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Il valore delle primarie: patto intoccabile tra democratici e cittadini

Il valore delle primarie: patto intoccabile tra democratici e cittadini

di Ivan Scalfarotto
(da l’Unità di oggi)

Da qualche giorno serpeggia nel PD il timore che la prossima Assemblea Nazionale possa votare modifiche statutarie che indeboliscano le primarie. L’allarme è stato lanciato da Salvatore Vassallo con un’email che si è diffusa in rete con un effetto a valanga che non mi ha certamente sorpreso. Le primarie costituiscono la parte più preziosa del DNA del Partito Democratico. Non tanto in sé, come rito catartico o usanza tribale, ma come elemento rappresentativo di ciò che più e meglio incarna l’essenza stessa di quello che è stato il progetto che ha dato vita al partito e che tante speranze e aspettative ha sollevato in tanta parte del Paese. Le primarie hanno un valore così caro al cuore dei democratici perché esse sono il modo in cui si declina e si materializza quell’apertura del partito nuovo alla società che è il motivo stesso per cui il PD è nato.

Un partito aperto, un partito il cui senso è superare il confine artificiale tra politica e società civile, un partito i cui circoli sono luoghi accoglienti e dove più si è meglio si sta (non il contrario), un partito che rappresenta uno strumento semplice e accessibile per il cittadino che decida di donare parte del proprio tempo alla comunità: è per questo che abbiamo fondato il PD. Non è stato un parto semplice, archiviare la storia dei partiti e le storie di vita di tanti militanti non è stato certamente un sacrificio banale da compiere, eppure la promessa che gli ultimi congressi dei DS e della Margherita fecero al Paese era proprio questa: riempire il vuoto e la distanza tra la politica e il paese, provare a tendere la mano ai tanti italiani che vivevano la politica come qualcosa di estraneo e di altro da sé, offrire uno strumento che interpretasse la complessità dei nostri tempi flettendosi all’esterno e provando ad andare incontro al Paese, invece di aspettare che per necessità o per mancanza di alternative il Paese si decidesse ad andargli incontro.

Tutto questo hanno finito col rappresentare le primarie: milioni di italiani che con la loro partecipazione civile hanno affermato il desiderio di contribuire al destino delle idee di progresso, di modernizzazione, di inclusione che tanta fatica hanno fatto in questi anni a trovare forza e cittadinanza in Italia. Qualsiasi cosa si decida in Assemblea, bisognerà ricordare che quel solenne patto di apertura sta al PD come i principi fondamentali della Costituzione stanno alla nostra Repubblica. Fondamentale come una pietra angolare, intoccabile come un pilastro.

In Assemblea

In Assemblea

Comincia oggi la nostra due giorni democratica. I Sottomarini Senesi saranno presenti sia all’Assemblea nazionale che a quella regionale. Tra le decisioni che saranno prese questo fine settimana vi sono la formazione della Direzione nazionale e regionale e le scelte locali in vista delle primarie in vista delle elezioni regionali.
Lunedì invece i nostri sono invitati alla riunione della direzione provinciale, allargata agli eletti alle assemblee nazionale e regionale del PD. Infine venerdì 13 novembre saremo presenti all’Unione comunale del PD di Siena. Vi terremo informati.

Avanti senza correnti e seguendo il “metodo Marino: laicità e coerenza”.

Avanti senza correnti e seguendo il “metodo Marino: laicità e coerenza”.

