Di Francesco C. Uno delle migliori invenzioni satiriche degli ultimi anni è l’esperimento di comicità collettiva del sito Spinoza.it. Oggi a ridosso dei primi risultati delle elezioni regionali il sito riportava una battuta micidiale:
«Mi ha chiamato mio cugino da Padova. Dice che ha dovuto fare lo 0039».
Forse possiamo dirci soddisfatti, qui la Lega non è il primo partito come in Veneto, non insegue il PdL come in altre regioni del nord, non ha superato le due cifre come in Liguria ed in Emilia Romagna.
Nella nostra provincia la Lega Nord si è fermata al 6% dopo l’1% del 2006, il 2% del 2008 il 5% del 2009. Ho passato un giorno e mezzo al seggio in una atmosfera di cortese collaborazione insieme ai carabinieri, agli scrutatori agli altri rappresentanti di lista vedendo passare i nostri elettori. La sezione dove sono stato rappresentante di lista, la stessa dove voto, raccoglie le belle ville di Val di Pugna, casali ristrutturati della Strada di Certosa ed i palazzi più recenti del Ruffolo. Ora mi chiedo chi siano quei 50 cittadini che hanno votato Lega Nord. Mi chiedo se si tratti della signora con il SUV infastidita dalla clientela del Bar dei Due Ponti quando si ferma a comprare il giornale oppure dell’operaio della Whirpool preoccupato dalla presenza di tutti quei muratori nei cantieri di Viale Toselli che non parlano la nostra lingua.
Piuttosto però di chiederci chi siano gli elettori che cedono al fascino del sapone anti immigrati distribuito nelle piazze, dobbiamo preparaci fin da adesso a dare a tutti gli elettori delle proposte politiche assieme a tutte le forze democratiche. Perché il rischio è la rinuncia ad essere protagonisti dell’agenda politica e l’alternativa che dovevamo costruire noi l’hanno costruita gli altri, altrove: in Piemonte per esempio.
Mercedes Bresso è stata una studiosa dell’economia verde, quando nessuno ne parlava ancora, per lei ecologica non è una parola con cui riempirsi la bocca ma è un campo di ricerca dove è riconosciuta al livello internazionale. La Bresso è quella delle lunghe trattative per la TAV, ma anche quella delle straordinarie Olimpiadi d’Inverno del 2006. La Bresso è stata sconfitta da Roberto Cota (nella foto il secondo da destra) per cui probabilmente economia verde significa imbottigliare l’acqua del Pò. La sua sconfitta è la dimostrazione della mancanza di un progetto serio per crescere, ormai sopravvivere nel Nord nonostante una tanto ricercata alleanza con l’Unione di Centro che doveva essere il fulcro della strategia del PD. Troppo facile sarebbe dare la colpa alla lista dei grillini, il contro argomento inviterebbe alla necessità di allearsi allora anche con la Lega Padana (che include Forza Toro e Fiamma Tricolore tra gli altri).
Il centro sinistra non perde solo il Piemonte governato bene, perde anche la Calabria e la Campania governate meno che bene e perde il Lazio dove aveva lanciato la sua sfida più innovativa e coraggiosa. Anche nelle nostre più regioni più sicure i risultati non sono entusiasmanti. Ma la sconfitta del Piemonte è la più grave perché giunge ancora una volta, come una cosa inattesa. L’unica vittoria è quella di Vendola, che ricordiamolo era il candidato alle primarie di SeL, noi avevamo proposto Boccia. Eppure il Partito Democratico si salva, fa meglio dei propri candidati e si mostra davvero come un progetto di lungo periodo: quale altro partito sopravvive a tre sconfitte e tre segretari in due anni? Eppure non cresce. Di fronte a questo governo e a questa destra è incapace di raccogliere lo scontento che cavalcano Di Pietro e le nuove liste Cinque Stelle.
Foto dal Quotidiano Nazionale. A Pian del Re la tradizionale cerimonia del prelievo dell’acqua dalla sorgente del Po, Roberto Calderoli, Umberto Bossi, Roberto Cota e Mario Borghezio.






Secondo me la Lega vince perché riesce ad apparire come un partito che ha delle posizioni chiare. E’ più che opinabile se queste posizioni chiare ce le abbia davvero e se siano condivisibili, però quello che conta è cosa appare agli elettori.
Poi concordo con Marino su un punto: se il fulcro della strategia del PD è fare un’alleanza mi sa che va poco lontano. Le alleanze sono soltanto una conseguenza di una strategia politica che è fatta invece di visione ed obiettivi.