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A Siena il Registro delle Unioni Civili

A Siena il Registro delle Unioni Civili

di Giancarlo Pagliai

Il 19 Agosto il  Comune di Siena con la delibera n° 425, ha deciso di istituire i Registri delle Unioni Civili, noi apprezziamo la sensibilità e la determinazione della giunta comunale e del Sindaco Franco Ceccuzzi, riteniamo questo atto un ulteriore segnale importante, dopo l’approvazione della mozione contro l’Omofobia, della particolare attenzione dimostrata in tema di Diritti Civili dall’attuale Amministrazione.

Siamo convinti che le azioni intraprese abbiano simbolicamente una valenza politica molto rilevante, tuttavia questo non è ancora sufficiente, noi auspichiamo atti concreti che rendano tangibili le mozioni e le delibere approvate.

Oggi dopo la sentenza 138 della Corte Costituzionale, un  Comune non si può limitare ad istituire un registro delle unioni  civili, perchè è una cosa meramente simbolica, che la corte stessa ha  detto non bastare.
Le delibere, invece devono impegnare il Comune a rivedere tutte le sue  regole interne per improntarle alle pari opportunità e alla non  discriminazione.

La toscana è stata un’apripista sul registro delle unioni civili  (primo in Italia a Empoli), ma sono falliti proprio perchè se sono  solo simbolici ai cittadini non interessano.
I cittadini vogliono risolvere i propri problemi e gli amministratori  pubblici dovrebbero sentire il dovere di farlo.
E’ assolutamente necessario che negli Atti amministrativi non ci siano contenuti discriminatori, ribadendo così i concetti di libertà individuale di scelta e di rispetto per la vita privata e familiare di tutti i cittadini.

E’ obbligatorio rendere pari diritto nell’accesso ai servizi e alle opportunità offerte dall’Amministrazione nei settori riguardanti la vita di relazione, esempio: assegnazione alloggi, contributi, servizi socio-sanitari, giovani, genitori, anziani, sport e tempo libero, formazione, scuola e servizi educativi, diritti e partecipazione, assistenza ai disabili.

Noi siamo certi che il Comune di Siena, così come gli altri Comuni della provincia sarà in grado di dare risposte ai bisogni dei propri cittadini e che le coppie non coniugali, siano esse dello stesso sesso che di sesso diverso, possano vedersi riconosciuti gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini.

*Nella foto: pubblicità Ikea (dettaglio).

Ora Siena è un po’ più bella

Ora Siena è un po’ più bella

di Giancarlo Pagliai. Con la mozione contro l’Omofobia approvata il 21 Luglio in Consiglio Comunale, Siena si aggiunge a Casole D’Elsa, Colle Val D’Elsa, Montepulciano e Poggibonsi, comuni che già precedentemente avevano approvato la stessa mozione.

Nella nostra provincia il Partito Democratico, Generazione Democratica, i gruppi consiliari di centrosinistra, e le Associazioni hanno dimostrato una particolare attenzione ai Diritti civili e l’approvazione della mozione in Consiglio comunale ne è una prova tangibile.

Nello stesso giorno doveva essere presentata e discussa la mozione anche in
Consiglio Provinciale, purtroppo per i molteplici e importantissimi altri argomenti all’ODG, ciò non è stato possibile, sarà comunque il primo punto in discussione nel prossimo Consiglio e sarà un’altro elemento significativo per sensibilizzare l’opinione pubblica nella lotta contro ogni tipo di discriminazione.

Il Presidente Giorgio Napolitano, il 17 maggio, giornata internazionale contro
l’Omofobia, aveva sollecitato il Parlamento a legiferare in materia per arginare l’odio e sanzionare comportamenti discriminatori nei confronti delle persone omosessuali.

La maggioranza che governa il paese ha risposto presentando in Aula delle
pregiudiziali di costituzionalità che hanno il solo scopo di affossare la Legge, ancora una volta la Toscana e la provincia di Siena si sono dimostrate migliori e più attente ai bisogni dei propri cittadini, di chi ormai sta calpestando i più elementari diritti umani.