Le proposte dei sottomarini.
Mentre la crisi economica sembra battere con più violenza nella nostra provincia, si delinea anche il quadro di riferimento politico del PD, che come forza di governo deve giornalmente elaborare strategie di contrasto alla crisi. Le primarie del PD si sono inserite in questo contesto, e onestamente, dobbiamo riconoscere ai molti che si sono spesi per le mozioni, si sono calate nel tessuto delle nostra provincia, ed hanno cercato di produrre una discussione che partisse dal merito delle questioni e dei problemi. Sono state dunque un momento vero di discussione su temi di valore nazionale, ma anche su temi puramente locali. Io ho sostenuto la candidatura di Ignazio Marino, che ha ottenuto un buon risultato a Siena e in tutta la Toscana. Molti di noi “marinai”non si aspettavano che così tanta gente a Siena ed in Italia andasse a votare per Ignazio Marino, che trascurasse gli oggettivi limiti della nostra proposta sul territorio, della nostra visibilità su molte questioni, in fin dei conti, della nostra poca forza organizzativa. In politica l’organizzazione conta, e molto. Tuttavia, con Ignazio Marino e attraverso la nostra proposta hanno contato le idee, il progetto, la prospettiva di un partito diverso, più umano perché più vicino alla voglia di politica delle persone; in definitiva di un partito più disposto ad approfondire la complessità delle questioni e meno a barcamenarsi con i posizionamenti tattici, fatti per non scontentare nessuno. Facendo volantinaggio (grazie per la pazienza alla sorveglianza dei supermercati….ma si vede che volantinare a 40 anni fa un po’ pena, oppure tenerezza..) ho potuto vedere la disponibilità al confronto delle giovani coppie, delle mamme con le buste in mano, degli anziani simpatici e solidali (che però ci dicevano avrebbero votato Bersani). Evidentemente esiste una politica che non genera disgusto e nemmeno aspettative di ricompensa. Almeno a Siena ho percepito che è così, anche se troppe volte il mandato che gli elettori hanno conferito alla sinistra senese non si è poi tradotto nelle speranze che vi erano state riposte. Nell’intervento all’assemblea nazionale dell’11 ottobre Marino ha elencato con chiarezza le sue priorità: formazione, ambiente , diritti. Noi ripartiamo da qui e cerchiamo di ampliare questi punti programmatici imprescindibili, adattandoli al momento di crisi che stanno vivendo il territorio senese ed alcune delle sue istituzioni. Ci sono infatti diversi modi di essere di sinistra. Noi abbiamo deciso di essere, o almeno provare ad essere, la sinistra che finito il congresso non sia ostaggio di correnti o di nostalgie, ma che abbia l’orgoglio del “metodo Marino”, quello delle scelte fatte secondo il ”metodo della laicità e della coerenza”. Chi vorrà seguire questo metodo, troverà in noi degli interlocutori aperti ed affidabili. E chi per primo, soprattutto fra chi dirige e governa, vorrà seguire questo metodo, innescherà un effetto domino nella società senese che gli verrà riconosciuto per il futuro. Il metodo Marino è quello di affrontare la regolamentazione del mercato per aumentare le possibilità di crescita per tutti gli attori sociali, per aumentare, quindi, l’uguaglianza e la libertà, scommettendo sulle competenze e sulla conoscenza; quello di incoraggiare l’economia agricola di qualità della nostra provincia guardando al valore del lavoro delle persone prima ancora del valore dei prodotti; è quello di alzare lo sguardo verso il mondo dei precari della scuola e dell’università senza snobbarli perché non hanno rappresentanza; è quello di incoraggiare la meritocrazia delle capacità e non il privilegio dei titoli legali. Discutere insomma a viso aperto e cercare il confronto per dare una forma migliore al significato del fare politica, ed in fine dei conti, qui, a Siena, dare una forma migliore al Partito Democratico, ai circoli, al ruolo dei militanti. Noi discuteremo con chi vorrà confrontarsi con noi su queste basi e cercheremo di dare impulso alla larga parte del PD che si ritrova nei valori espressi dalla nostra mozione e che magari, alle primarie, ha preferito votare per un altro segretario. L’unanimismo, in particolare cercato a livello regionale, non è utile al nostro partito, ma la conflittualità, spesso strumentale e fine a se stessa, è persino peggiore. E comunque, disse Confucio: è più vergognoso non fidarsi dei propri amici, che venire traditi da essi.

Luigi Dallai Assemblea Nazionale

Una domenica d’autunno. Analisi del voto

Una domenica d’autunno. Analisi del voto

Mentre stanno divenendo definitivi i dati delle primarie di domenica 25 ottobre cominciano ad arrivare le prime riflessioni sul voto.
Prima di analizzare il dato nazionale e quello locale è però necessaria una premessa. Spesso ci sentiremo dire che dire che la mozione Marino ha preso voti da una o dall’altra mozione. Si tratta di un errore perché è più corretto dire che le tre mozioni sono cresciute diversamente rispetto ai voti del congresso. Anzi solo la mozione Marino è cresciuta in rapporto alle altre due mozioni, questo perché non doveva convincere gli elettori delle altre mozioni bastava trovarne di nuovi. Come mozione, ne abbiamo trovati molti e, credetemi, abbiamo fatto il massimo per quanto siamo (s)conosciuti. Veniamo ad una breve analisi del voto:

