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Il nuovo governo della città

Il nuovo governo della città

9 gli assessori, 4 donne e 5 uomini. Mauro Marzucchi vicesindaco
Ceccuzzi: “La Giunta esprime personalità di alto livello”

Il nuovo sindaco di Siena Franco Ceccuzzi ha presentato questa mattina nella Sala delle Lupe di Palazzo Pubblico la sua squadra di governo, composta da nove assessori, quattro donne e cinque uomini. La prima giunta è stata convocata per venerdì prossimo, il primo Consiglio comunale è stato indetto per il 30 maggio.

”La Giunta esprime personalità di alto livello – ha dichiarato Franco Ceccuzzi -, ho cercato di far leva sull’esperienza e sul rinnovamento, alla ricerca dell’equilibrio ottimale per amministrare una città complessa come la nostra”.

Sui primi passi della sua Giunta, Ceccuzzi ha spiegato alcune delle priorità dei primi cento giorni: ”I primi impegni saranno quelli legati all’occupazione, con la firma del ‘Patto per lo sviluppo locale’, all’apertura di un punto di ascolto al Policlinico Le Scotte e alla definizione del coordinamento interistituzionale sull’Università”.

Questa la nuova Giunta:

Mauro Marzucchi vicesindaco con delega al Bilancio

Alessandro Mugnaioli assessore alle Attività economiche, Turismo, Polizia Municipale, Traffico e sicurezza, Protezione civile, Trasporti e Infrastrutture

Alessandro Cannamela assessore alle Politiche Giovanili, Ambiente e aree verdi, Pace e cooperazione internazionale

Lucia Cresti assessore alla Cultura, Attività internazionali, Siena capitale della cultura, Santa Maria della Scala e Partecipazione

Luciano Cortonesi assessore ai Lavori pubblici

Anna Ferretti assessore alla Sanità e ai Servizi sociali

Silvia Lazzeroni assessore al Personale e all’Istruzione

Paola Rosignoli assessore all’Urbanistica e Pari opportunità

Alessandro Trapassi assessore allo Sport, al Patrimonio e al Decentramento

“Scuola” è la parola che disegna il futuro

“Scuola” è la parola che disegna il futuro

Risparmiare sulla semina? “Scuola” è la parola che disegna il futuro. Non è solo un capitolo del Bilancio dello Stato, ma il più  grande investimento sul capitale umano e sul futuro del nostro Paese.

Contrariamente alle impressioni la scuola è un argomento difficile di cui parlare poiché,

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Leali ma non conformisti

Leali ma non conformisti

Pubblichiamo volentieri il documento scritto da alcuni amici pisani, in vista del congresso provinciale. Per il documento è anche stato creato un blog.

La scelta degli organismi dirigenti del partito provinciale è l’occasione per avviare un confronto sui processi che stanno segnando lo sviluppo di questo territorio e sul ruolo che il partito stesso può giocarvi.

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Interpretazione Autentica (ed Infallibile)

Interpretazione Autentica (ed Infallibile)

In queste ore il nostro partito insieme alle altre forze dell’opposizione si sta mobilitando in tutta Italia. Di seguito il testo del decreto.

6 MARZO 2010

Decreto legge recante interpretazione autentica di disposizioni del procedimento elettorale e relativa disciplina di attuazione

ARTICOLO 1
Interpretazione autentica degli articoli 9 e 10 della legge 17 febbraio 1968 n. 108

1.Il primo comma dell’articolo 9 della legge 17 febbraio 1968, n. 108, si interpreta nel senso che il rispetto dei termini orari di presentazioni delle liste si considera assolto quando, entro gli stessi, i delegati incaricati della presentazione delle liste muniti della prescritta documentazione hanno fatto ingresso nei locali del Tribunale o della Corte d’appello. La presenza entro il termine di legge nei locali del Tribunale o della Corte d’appello dei delegati può essere provata con ogni mezzo idoneo.

