Di Francesco Bellumori
Tra poco più di un mese saremo chiamati a votare per i referendum. Ancora non sappiamo, se ci potremo esprimere o meno sul quesito riguardante l’abrogazione della norma, che reintroduce la possibilità di costruire centrali per la produzione di energia nucleare.
Il Governo attraverso le parole del premier e ribadite ieri dal ministro Romani, ci ha dato conferma di quello che già in molti sospettavamo, e cioè che questa moratoria altro non fosse che un escamotage, un espediente per aggirare il referendum.
Il premier ha detto: “se fossimo andati oggi al referendum, non avremmo avuto il nucleare in Italia per tanti anni”.
Mi chiedo allora che fine abbia fatto “il consenso popolare”, con cui tanto si riempe la bocca, quando gli viene sbattuta in faccia la realtà dei numeri alla Camera e del fatto che oramai il Parlamento non svolge quasi più l’attività legislativa.
Il nostro partito si è impegnato e si stà impegnando in questa battaglia per il NO al terzo quesito referendario, quello appunto sul nucleare.
La posizione del PD sul nucleare e sulla produzione di energia, è stata ribadita anche in documenti votati dall’assemblea nazionale, le priorità sono:
- l’efficienza e il risparmio energetico;
- la modernizzazione delle reti di distribuzione;
- lo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili.
Vi sono inoltre
- il sostegno alla ricerca e all’innovazione dell’offerta a prezzi più concorrenziali
e credo che a queste priorità nessuno possa dirsi contrario.
In più è aggiunto
- l’impegno nell’attività di ricerca per nuove tecnologie nucleari in grado di risolvere i problemi legati alla sicurezza e alle scorie radioattive, le cosiddette centrali di quarta generazione.
Perchè nessuno può venirci a dire che il nucleare è un’energia pulita, perchè le scorie dove le mettiamo? dato che in più di cinquant’anni di utilizzo delle centrali nucleari, nessuno stato al mondo ha definito una soluzione per lo stoccaggio finale delle scorie radioattive.
Non sono contrario all’energia atomica a priori, ma come ha detto Eugenio Scalfari in una sua intervista: “il nucleare comporta rischi, se fosse fondamentale per i nostri approvvigionamenti di energia forse voterei a favore, ma è estremamente costoso e non è affatto fondamentale, nè come prezzo nè come quantià e quindi, non essendo necessario, prevale la considerazione del rischio”.
I reattori previsti dal piano del Governo sono di terza generazione avanzata, e per il momento non esistono centrali funzionanti di questo tipo, ma solamente due in fase di costruzione.
Questa tipologia di centrali produce scorie ancora più radioattive e ha bisogno di quantità d’acqua assai maggiori, questo porta ad individuare tra i siti già presenti quello di Montalto di Castro, tra i più idonei, andando però a sostituire la centrale termoelettrica più potente d’Italia.
Dobbiamo puntare sulla riduzione della nostra dipendenza energetica dall’estero e investire soprattutto nell’insieme di fonti energetiche rinnovabili, come acqua, vento, sole e biomasse.
Investire significa anche e soprattutto ricerca, che deve essere svolta con gli strumenti necessari e supportata con fondi adeguati. Questo governo invece si stà muovendo in direzione contraria, non solo togliendo fondi alla ricerca, ma anche tagliando i finanziamenti per le rinnovabili, questo porterà secondo le stime alla perdità di 120.000 posti di lavoro, all’interno di un contesto come quello italiano già falcidiato dalla crisi.
L’unica soluzione al bieco ripiego sul nucleare, è la ricerca, ricerca per lo sviluppo di nuove tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Ma l’energia che intendo non è solo quella prodotta, ma soprattutto quella dei ricercatori e dei ragazzi che intendono avviare percorsi di studio in questo settore, i quali devono essere incentivati e messi nelle migliori condizioni di svolgere i loro studi, perchè proprio il loro lavoro sarà fondamentale per superare questa “non soluzione”, rappresentata dal nucleare e per un futuro non più caratterizzato dal vile inquinamento dell’ambiente che ci circonda e in cui viviamo.
Quindi concludo con una citazione di uno dei più importanti intellettuali e non solo, che abbiamo avuto in Italia: “Istruitevi, perchè avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza”.
*Foto Edgar Barany