La consapevolezza che i “Diritti civili” siano assolutamente tra le priorità di un Partito Democratico e progressista, spero possa trasformarsi presto in una discussione e in un confronto aperto e costruttivo che porti alla presentazione delle mozioni sul “Testamento biologico” e sulle “Unioni civili” e la conseguente istituzione dei relativi Registri.

Giancarlo Pagliai (resp. PD Siena per i Diritti civili)

Testamento biologico: “arroganza e cinismo”

Testamento biologico: “arroganza e cinismo”

Oggi la camera, con l’approvazione del disegno di legge sul Testamento biologico ha scritto una delle pagine più brutte della propria storia.

E’ stata votata dall’attuale maggioranza una legge arrogante e disumana, una legge che non tiene conto delle volontà espresse da un cittadino, una legge che ritiene indisponibile quella che per ogni individuo è la propria vita.

Una legge che obbliga un ammalato, anche contro la propria volontà, ad essere idratato e alimentato artificialmente, poiché si sancisce per legge, che questi trattamenti non sono terapie sanitarie ma sostegno vitale, in totale contrasto con l’opinione delle società scientifiche e contro l´evidenza della pratica medica.

Ora, anche se questo corrispondesse a verità, ma così non è, vorrei sapere perché un cittadino gravemente ammalato dovrebbe essere alimentato forzatamente, nonostante la sua volontà a non voler essere idratato e alimentato?

Tutto ciò nell’assoluto disprezzo dell’opinione pubblica, perché secondo uno studio recente dell’Eurispes, ben il 77% dei cittadini italiani sarebbe favorevole al diritto di poter decidere sul proprio fine vita.

L’accanimento terapeutico nei confronti di un cittadino nella fase finale della vita, termina solo dopo la sua morte, le proprie volontà non sono vincolanti e spetta al medico l’ultima parola, è questo praticamente quello che succederà con l’approvazione del DDL presentato dal senatore Calabrò.

A mio avviso ci sono valori e diritti che dovrebbero andare oltre agli interessi particolari, e essere considerati sotto il profilo dell’interesse generale.

Ci sono valori e diritti dove non è importante l’opinione personale, quanto deve essere importante la visione più ampia nell’interesse della collettività.

L’autodeterminazione dei cittadini in tema di fine vita è senz’altro un atto che rientra nell’interesse generale di una collettività.

La legge discussa e votata alla Camera è palesemente incostituzionale, dobbiamo batterci affinché venga cancellata e lasciare ai cittadini quello che è un loro diritto ineludibile.

Giancarlo Pagliai
(resp. Pd Siena per i Diritti civili)

Testamento biologico, il Pd di Poggibonsi ne discute con i cittadini

Testamento biologico, il Pd di Poggibonsi ne discute con i cittadini

Un’iniziativa pubblica sul testamento biologico si terrà venerdì prossimo, 17 giugno, a Poggibonsi, alle ore 21.30 nella sala ‘la Ginestra’, in via Trento 84. Un tema di grande attualità, sul quale è in corso proprio in questi giorni il dibattito parlamentare e sul quale il Consiglio comunale di Poggibonsi ha approvato, nei giorni scorsi, una mozione presentata proprio dal Partito democratico. All’iniziativa di venerdì parteciperanno l’on. Susanna Cenni, deputata senese del Pd, e Giancarlo Pagliai, responsabile diritti civili Pd provinciale.

“Siamo molto soddisfatti per la mozione approvata dal Consiglio comunale di Poggibonsi nei giorni scorsi – spiega Nicola Berti, responsabile diritti civili del PD di Poggibonsi – che impegna la commissione Sanità e servizi sociali a verificare in tempi brevi le modalità attraverso cui i cittadini di Poggibonsi potranno comunicare, in forma vincolante, la propria volontà di essere o non essere sottoposti a trattamenti sanitari, in caso di malattia o trauma che costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi che impediscano una normale vita di relazione. Serve uno strumento nuovo, non contemplato dall’ordinamento giuridico vigente, che consenta alla persona, finché si trova nel possesso delle proprie facoltà mentali, di dare disposizioni per l’eventualità nella quale una malattia o un incidente comprometta tali facoltà. Il voto in Consiglio comunale è una tappa intermedia di un percorso iniziato dal Pd poggibonsese già alcuni mesi fa, con vari incontri e dibattiti sul tema. Un tema di grande civiltà – conclude Berti – sul quale vogliamo sensibilizzare i cittadini, discutendone con i nostri rappresentanti nelle istituzioni locali e nazionali, per promuovere la massima informazione e consapevolezza possibile”.

