprio di sì.
Difficile comunicare o far capire a chi non c’era cosa è successo.
Era una semplice iniziativa politica che si è trasformata in una un’esperienza bella.
Condivisa da tutti, leggibile negli sguardi soddisfatti e pieni di speranza che si leggevano negli occhi di tutti, anche di coloro che erano presenti con una buona dose di diffidenza.
Una volta tanto non si è parlato di regole, candidature, incarichi, posti, ambizioni personali leggibili in tanti, troppi interventi ben costruiti ma di maniera, strumentali e vuoti.
Forse ne avevamo tutti un gran bisogno: ricaricarci per andare avanti insieme ed uniti ancora più forti di prima.
Avanti tutta ragazzi!!!
E non perdiamoci mai di vista…

Giuliano Gasparotti

CHI NON C’ERA SI E’ PERSO QUALCOSA DI GRANDE !! di Davide Leonelli

Ho ancora la pelle d’oca.
Nella mia testa si rincorrono le parole di Don Franco Barbero: sentire parlare di laicità da un parroco credo davvero sia il massimo. Don Franco è stato unico, unico nel suo genere. Un uomo prima di tutto. Non avrei mai smesso di ascoltarlo e ammetto di essermi commosso nel sentirlo parlare.
Un parroco così lo vorremmo tutti. Un parroco che per vivere non accetta soldi dal Vaticano. Proprio come avrebbe voluto Gesù. E proprio come non fa il Vaticano.
Un uomo che ha sofferto e che ha aiutato centinaia di donne e di uomini in difficoltà. un uomo che parla d’amore, senza discriminazioni e senza retorica, che fa suo il messaggio di Gesù, riproponendolo ogni giorno della sua vita, con l’esempio.
Un uomo che parla di grinta, di coraggio ,affetto e tenerezza.

C’era la sala piena di gente , tanti i ragazzi . E’ stato davvero un successo…. sinceramente ci speravo ma non me lo aspettavo. Un successo soprattutto dell’organizzazione, che ha saputo far arrivare relatori come Don Barbero, Pasquale Quaranta, Giuliano GASPAROTTI, l’onorevole Anna Paola CONCIA e il vice presidente del nostro Partito Democratico Ivan SCALFAROTTO.

Ed ha scelto di farli arrivare lontano da campagne elettorali e da esigenze di voto, solo per parlare con la gente, per ascoltare.
Questa è Cambia l’Italia. Questo è quello che vogliamo.
Davvero chi non c’era si è perso qualcosa di grande.
Davide Lionelli

RABBIA E PASSIONE di Luisa Trudy

Un fine settimana intenso di emozioni. Di cuore, di passione, di rabbia e di entusiasmo.
Venerdì sera l’assemblea degli iscritti al mio ex circolo. Si votata per il nuovo coordinatore, posto che era vacante fin da gennaio. Ho ricevuto l’invito, pure se non ho ancora rinnovato la tessera e sono andata ad ascoltare. Rinnovo del coordinatore, analisi del voto, erano diversi i temi.
Mi sono trovata ad assistere al massacro di tutto quello in cui credo, di tutti i motivi per i quali mi sono avvicinata alla “politica”. Uno per uno.

Demonizzato l’uso della Rete, nonostante lo Statuto del PD, che al primo articolo, comma 9 recita: ” Il Partito Democratico assicura un Sistema informativo per la partecipazione basato sulle tecnologie telematiche adeguato a favorire il dibattito interno e a far circolare rapidamente tutte le informazioni necessarie a tale scopo. Il Sistema informativo per la partecipazione consente ad elettori ed iscritti, tramite l’accesso alla rete internet, di essere informati, di partecipare al dibattito interno e di fare proposte. Il Partito rende liberamente accessibili per questa via tutte le informazioni sulla sua vita interna, ivi compreso il bilancio, e sulle riunioni e le deliberazioni degli organismi dirigenti. I dirigenti e gli eletti del Partito sono tenuti a rendere pubbliche le proprie attività attraverso il Sistema informativo per la partecipazione.”

Qualcuno potrebbe ricordarlo ai nostri di dirigenti? Qualcuno potrebbe obbligare chi ha un ruolo di dirigenza a leggersi lo Statuto del partito che rappresenta?