2.Il terzo comma dell’articolo 9 della legge 17 febbraio 1968 n. 108 si interpreta nel senso che le firme si considerano valide anche se l’autenticazione non risulti corredata da tutti gli elementi richiesti dall’articolo 21, comma 2, ultima parte, del decreto del presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445, purché tali dati siano comunque desumibili in modo univoco da altri elementi presenti nella documentazione prodotta. In particolare, la regolarità dell’autenticazione delle firme non è comunque inficiata dalla presenza di un’irregolarità meramente formale quale la mancanza o la non leggibilità del timbro dell’autorità autenticante, del luogo di autenticazione nonché della qualità dell’autorità autenticante.

3.Il quinto comma dell’articolo 10 della legge 17 febbraio 1968, n. 108, si interpreta nel senso che le decisioni di ammissione di liste di candidati o di singoli candidati da parte dell’ufficio centrale regionale sono definitive, non revocabili o modificabili dallo stesso ufficio. Contro le decisioni di ammissione può essere proposto esclusivamente ricorso al giudice amministrativo solo da chi vi abbia interesse. Contro le decisioni di eliminazioni di liste di candidati oppure di singoli candidati è invece ammesso ricorso allo stesso ufficio centrale regionale, che può essere presentato, entro 24 ore dalla comunicazione, solo dai delegati della lista alla quale la decisione si riferisce.

4.Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle operazioni e ad ogni altra attività relative alle elezioni regionali, in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto legge. Ai fini dell’applicazione del comma 1 la presentazione delle liste può essere effettuata dalle ore 8 alle ore 16 del primo giorno non festivo a quello di entrata in vigore del presente decreto.

ARTICOLO 2
Norma di coordinamento
del procedimento elettorale
1. Limitatamente alle consultazioni per il rinnovo degli organi delle regioni a statuto ordinario fissate per il 28 e 29 marzo 2010, l’affissione del manifesto recante le liste e le candidature ammesse deve avvenire a cura dei sindaci, non oltre il sesto giorno antecedente la data della votazione.

ARTICOLO 3
Entrata in vigore
Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella «Gazzetta Ufficiale» della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. É fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare.

I Cie e il Giardino Dei Sogni

I Cie e il Giardino Dei Sogni

L’intervento di Giancarlo P. all’Assemblea territoriale del 20 febbraio. Premetto che ritengo Enrico Rossi il miglior candidato che il PD potesse esprimere, condivido le priorità evidenziate nell’accordo di coalizione, LA TUTELA DELL’AMBIENTE, IL NO AL NUCLERARE, LA SCUOLA , IL SOCIALE, LO SVILUPPO ECONOMICO, L’ATTENZIONE PER LE POTICHE GIOVANILI

Devo però ribadire, avendolo già fatto in occasione della campagna di ascolto promossa dal PD provinciale, ma molto SPESSO  SI ASCOLTA MA NON SI SENTE,  una critica su un passaggio, a mio avviso importante del programma, e questa è l’occasione giusta per esprimere questa mia perplessità.

Come tutti sapete, l’obiettivo del ministro dell’Interno, è  di aprire nuove strutture: ogni regione dovrà avere un CIE, i Centri per l’identificazione e l’espulsione degli immigrati irregolari. Dall’8 agosto 2009, con l’entrata in vigore della legge n. 94, il termine massimo di permanenza degli stranieri in tali centri è passato da 60 a 180 giorni complessivi.

Attualmente i centri operativi in ITALIA sono 13:

Rossi, in una intervista a L’UNITA’ del 29 gennaio aveva testualmente dichiarato di “NON ESSERE PREGIUDIZIALMENTE CONTRARIO” all’apertura di un centro in Toscana, scatenando le critiche di tutta la Sinistra e non solo, ha successivamente cercato di addolcire tale dichiarazione dicendo di: «Non volere centri di detenzione dove non si rispettano i diritti umani. Sarà fondamentale il ruolo degli enti locali e del volontariato per umanizzare la permanenza degli immigrati limitandone i tempi ed evitare che diventi una carcerazione preventiva. Piccoli centri gestiti in collaborazione con volontariato e mediatori culturali dove gli immigrati privi di documenti possono essere trattenuti nel rispetto della loro dignità, in attesa di essere identificati. E dove, per quelli che sono disponibili ad accogliere eventuali offerte di lavoro, possono essere avviati percorsi di regolarizzazione».