Per il sociale, per i diritti, per la laicità.

Per il sociale, per i diritti, per la laicità.

Siamo entrati nelle ultime due settimane di campagna elettorale per le elezioni amministrative del Comune di Siena. L’attività politica in questi mesi è stata intensa, talora difficile da seguire compiutamente. Il PD ha messo in campo una lista molto competitiva, in appoggio ad un candidato sindaco forte. Tutti noi siamo impegnati per l’affermazione del nostro partito, un partito plurale, in cui le differenze costituiscono una ricchezza.

Crediamo che Siena debba continuare ad essere una città democratica ed accogliente e per questo appoggiamo quei candidati caratterizzati da impegno verso il sociale, i diritti, la laicità.

In queste pagine trovi il filo logico che ha contraddistinto la nostra attività politica dal congresso fino ad oggi, quando le mozioni non hanno più ragione di esistere, ma le aree culturali sono senza dubbio utili ad arricchire il PD. Dall’appoggio alla candidatura di Franco Ceccuzzi, al nostro documento programmatico di supporto alla medesima, al modo di intendere la politica nel PD prima, durante e dopo una competizione elettorale. In questi mesi ci siamo impegnati perché nei Consigli Comunali di tutta la Provincia fossero approvate mozioni contro l’omofobia, a favore del testamento biologico (nel sito troverete quella recentemente approvata nel Comune di Montepulciano). Dentro al partito abbiamo promosso le iniziative contro la riforma Gelmini nella scuola, fatto incontrare e dialogare costruttivamente presunti “rottamatori” e presunti “conservatori”, verificando nei fatti come le etichette a volte siano del tutto sbagliate. Abbiamo strattonato il partito rispetto ai quesiti referendari, consapevoli che un partito plurale sa confrontarsi nel merito degli argomenti. Siamo consapevoli del fatto che le battaglie per la scuola pubblica, per i diritti civili, per l’ambiente e le risorse naturali, per uno sviluppo davvero sostenibile della nostra economia sono patrimonio diffuso nel PD e vanno al di là dei nostri numeri, delle nostre iniziative, della nostra area. Dunque ci auguriamo che anche altri candidati possano riconoscersi nei temi che abbiamo sopraelencato e vogliano impegnarsi nelle battaglie politiche che ci attendono e vogliano inviarci contributi tematici individuali.

Lavoriamo dunque per l’affermazione del Partito Democratico e per l’affermazione di una politica che faccia di Siena la città dei diritti, una città democratica ed accogliente.

Parola chiave: “Indignazione”

Parola chiave: “Indignazione”

di Giancarlo Pagliai

C’è un’Italia diversa da quella rappresentata dal Presidente del Consiglio e da i suoi mezzi di informazione.

C’è un paese che non è solo il paese di Scilipoti e di Borghezio.

Ci sono giovani che non credono che  partecipare a un reality  sia l’unico modo per vedere realizzati i propri sogni.

Ci sono tanti cittadini  profondamente indignati per tutto quello che sta succedendo intorno a loro.

Siamo indignati nel vedere un Parlamento ingessato a discutere solo e soltanto di quella, che con presunzione viene definita riforma della Giustizia, mascherando miseramente l’unico vero obiettivo, quello di salvare una sola persona dai processi in corso, causando danni irreversibili per tanti altri procedimenti penali, uno per tutti il processo sulla Strage alla stazione di Viareggio.

Quanti sono a conoscenza del pericolo che può arrivare per la nostra democrazia dalla prescrizione breve e dal bavaglio messo alle indagini della magistratura dalla assurda legge sulle intercettazioni?

Ormai Berlusconi è sempre più simile a Cluenzio, spero per il paese, anzi ne sono convinto, che l’avvocato Ghedini non è paragonabile a Marco Tullio Cicerone.

Siamo indignati nel vedere parlamentari che dovrebbero sventolare alta la bandiera dell’onestà e della moralità, far finta di credere, solo per il proprio tornaconto personale, che una giovane ragazza  viene pagata  per non indurla alla prostituzione, e pronti a credere alla ridicola versione che il Premier ha agito nel pieno rispetto delle sue funzioni perché convinto  si trattasse della nipote di Mubarak.