Viene il sospetto che la libertà che Internet offre crei non pochi problemi.
Diciamo che è più di un sospetto :) ))

Demonizzate le primarie, con rabbia, persino con arroganza. Nonostante che la dirigenza locale avesse firmato l’appello “primarie vere, primarie sempre”, che ho personalmente sottoposto loro. E su internet, il demonio, ne resta traccia incancellabile. :)

Mi sono alzata e ho deciso che non era più il momento di tacere. Ho difeso quello in cui credevo, con la mia inesperienza, ma con il cuore, ed ho denunciato 4 anni in cui sono stata trattata solo come un operatore a costo zero, proprio per lavorare in quel settore che adesso dicono di odiare. Ho denunciato come nessuno mi abbia fatto sentire accolta o mi abbia mai chiesto che cosa ci facessi li, perchè, per la prima volta nella mia vita, mi fossi avvicinata ad un partito. Ero solo manovalanza.
Su Internet, solo su Internet, ho conosciuto persone che mi hanno accolta come in una famiglia. Che mi hanno fatta crescere, che mi hanno regalato parte della loro esperienza, che mi hanno consigliata. Un po’ quello che accadeva nel partito di una volta. Prima che diventasse un ufficio di collocamento. Il partito dove militava mio nonno. Dove per le persone c’era rispetto, affetto e considerazione.

Ne sono uscita sconsolata. Ed ho deciso (e detto pubblicamente) che non rinnoverò la mia tessera. Sicuramente non qui.

Poi la giornata di sabato, l’iniziativa contro l’omofobia, per la quale ho lavorato per due mesi. Un altro mondo, un altro partito, un altro pianeta.
Abbracci, strette di mano, sorrisi, incoraggiamenti reciproci. La consapevolezza di lottare per qualcosa che esula da logiche elettorali o di candidature. Un impegno di solidarietà, di apertura. Un partito che lotta a fianco di chi si trova a vivere la discriminazione ogni giorno della propria vita. Mi sono commossa per l’intensità degli interventi e quelle lacrime hanno lavato via anche tutta la rabbia accumulata la sera prima.
Siamo riusciti ad avere dei relatori impagabili, che ringrazio, uno per uno. Per la loro umanità, per la delicatezza e per il coraggio. Don Barbero è stato meraviglioso. Ho avuto occasione di parlarci anche alla fine del convegno ed è riuscito a riconciliarmi, con poche parole, con il mio difficile rapporto con la religione. I suoi occhi ti trasmettono la gioia di una scelta di vita, la scelta di lottare per gli altri, a fianco degli altri.
E poi Pasquale Quaranta, che ci ha raccontato la sua storia, le difficoltà attraversate, la sua famiglia, il suo incontro con il sacerdote. E quindi Anna Paola Concia, Ivan Scalfarotto, Giuliano Gasparotti, Luigia Panarello, che si sono raccontati, con semplicità, con umanità. Come uomini e donne, spogliati del ruolo istituzionale che ricoprono. Luigia, il ricordo di quella mano stretta e degli occhi commossi di Don Franco, mi rimarranno per sempre.

A chi è stato presente, ed erano tante persone davvero, è arrivato forte e chiaro il nostro messaggio, che la politica non è fatta solo di poltrone, di candidature, di scambi. Ma è anche partecipazione, solidarietà, vicinanza. Anche e soprattutto lontano dai giochi elettorali.
Sabato l’abbiamo dimostrato.
Un ringraziamento particolare ad Iva Boldrini, bravissima moderatrice ed instancabile organizzatrice ed a Stefania Mulè, che ha recitato splendidamente alcune lettere dal libro di Don Barbero, contribuendo a creare l’atmosfera speciale che noi tutti abbiamo respirato.

Barbara, del partito che ho conosciuto sabato, la tessera la vorrei.. mi aiuti tu vero?

Luisa Trudy

8 Marzo

8 Marzo

“Nessuno sforzo deve essere risparmiato per sostenere il difficile processo dell’integrazione delle giovani immigrate in Italia”. Questa è l’esortazione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano celebrando la “Giornata internazionale della Donna”. “La dedizione allo studio e al lavoro, l’impegno civile, la solidarietà, il rispetto della legalità sono valori fondanti del nostro vivere civile. Anche le ragazze e i ragazzi immigrati a condividere questi valori, perché anche loro saranno le italiane e gli italiani di domani”.

