Domenica 12 dicembre, il giorno successivo alla manifestazione del PD a Roma, si è tenuto presso il circolo Arci del Ruffolo l’incontro dal titolo “la politica come servizio civico”.
La questione di fondo affrontata nel dibattito coordinato da Francesco Carnesecchi è stata il rapporto tra politica e cittadini, rapporto che tocca alcuni dei temi più discussi nel nostro paese, come il ricambio della classe dirigente, la partecipazione dei cittadini nella scelte pubbliche, il rapporto tra eletti ed elettori.
Il primo intervento è stato di Pippo Civati, che partendo dalla propria esperienza di blogger ha affrontato la questione dei nuovi media e della comunicazione del PD con uno sguardo ironico e un po’ disincantato. Non sono mancate le critiche ad un partito che non è capace di coinvolgere un elettorato stanco che preferisce l’astensione o è tentato dall’offerte protestataria di un Beppe Grillo.
A seguire l’intervento di Franco Ceccuzzi, incentrato sul rapporto tra parlamentari e cittadini e che ha toccato anche una delle questioni più discusse in questi giorni: in frequenti cambi di casacca dei parlamentari nelle democrazie moderne non esiste un vincolo di mandato, ma devono comunque esserci dei meccanismi di scrutinio degli eletti da parte degli elettori. Quello del rapporto eletti elettori è ancora più problematico nei partiti a guida personalistica e caratterizzati da una bassa democrazia interna come l’IdV e la Lega, ha spiegato Ceccuzzi.
I partiti politici devono essere capaci di coinvolgere i territori e gli amministratori in un dialogo continuo, ma la politica non può separarsi dalle proposte concrete, punto su cui ha insistito Niccolò Guicciardini, che richiamandosi al discorso di Bersani a Roma ha messo sul tavolo alcune delle idee del PD sul nostro paese.
Un dei temi più attuali è il rapporto tra cittadini e ambiente, anche alla luce delle nuove forme di partecipazione e protesta, quali i comitati di territorio. Su questo argomento è intervenuto Luigi Dallai affrontando questioni di livello nazionale e locale, quali ad esempio la nascita del movimento che ha raccolto le firme per una legge che regolamenti la gestione delle reti idriche, oppure la nascita di comitati locali, quali ad esempio quello contro l’ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano. Entrambi i casi sono stati caratterizzati dall’insufficiente capacità delle istituzioni e dei partiti politici nel coinvolgere i cittadini, determinando il radicalizzarsi di posizioni almeno in parte conciliabili.
Oggi nelle città l’elettorato è più maturo e distaccato, la sfida che si pone di fronte ai partiti è dunque nuova e più difficile, un temo su cui è intervenuto il vice segretario cittadino Alessandro Trapassi.
Naturalmente non sono mancati gli interventi dal pubblico e alcune riflessioni sul momento politico nazionale e sulle scelte del PD. Civati ha insistito sulla necessità di elezioni primarie per definire i rappresentanti del nostro partito a livello parlamentare e amministrativo; Ceccuzzi ha spiegato che allo statuto di un partito si può derogare sulla base di una discussione politica condivisa, ma che le modalità dell’azione politica devono rispondere a quelle di un servizio civico ed essere svolte all’interno di un quadro di valori ben definito.
La mattinata di politica si è conclusa con un pranzo preparato dai militanti del circolo del Ruffolo coordinati da Romolo Lenzi, a cui va tutta la nostra gratitudine. Pippo Civati si è intrattenuto con i cuochi ed ha avuto modo di apprezzare il calore del nostro circolo. La discussione politica si è protratta anche in cucina, segno che la buona politica si sostanzia di rapporti umani oltrechè di incontri formali.