Nemmeno il grande Totò, nonostante la sua brillante fantasia sarebbe arrivato a tanto.

Siamo indignati nell’assistere al comportamento esecrabile di chi, anziché cercare di risolvere i problemi dei giovani, li invita a casa propria per esaudire le proprie maniache ossessioni o racconta loro aneddoti e barzellette che ormai fanno ridere solo lui, Emilio Fede e Lele Mora.

Siamo indignati sentendo ministri della Repubblica che risolverebbero il problema dei clandestini gettandoli in mare o sparando loro prima che approdino sulle nostre coste alimentando paura e violenza, così come sosteneva Don Luigi Ciotti dichiarando testualmente:

-È come se ci sentissimo tutti su una nave in balia delle onde, e sapendo che il numero delle scialuppe è limitato, il rischio di affondare ci fa percepire il nostro prossimo come un concorrente, uno che potrebbe salvarsi al nostro posto. La reazione è allora di scacciare dalla nave quelli considerati “di troppo”, e pazienza se sono quasi sempre i più vulnerabili.-

Ecco, io vorrei risolvere il problema aumentando il numero delle scialuppe e non diminuendo il numero di coloro che ne potrebbero usufruire.

Siamo indignati quando un gruppo di persone, che a mio parere non va frettolosamente derubricato come uno sparuto gruppo  di imbecilli, offende sistematicamente una giocatrice di basket solo perché ha una pelle di colore diverso dalla loro.

Pensate quanto è bello un abbraccio tra persone di etnia e di colore  diversi, è l’emblema dell’accoglienza e della contaminazione culturale, un arricchimento per tutti.

Siamo indignati per l’arroganza di questo governo che, con un atto di inaudito cinismo, ha istituito la Giornata degli Stati vegetativi  il 9 febbraio, cioè nello stesso giorno della ricorrenza della morte di Eluana Englaro, che in quel  tragico stato è stata per ben 6.233 lunghissimi giorni.

6.233 interminabili giorni vissuti con grande dignità dal padre Beppino e dalla Madre Saturna, ai quali va tutta la mia solidarietà e il mio affetto più sincero.

Siamo indignati  di fronte  alle dichiarazioni di un autorevole esponente politico  quando  paragona il Testamento Biologico alla famigerata RUPE TARPEA.

Tutto questo quando al Senato si sta discutendo una proposta di legge sulle volontà anticipate di fine vita presentata dal senatore Calabrò del PDL, nella quale si sostiene che la volontà espressa dal cittadino non è vincolante, dove si sostiene che è determinante  il parere del medico, dove si sostiene che non è possibile interrompere l’alimentazione e l’idratazione, omettendo molto spesso di aggiungere l’aggettivo artificiale, come se non si trattasse di una terapia ma di alimentare un malato in stato vegetativo con del cibo che si compra all’alimentari sotto casa.

Siamo indignati se a un disabile non viene garantito il rispetto, negandogli la possibilità di poter accedere là dove tutte la altre persone possono accedere.

Siamo indignati se una persona viene umiliata, offesa, picchiata solo perché di un orientamento sessuale diverso dal proprio. Perché Cardinale Bagnasco anziché sponsorizzare e sollecitare l’approvazione di una  legge aberrante come è quella presentata dal PDL sul Testamento biologico, non sponsorizza e sollecita l’approvazione di una legge contro l’omofobia, anziché considerare l’omosessualità una malattia degenerativa?  Dove è l’umana pietà che spesso predicate, ma non sempre applicate?

E si vergogni il sottosegretario Giovanardi che vede in un manifesto pubblicitario dell’Ikea un grave attentato alla Costituzione, quella stessa Costituzione che quotidianamente viene oltraggiata e vilipesa da autorevoli esponenti del governo e del suo stesso partito.

Siamo indignati se una donna non può avere le stesse opportunità di un uomo nella vita lavorativa:

- l’Italia, con il suo misero 2% è penultima in Europa, davanti solo al Portogallo per il numero di donne occupate nei CDA delle aziende quotate in Borsa, nonostante ricerche e statistiche dimostrino che le aziende guidate da una donna funzionano e rendono  meglio di quelle guidate da uomini-.