Una vergogna il voto sulla RU486

Una vergogna il voto sulla RU486

La commissione Sanità del Senato ha approvato oggi con il voto favorevole di PdL e Lega il documento finale, presentato dal presidente e relatore Antonio Tomassini, che chiede al governo di fermare la procedura di immissione in commercio della RU486 in attesa di un parere tecnico del ministero della Salute circa la compatibilità tra la legge 194 ed il farmaco.
Ancora una volta la maggioranza di governo per nascondere le proprie divisioni interne fa una scelta politica su una questione tecnica già ampiamente discussa degli organismi delegati.
L’Agenzia Italiana del Farmaco, ente tecnico e neutrale ha già autorizzato la distribuzione del farmaco nel pieno rispetto della legge 194: l’uso e la commercializzazione della RU486 sono infatti consentiti solo in ospedale.
Alle retoriche di partito ed agli interessi di parte si sacrifica ancora una volta l’altro. Le fanfare del Governo dimenticano l’umanità e riaffermano un potere che salda gli interessi dei conservatori, quello sulla donna e sul suo corpo, la cui misteriosa e “pericolosa” identità deve essere costretta nei rigidi canoni della sofferenza.
Una donna da proteggere dicono, da se stessa, dalla libertà, dall’incapacità di fare scelte sofferte, ma pur sempre scelte dimenticando secoli di filosofia politica e di diritto.
Qual è il prossimo passo? Cosa si nasconde dietro questo provvedimento?
L’obiettivo, quello vero, messo in pratica da molti medici antiabortisti e supportato dal Governo è l’attacco alla legge 194, un attacco velato, un attacco ipocrita che si ammanta della difesa della donna salvo poi trattarla come oggetto da riproduzione.
Sabato 28 novembre in occasione della manifestazione contro la violenza sulle donne saremo in piazza per un motivo di più.
In nome di uno stato laico l’area Marino insieme a tutto il PD è pronta ad affollare la stampa, le piazze, a combattere in Parlamento contro il provvedimento del Governo.

Il risultato della mozione Marino un successo per il PD

Il risultato della mozione Marino un successo per il PD

La grande ed inaspettata partecipazione alle primarie di domenica scorsa con quasi tre milioni di cittadini al livello nazionale ed oltre 30 mila al livello provinciale rappresenta un successo inequivocabile per il Partito Democratico. Da oggi le primarie, spesso criticate nei congressi di circolo, riemergono come le fondamenta su cui è costruito il Partito Democratico; ed ora che queste fondamenta si sono rivelate ancora solide difficilmente verranno demolite.

Dunque, il PD resterà ancora il partito che “affida alla partecipazione di tutte le sue elettrici e di tutti i suoi elettori le decisioni fondamentali che riguardano l’indirizzo politico, l’elezione delle più importanti cariche interne, la scelta delle candidature per le principali cariche istituzionali.”

Il PD resterà anche un partito vero, inteso come una comunità di donne e uomini che si incontrano nel nome di valori comuni e per il bene del nostro paese.

Franceschini, una volta consegnata la vittoria nelle mani di Bersani ha allontanato l’ulteriore sfida interna che si profilava all’orizzonte e che avrebbe visto probabilmente l’Assemblea nazionale chiamata a decidere le sorti della segreteria con una conta di delegati piuttosto che con un vero confronto di idee.

Il partito che esce dalla consultazione di domenica è dunque un partito più forte perché ha dimostrato di essere ancora capace di mobilitare il paese.

La Mozione Marino, a Siena come nel resto d’Italia, si rafforza rispetto al risultato dei congressi di circolo e si rivela essere l’unica che cresce dal confronto con gli elettori. Anche questa crescita deve essere letta come un bel risultato per il PD che ha dimostrato di saper raccogliere consenso anche intorno a persone nuove alla politica e a temi che da oggi entreranno nel suo DNA.

Ignazio Marino a Siena – Il Racconto

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Un pubblico interessato e attento.
La sala dei Mutilati piena di elettori democratici ha accolto Ignazio Marino, candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico. Dopo aver incontrato i volontari di Poggibonsi, il Sen. Marino è stato intervistato da Concita De Gregorio, direttrice de L’Unità. Marino ha conquistato un pubblico di elettori ed iscritti del Pd, con la sua umanità e la sua determinazione. Per più di tre ore ha scandito i suoi “si” ed i suoi “no”, contrapposti alle posizioni dei suoi due avversari, giudicate troppo ambigue.

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Costituzione del Coordinamento Provinciale di Siena per Ignazio Marino Segretario del PD.

In vista della futura convenzione nazionale del Pd il Senatore Ignazio Marino ha presentato la sua candidatura a segretario con un programma fondato su cinque parole d’ordine: Apertura, Coraggio, Merito, Protezione, Libertà. Per l’Italia e per il Partito Democratico rappresenta un’occasione politica importante. Si tratta di una candidatura che apre il dibattito politico a energie nuove e che rappresenta una alternativa ai tempi e modi che hanno caratterizzato l’azione politica fino ad oggi, una politica cristallizzata in vecchi riti ed incapace di rispondere alle esigenze della società. E’ una proposta che vuole coinvolgere tutti i cittadini attenti e sensibili alla dialettica politica soprattutto a coloro che si sentono delusi da un modo di fare politica che non sentono proprio.

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