Credo che il GIARDINO DEI SOGNI ipotizzato da Rossi si scontri fatalmente con la legge sul reato di clandestinità introdotto dall’attuale Governo e con una intolleranza sempre più diffusa nel nostro Paese.

Rimango dell’idea che la discussione sul tema “Sicurezza” sia pretestuoso e strumentale, oltre che gonfiato ad arte da chi non vuole che si affrontino i problemi veri e drammatici del nostro Paese, viene usato un problema reale, ma non il principale in questo momento, come diversivo alla tragica situazione economica, alla precarietà del lavoro, alla difficoltà per molte famiglie di arrivare a fine mese, alla mediocrità del sistema scolastico, alla libertà di informazione, alla omologazione del pensiero, alla deriva xenofoba……

Chiedere Sicurezza è un diritto naturale, ma questo termine viene troppo generalizzato e usato spesso in modo improprio, non è la stessa cosa combattere la criminalità o desiderare un lavoro sicuro, non è la stessa cosa difendere la propria incolumità o difendere i propri privilegi, a tal proposito prendo a prestito uno spezzone dell’articolo che Don Luigi Ciotti ha scritto recentemente per L’Unità, lo cito testualmente, è a mio parere molto significativo:

-È come se ci sentissimo tutti su una nave in balia delle onde, e sapendo che il numero delle scialuppe è limitato, il rischio di affondare ci fa percepire il nostro prossimo come un concorrente, uno che potrebbe salvarsi al nostro posto. La reazione è allora di scacciare dalla nave quelli considerati “di troppo”, e pazienza se sono quasi sempre i più vulnerabili. La logica del capro espiatorio – alimentata anche da un uso irresponsabile di parole e immagini, da un´informazione a volte pronta a fomentare odi e paure – funziona così. Ci si accanisce su chi sta sotto di noi, su chi è più indifeso, senza capire che questa è una logica suicida che potrebbe trasformare noi stessi un giorno in vittime-

Ecco, io vorrei risolvere il problema aumentando il numero delle scialuppe e non diminuendo coloro che ne potrebbero usufruire, vorrei creare tutti i presupposti per una sempre più larga integrazione e convivenza civile, chi vive ai margini ed è continuamente offeso nella propria dignità ha molte più probabilità di delinquere, i CIE non possono in nessun modo rappresentare una scialuppa di salvataggio, al contrario sono luoghi di ingiustizia sociale che fomentano la violenza.

La Toscana si è sempre detta contraria a questi centri, ribadendolo anche con una recente legge regionale sull’immigrazione, se discontinuità ci deve essere con il passato, è bene che ci sia sulle cose sbagliate, per cercare di migliorarle e non su quelle giuste, la solidarietà, la tolleranza, l’accoglienza, l’istruzione aiutano sicuramente di più di una detenzione inumana, anche se in un “piccolo Centro”, come vorrebbe Enrico Rossi.

Sul sito web di Enrico Rossi Presidente è pubblicata una campagna di comunicazione e partecipazione dal titolo: “LA TOSCANA CHE VOGLIO” , dove ogni cittadino può inserire un proprio commento, ebbene il primo commento postato è di una ragazza di nome Linda e recita così: “La toscana che voglio non discrimina. la toscana che voglio guarda e agisce con gli occhi di un bambino. fa bilanci di genere (bambino, anziano, uomo, donna).
la toscana che voglio ha la priorità di riconoscere e difendere i diritti degli immigrati e di chi è discriminato”

Sono personalmente convinto che se il 30 novembre del 1786  in Toscana ci fossero stati i Centri di Identificazione ed espulsione, oggi con ogni probabilità non festeggeremo in quella data soltanto l’Abolizione della pena di morte, ma sicuramente anche la soppressione dei CIE.