Siamo indignati se una coppia di conviventi che si ama, così come si ama una coppia regolarmente sposata, non può avere i loro stessi diritti, quale è la differenza tra di loro, perché discriminare anche gli affetti?

Oggi quando esco da qui potrei essere una donna, un omosessuale, una persona con la pelle nera, un convivente, un disabile, un malato terminale in stato vegetativo, ebbene in nessuna di queste identità vedrei tutelati i miei diritti più naturali.

Per questo io sono profondamente indignato,  e  VOI??

Giancarlo Pagliai

(Responsabile PD Siena per i Diritti civili)

Commissione diritti del PD. L’intervento di Ivan Scalfarotto

Commissione diritti del PD. L’intervento di Ivan Scalfarotto

Ripubblichiamo l’intervento di Ivan Scalfarotto in Commissione Diritti.

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Concia contro Bindi? E’ una trappola

Concia contro Bindi? E’ una trappola

Ripubblichiamo sul nostro Blog un articolo di Crstiana Alicata tratto da l’Unità.

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Inizio, fine vita e la Sinistra

Inizio, fine vita e la Sinistra

Ultimamente ho partecipato alla presentazione dei seguenti libri:

  • “RU486 Non tutte le streghe sono state bruciate” ed L’asino d’oro : aut: Flamini, Melega
  • “ Gli ultimi giorni di Eluana” ed. Biblioteca dell’immagine. Aut: De Monte, Gori

In entrambi gli eventi erano presenti gli autori e relatore comune il Prof. Mauro Barni – Ordinario di medicina legale all’università di Siena.

La presenza del Prof. Barni mi porta a due riflessioni che vorrei condividere con tutti i lettori.
“Quale legame tra chi attraverso una pillola nega o blocca l’inizio di una vita, e chi invece vuol gestire la fine della vita” e “La Sinistra ?”

Penso che i temi proposti come la “Procreazione assistita, legge 194”, “il testamento biologico” possono essere accomunati perché nel nostro pensare sono definiti “temi materialmente sensibili”.

Entrambi i libri sono stati presentati dagli autori come un desiderio di verità con l’obbiettivo di sgretolare questa montagna di mistificazione, finzioni, bugie, ipocrisia, falsa moralità da parte della Chiesa e di una
parte politica dove si faceva vedere le cose per come non erano. I libri quindi riportano informazioni, episodi realmente accaduti, riscontri medici, esperienze mediche.

Entrambi i libri dovrebbero essere letti da coloro che vanno a proporre leggi abrogative o in contrasto a questi temi.

Tutti hanno sentito parlare dell’aborto clandestino.
Tutti hanno avuto contatti dirette o indirette con persone sottoposte ad interruzione di gravidanza.
Tutti hanno avuto contatti con persone che hanno avuto problemi per assistere una persona alla fine della sua vita.

Conferenze, come queste, mirano a cercare di far capire come in questi tempi al di la di chi governa, c’è un tentativo di limitare i diritti civili, la libertà di scelta che ognuno di noi ha. C’è un tentativo di insegnarci come dobbiamo nascere , come dobbiamo morire, come dobbiamo far dei figli. Tentativi seri di minare la vita civile di questo paese, dare a questa nazione un impronta etica forzata. Etica personale che non si può limitare per legge. Occasione per riprendere un discorso su temi importanti dove nelle sedi politiche questi argomenti sono oscurati da una pressione che tutto negano al nostro paese di poter progredire anche nelle coscienze e nella democrazia delle persone. Siamo oppressi da paladini che difendono la vita che non è ancora vita, la vita che non è più vita e poi mandano a morire annegati in mare poveri disgraziati in cerca di un soldo di fortuna.

Il Prof. Barni, ricordava che la Legge 194 del 28-3-78, porta la firma di Leone, Andreotti, Morleo, Anselmi, Ruffini. Un gruppo di persone che decise pensando ai cittadini e non a vincoli di partito. Una legge che ha un
limite: l’obiezione di coscienza.

L’ obiezione di coscienza a volte è strumentale perchè tutti sanno che molte di queste scelte sono legate a motivi di comodo, come dimostrano i numerosi processi a carico di sanitari obbiettori accusati di eseguire
aborti clandestini.

