di Giancarlo Pagliai
Esiste ancora la capacità di indignarsi? A mio avviso è troppo blando il rumore e l’indignazione dei cittadini rispetto a situazioni e scelte scellerate effettuate dall’attuale Governo.
Come è possibile accettare la dichiarazione di “tutti” i telegiornali nazionali secondo i quali è stato un grande senso di responsabilità quello che ha spinto il neo-ministro Brancher a rassegnare le proprie dimissioni davanti ai giudici di un Tribunale, Tribunale nel quale “si trovava per una casualità dovuta al fato”.
Come è possibile accettare con una sorta di arrendevolezza la gabella del pedaggio sui raccordi Autostradali in base ad una percorrenza presunta, il richiamo al Medio Evo mi sembra appropriato, una rivoluzione culturale sarebbe opportuna e necessaria, ma quanti sono disposti a farla??
Quanti percepiscono il pericolo che può arrivare per la nostra democrazia dal bavaglio messo all’informazione dalla assurda legge sulle intercettazioni?
Ancora una volta appare chiara l’anomalia italiana, dove un Presidente del Consiglio è possessore di quasi tutti i mezzi di informazione e ne manipola quotidianamente le notizie da dare ai cittadini, tanto da creare un appiattimento generale e una sorta di soap-opera dove tutto sembra andare bene.
Difendiamoci da questa sorta di sonnifero culturale creando dibattiti e confronti su temi importanti quali sono il lavoro, l’ambiente, i diritti civili, l’informazione, la cultura; combattiamo quotidianamente l’attuale sistema.
Chiudo con una citazione di Flaiano che ben rappresenta l’attuale Governo: “Questa è una banda di incapaci, capace di tutto”.
*Nella foto: protesta studentesca a Yale. Archivio Life