Veniamo ad una breve analisi del voto:

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Il risultato della mozione Marino un successo per il PD

Il risultato della mozione Marino un successo per il PD

La grande ed inaspettata partecipazione alle primarie di domenica scorsa con quasi tre milioni di cittadini al livello nazionale ed oltre 30 mila al livello provinciale rappresenta un successo inequivocabile per il Partito Democratico. Da oggi le primarie, spesso criticate nei congressi di circolo, riemergono come le fondamenta su cui è costruito il Partito Democratico; ed ora che queste fondamenta si sono rivelate ancora solide difficilmente verranno demolite.

Dunque, il PD resterà ancora il partito che “affida alla partecipazione di tutte le sue elettrici e di tutti i suoi elettori le decisioni fondamentali che riguardano l’indirizzo politico, l’elezione delle più importanti cariche interne, la scelta delle candidature per le principali cariche istituzionali.”

Il PD resterà anche un partito vero, inteso come una comunità di donne e uomini che si incontrano nel nome di valori comuni e per il bene del nostro paese.

Franceschini, una volta consegnata la vittoria nelle mani di Bersani ha allontanato l’ulteriore sfida interna che si profilava all’orizzonte e che avrebbe visto probabilmente l’Assemblea nazionale chiamata a decidere le sorti della segreteria con una conta di delegati piuttosto che con un vero confronto di idee.

Il partito che esce dalla consultazione di domenica è dunque un partito più forte perché ha dimostrato di essere ancora capace di mobilitare il paese.

La Mozione Marino, a Siena come nel resto d’Italia, si rafforza rispetto al risultato dei congressi di circolo e si rivela essere l’unica che cresce dal confronto con gli elettori. Anche questa crescita deve essere letta come un bel risultato per il PD che ha dimostrato di saper raccogliere consenso anche intorno a persone nuove alla politica e a temi che da oggi entreranno nel suo DNA.

Primarie a Siena. Primi Commenti

Primarie a Siena. Primi Commenti

Le nostre liste si confermano terze sia al nazionale  sia al regionale dove superiamo la lista “Democratici Made In Toscana per Manciulli” e quella  ”Con David Sassoli Semplicemente Democratici Per Franceschini per Agostino Fragai”.

In entrambi i casi superiamo di qualche punto decimale il 10%. Nella provincia di Siena oltre 3200 cittadini hanno dato fiducia al progetto di Ignazio Marino e Simone Siliani e soprattutto hanno dato fiducia ai nostri candidati.

Mentre manca ancora la certezza sull’elezione di Luigi Dallai all’Assemblea nazionale, siamo certi dell’elezione dei primi sei candidati della nostra lista regionale:

Sabrina Benenati, Francesco Carnesecchi, Giuliana De Angelis, Leonardo Boschi, Marta Banchi, Bruno Melani.

Guida alle Primarie

di Stefano Minguzzi via iMille

QUANDO SI VOTA

Domenica 25 ottobre dalle ore 7.00 alle ore 20.00 (attenzione! torna l’ora solare).

CHI VOTA

Pos­sono votare tutti i cittadini in pos­sesso dei diritti di voto (tes­sera elettorale). Votano anche chi ha compiuto i 16 anni (documento di identità). Inoltre pos­sono votare anche gli studenti fuori sede e gli extracomunitari in pos­sesso di permesso di soggiorno.

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Chi Siamo

marino_soloSiamo un gruppo di cittadini che abita nel territorio di Siena e provincia. Ci siamo uniti spontaneamente attorno alla candidatura di Ignazio Marino a Segretario del PD perché crediamo nel cambiamento e nelle sue proposte innovative. Dopo il primo incontro a San Giuliano Terme, dove è nato il coordinamento toscano ci siamo incontrati più volte come senesi ed abbiamo eletto Claudio Lucii come coordinatore provinciale.

Abbiamo organizzato un primo incontro il 1 settembre con Daniela Lastri e Simone Siliani, ed abbiamo portato Ignazio Marino a Siena il 25 settembre. Ci siamo presentati nei congressi di circolo e successivamente alle primarie del PD. Abbiamo eletto sette rappresentanti all’Assemblea regionale ed uno all’Assemblea nazionale. Abbiamo partecipato al percorso unitario per i congressi provinciale e locali della nostra provincia.

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