Il servizio sanitario deve, invece, garantire ai cittadini di poter usufruire di questa terapia.

Il 21 Febbraio p.v. riprenderà alla Camera la discussione sul disegno di legge Calabrò sul “testamento biologico”,e sinceramente, la mia speranza è quella che ritorni nel cassetto dove ha riposato per lungo tempo.

E’ l’ora che la Sinistra, se vuol essere alternativa a questo paese, prenda una precisa e chiara posizione, perché sull’autodeterminazione non ci può essere nessun compromesso. La Sinistra credo che sia perdente sulla battaglia dei diritti civili. Il Pd non può pensare di rinviare ulteriormente la discussione su i temi etici e civili. Fare una Commissione, come deciso nell’ultima Assemblea Nazionale, per discutere di questi temi, è come rimandare ulteriormente la questione.

Io, invece credo, e propongo, che un segnale importante debba essere dato: inserire i diritti civili in tutti i programmi politici del Centrosinistra.

Il Movimento Marino, si dovrebbe far promotore di una proposta in tal senso, verso il candidato Sindaco di Siena del Pd Ceccuzzi , dove il Pd ha già bocciato una mozione sul testamento biologico in Consiglio Comunale.

Concludo queste riflessioni con le esclamazioni finali del libro di Flamini, Melega:
Se vivessimo in un paese normale……. Se fossimo in un paese normale…….
In un Paese normale medici, amministratori, politici si siederebbero attorno ad un tavolo e discuterebbero su temi etici, avendo in mente solo l’interesse delle cittadine e dei cittadini senza se e senza ma.

Bruno Melani

Noi: i nuovi Cirenei

Di Giancarlo Pagliai

Nella quinta stazione della Via Crucis i soldati romani costrinsero un uomo, tale
Simone da Cirene, a portare la croce di Gesù che veniva condotto al Golgota, da
questo episodio sembra essere nato il termine Cireneo (cioè portare la croce senza
ricevere nulla in cambio) e dal significato di questa parola bisogna, a mio avviso,
prendere spunto per relazionarci con l’impegno politico.

L’impegno politico deve essere in primo luogo dettato dalla passione e dalla voglia
di contribuire volontariamente all’interesse del bene comune, senza pretendere
nulla in cambio, oggi troppo spesso chi si avvicina alla politica lo fa con ambizioni
opportunistiche.

L’approccio sbagliato determina comportamenti di accondiscendenza verso i
poteri forti e di ricerca spasmodica del facile consenso verso i cittadini, sfociando
inevitabilmente nel populismo e nella demagogia.

Solo chi crede fermamente nella politica come “missione” può portare idee
innovative anche se impopolari, ma l’obiettivo deve essere sempre e comunque “il
raggiungimento del bene comune”.

Questo non vuol dire che non si devono accettare incarichi o ricoprire ruoli nei
gruppi dirigenti o nei vari consigli di amministrazione, è vero invece il contrario,
vanno assolutamente ricoperti ruoli importanti se si vogliono raggiungere i risultati
prefissati, ma non deve essere il pensiero principale.

La priorità deve essere imprescindibilmente quella di lavorare per contribuire a dare
una speranza a tutte quelle persone che oggi stanno perdendo la fiducia nei confronti
di tutta la classe politica, convinti ormai del luogo comune che “tanto sono tutti
uguali”.

Noi dobbiamo dimostrare che questo non è vero, ma possiamo indignarci di tale
affermazione solo se sapremo essere davvero diversi dagli altri, e questo lo possiamo
dimostrare solo agendo e comportandoci giorno per giorno in funzione del progetto
alternativo al centro-destra che vogliamo costruire.

Noi che vogliamo migliorare la scuola pubblica, Noi che vogliamo costruire un futuro
migliore per i giovani, Noi che vogliamo dare dignità alla vita delle persone più
anziane, Noi che vogliamo “diritti civili uguali per tutti” e non speciali per qualcuno,
Noi che riteniamo gli immigrati un arricchimento per la società e non persone da
discriminare, Noi non possiamo essere paragonati agli altri: <<NON SIAMO TUTTI UGUALI>>.