di Leonardo Boschi
A Colle di val d’Elsa, paese in cui vivo, il PD rispetto alle elezioni europee del 2009 ha guadagnato quasi il 5% raggiungendo il 51% e ciò potrebbe far sembrare tale risultato un elemento positivo e frutto di una buona campagna elettorale messa in campo dal PD colligiano in questi ultimi mesi. All’interno della realtà colligiana ci sono poi alcune zone (Quartaia, Castel S.Gimignano e Gracciano) in cui il PD sfiora il 60% mentre in altre realtà (Castello, Colle Bassa 1 e Campolungo) dove addirittura è sotto il 45%, tuttavia nel suo complesso il risultato sembrerebbe positivo. Continuando a parlare in termini percentuali abbiamo un elemento nuovo su cui riflettere e questo è rappresentato dall’avanzamento dell’IDV che senza avere fatto alcun tipo di campagna elettorale è passato dal 7% al 9% raggiungendo picchi del 12/13% nelle sezioni di Castello, La Badia e L’Agrestone e quindi andando ad attingere nell’elettorato di tutto il centrosinistra colligiano imponendosi così come seconda forza della coalizione e come terzo partito colligiano. Un elemento di notevole preoccupazione è a mio avviso rappresentato dal costante incremento dei voti della Lega Nord che ha raggiunto ormai il 7% con punte del 18% nel quartiere de La Badia. Se dall’analisi delle percentuali ci spostiamo al conteggio dei voti c’è a mio avviso poco di cui essere felici poiché vediamo che ad esempio il PD in meno di un anno ha perso oltre 800 voti e che l’incremento in termini percentuali è dovuto al fatto che l’astensione ha maggiormente penalizzato gli altri partiti (-1.094 voti del PDL) piuttosto che ad un recupero del PD e che in realtà l’unico partito ad incrementare i voti è l’IDV (+44 voti) e ciò nonostante un calo di circa 2.000 votanti nell’intero paese. Un altro elemento sui cui riflettere sono i 451 voti dati solamente al candidato alla presidenza Enrico Rossi che rappresentano oltre il 4% dei voti totali e che stanno ad indicare una disaffezione verso i partiti politici da parte degli elettori e ciò non riguarda solo il nostro paese, ma in misura maggiore anche tutto il resto della regione. Quest’ultimo elemento dovrebbe forse farci riflettere sulla bontà della legge elettorale della Toscana dove non si possono scegliere i candidati al consiglio regionale poiché “imposti” dai partiti mentre la gente vuole avere la possibilità di scegliere le persone e quindi dare le preferenze come dimostrato da voti dati solamente al candidato presidente e che riguardano tutti i candidati.
Passando ad analizzare la situazione nazionale lo scenario è molto più difficile e preoccupante poiché se usciamo dalla Regione Toscana, dove il centrosinistra ed in particolare il PD, hanno dimostrato di tenere e di vincere grazie anche al notevole incremento di voti dell’IDV (che anche a livello regionale rappresenta il secondo partito della coalizione ed il terzo partito regionale), in quasi tutte le regioni perdiamo consensi e anche dove vinciamo la flessione è notevole e spesso a vantaggio della Lega Nord e/o del movimento cinque stelle di Grillo. La cosa grave è constatare che perdiamo non solo in regioni dove obbiettivamente non abbiamo governato bene (Campania e Puglia) e quindi dove era prevedibile una sconfitta, ma anche in Piemonte dove la Bresso aveva governato bene rappresentando al meglio la cultura laica, progressista ed ecologista. Le uniche sorprese positive, indipendentemente dall’esito finale, provengono dalla Puglia e dal Lazio, dove Vendola è riuscito a vincere di nuovo a furor di popolo e dove la Bonino nonostante la difficilissima situazione di partenza dovuta alle dimissioni di Marrazzo ha costretto a vincere al fotofinish la Polverini. Il motivo per cui la situazione è preoccupante è dovuta al fatto che in queste due ultime regioni i candidati non sono del PD e nel caso di Vendola in prima battuta era stato addirittura osteggiato dal PD. Tutto questo ci deve far riflettere poiché è mia opinione che in questo momento al PD manchino sia delle figure carismatiche nuove, dal momento che non possiamo continuare a mostrarci con la Bindi, la Turco o La Torre (come vedete non cito D’Alema), sia un progetto politico chiaro e nuovo sulla falsa riga di quello pugliese, che sta coinvolgendo molte persone e tra essi anche molti giovani, e perché no di quello della nostra amata Toscana. Stiamo continuando ad inseguire possibili alleanze con il centro ancor prima di parlare di programmi politici, quando poi in realtà l’alleanza con l’UDC, fatta eccezione per la Liguria e le Marche, non mi sembra che abbia dato grandi risultati e contemporaneamente a sinistra o presunta tale continuano a moltiplicarsi le liste che ci sottraggono voti ed in alcuni casi ci impediscono di vincere come in Piemonte con il candidato di Grillo. Io credo che dovremmo iniziare realmente a rinnovare la classe dirigente di questo partito ed iniziare a lavorare ad un progetto politico nuovo di medio periodo, che fino a qui non abbiamo avuto, che sia comprensibile e chiaro per le persone e che non sia visto solo come un gioco di potere. Se non andremo in questa direzione temo realmente che il nostro partito subisca una lenta implosione e così come sta avvenendo al Nord dove stiamo scomparendo piano piano ci riduciamo ad essere una piccola realtà politica di alcune regioni del centro Italia quando invece la Lega Nord sta diventando sempre più una realtà politica con connotazioni xenofobe e fortemente conservatrici che non incarna più il solo voto di protesta del Nord, ma sta diventando una realtà politica nazionale. Credo che questo rinnovamento del nostro partito debba necessariamente partire dal basso e quindi dalle realtà comunali e territoriali e pertanto credo che i congressi di primavera rappresentino una ottima opportunità da cogliere per avviare questo processo di rinnovamento.