Io non vorrei che tra qualche anno il mio partito  venisse ricordato per essere stato il primo ad istituire i CIE nella mia “civilissima e accogliente” regione.

(Intervento di Giancarlo Pagliai all’Assemblea provinciale del PD di Siena in data 20 febbraio ’10)

Nella foto il centro di identificazione e espulsione che orge tra l’aeroporto di Fiumicino e la Fiera di Roma. Altre foto del centro sono visibili qui


Cartoline da Orvieto – 1

Cartoline da Orvieto – 1

di  Luigi D. Siamo tornati dalla due giorni di Orvieto, di cui hanno parlato l’Unità, Libero, la Stampa, il Riformista e per un mezzo rigo la Repubblica. Potete trovare la rassegna stampa e l’intervento di Ignazio Marino sul sito http://www.ignaziomarino.it/. Raccolte le idee e letti i resoconti dei giornali, cerco di illustrarvi cosa è stato detto. La Mozione Marino, ovvero la ex Mozione Marino, per come è stata definita nei due gg di Orvieto, si è trasformata nell’associazione “cambia l’Italia”, secondo la definizione data dall’Unità, ovvero secondo l’Area Marino, secondo quanto riportato dal Riformista. Andando con ordine: 1) ci siamo dati una struttura centrale che organizzativamente fa capo a Michele Meta, ed un portale che funzioni da rete di comunicazione:http://www.cambialitalia.it/.

Per una mozione che pesca tra movimenti e associazioni, fino quasi ad essere essa stessa un movimento, darsi una struttura e far convivere senza eccessive fibrillazioni un’anima molto spontaneista ed un’anima molto partitica, non è cosa da poco. Chiedere, come ha fatto Marino, maggiore coinvolgimento all’interno del PD, sollecitarci a non rifuggire le battaglie elettorali, sia amministrative che partitiche, vuol dire nella sostanza, formare una “specie di corrente” dentro il PD.  Una “specie di corrente” che cerchi tuttavia di portare nel PD pezzi di società e istanze nuove e diverse da quelle già presenti; che voglia essere cioè qualcosa di ben definito negli argomenti, ma di indefinito nelle appartenenze. Ovvero, alla fin fine, essere “una specie di corrente” che fa l’esatto contrario di quello che farebbe una corrente, dove le appartenenze sono ben definite e le argomentazioni molto variabili.

Dunque, per non perderci nelle definizioni, una parte del PD che si identifica nel modo di essere di Marino, che è un po’ dentro e un po’ fuori dagli schemi dell’attuale PD; e che inevitabilmente guarda alle aree politiche impersonificate da Emma Bonino e Nichi Vendola, figure a loro volta rappresentative di valori ben più ampi di quelli rivendicati dai Radicali e da Sinistra e Libertà (o forse soltanto persone coerenti con i propri valori..). Un’area del PD che ha molte affinità con l’area politica dell’Idv, e forse molte meno con Di Pietro..Un’area dove rimane naturale assumere dei “sì” e dei “no” ragionati, ma pur sempre dei “sì” e dei “no”. Se il PD fosse un partito ben definito,  maturo nei suoi contenuti, in cui è effettivamente avvenuta una sintesi tra culture e tradizioni diverse, potremmo pensare che l’area Marino oppure “cambia l’Italia” ha un ruolo di confine, perché si pone a cavallo del partito facendosi portatrice delle istanze più moderne che salgono dalla società. Essa è invece l’area della sinistra che perfettamente incarna il concetto di Partito Democratico e che, nella sostanza, restaura le assi portanti del vecchio Ulivo, dove culture politiche diverse intersecavano il bisogno di cambiamento del paese e la disponibilità di ampie fasce della popolazione, a farsi carico delle difficoltà del cambiamento. Forse non è un caso che D’Alema, Bertinotti ed i politici più conservatori e più legati alle rendite di potere interne alla sinistra siano agli antipodi dell’area Marino.

