Di Leonardo Boschi – In una conferenza stampa del 14 febbraio scorso il presidente uscente della regione Claudio Martini ha dichiarato: «Lascio una Toscana sofferente per via delle difficoltà mondiali. Ma non ho dubbi: attraverso la green economy questa regione si risolleverà. La ricetta giusta è formare un mega distretto dello sviluppo sostenibile, delle energie rinnovabili, delle novità legate al miglioramento della qualità della vita…».
In una intervista rilasciata alcuni giorni dopo, ad un quotidiano, il direttore dell’IRPET Nicola Bellini ha ribadito: «Se veramente si crede nella green economy, è allora giunto il momento di farla uscire dagli slogan di moda e di farle mettere le radici. E perché non nelle periferie della Toscana dal momento che ci sono alcune aree della regione, periferiche rispetto a Firenze, che presentano alti potenziali di crescita? ».
A mio avviso la Valdelsa può diventare uno dei territori all’avanguardia nel settore della green economy, recitando così un ruolo da protagonista nella nuova rivoluzione industriale, connessa alle tecnologie pulite, all’ efficienza energetica e alle fonti rinnovabili. Abbiamo tutte le carte in regola per fare del nostro territorio un modello non solo nella produzione di energie rinnovabili, ma anche nell’attrazione di investimenti e risorse per quelle aziende che vorrebbero operare in questo settore.
La nostra area sta attraversando una pesante crisi economica dovuta anche al settore del cristallo prima e del camper poi ed è per questo che dovremmo puntare ad una riconversione delle nostre imprese e farle investire nella green economy per far diventare la Valdelsa un punto di eccellenza delle tecnologie pulite e delle energie rinnovabili. Ciò oltre a rilanciare il nostro tessuto economico contribuirebbe a creare nuova occupazione ed allo stesso tempo a salvaguardare l’ambiente per le generazioni future.
E’ apprezzabile ed incoraggiante che con il rilevante contributo della Fonazione MPS si investa in Valdelsa nella nanotecnologia attraverso la costituzione di Siena Nanotech, tuttavia io auspico che la regione Toscana inizi davvero, al di la degli slogan, ad investire nella green economy ed investa in questo settore qualcosa in più rispetto allo scarso 1% del proprio POR (dati FESR per il periodo 2007/2010) seguendo l’esempio di altre regioni tra cui la regione Puglia che è al primo posto con il 10% di investimenti del suo Piano Operativo Regionale.