La bussola per “cambiare l’Italia” è regolata dalla questione dei diritti civili, delle regole del mercato del lavoro, della tutela dell’ambiente, la difesa del diritto all’istruzione. Queste sono le nostre parole d’ordine; su queste noi saremo “associazione”, appoggeremo i movimenti in atto nella società, sfideremo la pesantezza e la poca coerenza che spesso hanno caratterizzato il PD. E a ben vedere, in ognuna di queste parole si riflettono i doveri imprescindibili per poter rivendicare i diritti con coerenza. La battaglia per un approccio laico alle leggi che investono la sfera privata, il chiaro “no” al nucleare, le proposte per i contratti di lavoro di una società profondamente diversa e più ingiusta di quella che della generazione precedente, hanno spostato i temi del dibattito congressuale del PD. Questi temi sono adesso affrontati in Parlamento, e chi ha vinto il congresso del PD sostanzialmente in nome della preservazione di un partito antico, si trova adesso ad affrontarli impreparato e spesso in affanno rispetto alle logiche insensate del governo.

Non tutto è chiaro su come procederemo e su quale sarà l’approdo del dibattito interno all’area Marino. Su molti aspetti dovremo riflettere al nostro interno e cercare di conciliare posizioni diverse. Sul territorio nazionale l’area Marino si darà coordinamenti regionali e ampia libertà di strutturarsi a seconda delle nessità/possibilità locali. In Toscana, Daniela Lastri formerà un coordinamento, e Simone Siliani ha garantito la continuazione del suo impegno politico/organizzatico per far crescere l”area Marino nella nostra regione. Iniziamo la navigazione dunque, senza la certezza dell’approdo finale, ma con la voglia di fare un viaggio insieme ad altri compagni. Ed in definitiva, con la convinzione che il tragitto sarà molto interessante.

Risultati Congressi Siena


Leggi il commento nel sito del coordinamento regionale.

Commento ai risultati in Valdichiana

val-di-chiana-senese1di Giancarlo Pagliai
In provincia di Siena e nel Comune di Montepulciano si sono conclusi i Congressi di Circolo del PD per eleggere i candidati alla segreteria nazionale e regionale che si confronteranno nelle Primarie del 25 ottobre, c’ è stato a mio avviso un confronto serio, sereno e costruttivo in tutto il percorso congressuale, basato sulle proposte e sulle idee e mai sullo scontro tra posizioni , anche se ovviamente per certi aspetti diverse, e questo sarà sicuramente un contributo prezioso per il futuro Segretario, chiunque esso sia, che guiderà il PD.

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Chi Siamo

marino_soloSiamo un gruppo di cittadini che abita nel territorio di Siena e provincia. Ci siamo uniti spontaneamente attorno alla candidatura di Ignazio Marino a Segretario del PD perché crediamo nel cambiamento e nelle sue proposte innovative. Dopo il primo incontro a San Giuliano Terme, dove è nato il coordinamento toscano ci siamo incontrati più volte come senesi ed abbiamo eletto Claudio Lucii come coordinatore provinciale.

Abbiamo organizzato un primo incontro il 1 settembre con Daniela Lastri e Simone Siliani, ed abbiamo portato Ignazio Marino a Siena il 25 settembre. Ci siamo presentati nei congressi di circolo e successivamente alle primarie del PD. Abbiamo eletto sette rappresentanti all’Assemblea regionale ed uno all’Assemblea nazionale. Abbiamo partecipato al percorso unitario per i congressi provinciale e locali della nostra provincia.

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La Mozione Marino si incontra anche in Valdichiana

Ancora nuovi incontri per la i sostenitori della mozione Marino nella
nostra provincia.
Dopo il coordinamento di Colle di Val d’Elsa e quello di Poggibonsi,
presso il circolo PD di Sinalunga si è costituito formalmente il
coordinamento della Valdichiana.
Ne fanno parte tra gli altri Silivia Baldo, Raffaella Carta, Nelida
Cateni, Nico Guerrini, Giancarlo Pagliai, Massimo Zanelli che faranno
da referenti per le attività congressuali e le assemblee della zona,
in collaborazione con gli altri sostenitori di Marino di questa area
della nostra provincia che hanno dato la disponibilità a lavorare.