Le proposte dei sottomarini.
Mentre la crisi economica sembra battere con più violenza nella nostra provincia, si delinea anche il quadro di riferimento politico del PD, che come forza di governo deve giornalmente elaborare strategie di contrasto alla crisi. Le primarie del PD si sono inserite in questo contesto, e onestamente, dobbiamo riconoscere ai molti che si sono spesi per le mozioni, si sono calate nel tessuto delle nostra provincia, ed hanno cercato di produrre una discussione che partisse dal merito delle questioni e dei problemi. Sono state dunque un momento vero di discussione su temi di valore nazionale, ma anche su temi puramente locali. Io ho sostenuto la candidatura di Ignazio Marino, che ha ottenuto un buon risultato a Siena e in tutta la Toscana. Molti di noi “marinai”non si aspettavano che così tanta gente a Siena ed in Italia andasse a votare per Ignazio Marino, che trascurasse gli oggettivi limiti della nostra proposta sul territorio, della nostra visibilità su molte questioni, in fin dei conti, della nostra poca forza organizzativa. In politica l’organizzazione conta, e molto. Tuttavia, con Ignazio Marino e attraverso la nostra proposta hanno contato le idee, il progetto, la prospettiva di un partito diverso, più umano perché più vicino alla voglia di politica delle persone; in definitiva di un partito più disposto ad approfondire la complessità delle questioni e meno a barcamenarsi con i posizionamenti tattici, fatti per non scontentare nessuno. Facendo volantinaggio (grazie per la pazienza alla sorveglianza dei supermercati….ma si vede che volantinare a 40 anni fa un po’ pena, oppure tenerezza..) ho potuto vedere la disponibilità al confronto delle giovani coppie, delle mamme con le buste in mano, degli anziani simpatici e solidali (che però ci dicevano avrebbero votato Bersani). Evidentemente esiste una politica che non genera disgusto e nemmeno aspettative di ricompensa. Almeno a Siena ho percepito che è così, anche se troppe volte il mandato che gli elettori hanno conferito alla sinistra senese non si è poi tradotto nelle speranze che vi erano state riposte. Nell’intervento all’assemblea nazionale dell’11 ottobre Marino ha elencato con chiarezza le sue priorità: formazione, ambiente , diritti. Noi ripartiamo da qui e cerchiamo di ampliare questi punti programmatici imprescindibili, adattandoli al momento di crisi che stanno vivendo il territorio senese ed alcune delle sue istituzioni. Ci sono infatti diversi modi di essere di sinistra. Noi abbiamo deciso di essere, o almeno provare ad essere, la sinistra che finito il congresso non sia ostaggio di correnti o di nostalgie, ma che abbia l’orgoglio del “metodo Marino”, quello delle scelte fatte secondo il ”metodo della laicità e della coerenza”. Chi vorrà seguire questo metodo, troverà in noi degli interlocutori aperti ed affidabili. E chi per primo, soprattutto fra chi dirige e governa, vorrà seguire questo metodo, innescherà un effetto domino nella società senese che gli verrà riconosciuto per il futuro. Il metodo Marino è quello di affrontare la regolamentazione del mercato per aumentare le possibilità di crescita per tutti gli attori sociali, per aumentare, quindi, l’uguaglianza e la libertà, scommettendo sulle competenze e sulla conoscenza; quello di incoraggiare l’economia agricola di qualità della nostra provincia guardando al valore del lavoro delle persone prima ancora del valore dei prodotti; è quello di alzare lo sguardo verso il mondo dei precari della scuola e dell’università senza snobbarli perché non hanno rappresentanza; è quello di incoraggiare la meritocrazia delle capacità e non il privilegio dei titoli legali. Discutere insomma a viso aperto e cercare il confronto per dare una forma migliore al significato del fare politica, ed in fine dei conti, qui, a Siena, dare una forma migliore al Partito Democratico, ai circoli, al ruolo dei militanti. Noi discuteremo con chi vorrà confrontarsi con noi su queste basi e cercheremo di dare impulso alla larga parte del PD che si ritrova nei valori espressi dalla nostra mozione e che magari, alle primarie, ha preferito votare per un altro segretario. L’unanimismo, in particolare cercato a livello regionale, non è utile al nostro partito, ma la conflittualità, spesso strumentale e fine a se stessa, è persino peggiore. E comunque, disse Confucio: è più vergognoso non fidarsi dei propri amici, che venire traditi da essi.
Luigi Dallai Assemblea Nazionale







Cari amici mariniani,
quando il 31 Luglio mi è stato comunicato che in contumacia erao stato “nominato” coordinatore provinciale ero sbalordito, anche perchè quasi tutti quelli che mi avevano nominato non mi conoscevano direttamente. Ora posso dire che è stata un’esperienza esaltante. Ieri Michele Meta a Firenze rivolgendosi a noi ha detto: “La ricreazione è finita” intendendo che dopo il giochino della primarie, ora viene il bello, ora viene la politica.
Caro Luigi, prima di tutto faccio i complimenti a te e agli altri “sottomarini” senesi per gli ottimi risultati. Credo che gli occhi della sinistra “sana” ancora presente a Siena siano tutti puntati su di voi e da voi aspettano proposte e azioni nuove che si discostino dalla solita gestione clientelare a cui la politica ci ha ormai abituato.
Confucio, buon per lui, non aveva fra i suoi amici D’Alema; la sua candidatura europea di questi giorni, avallata da Berlusconi, mi sembra un passo indietro verso la questione morale ed il conflitto d’interessi mai risolto. Credo che al prossimo congresso nazionale del PD siano molti i punti da chiarire bene fra le varie correnti del partito, una volta per tutte… senza compromessi… per il bene del nostro Paese.
E’ vero che la conflittualità può essere fine a se stessa, ma non sempre. Credo in particolare che a Siena sia in questa fase necessaria; la città è avviluppata su se stessa da logiche clientelari e familistiche e da una mancanza di visione dello sviluppo della città.
Il conflitto culturale, ma anche nelle aule consiliari quando possibile, con le nomenklature che tengono la città in ostaggio è necessario, se non si vuole che l’esperimento Marino si trasformi in un esercizio da intellettuali o – ancora peggio – in un altro ramo del poltronificio.
Ignazio Marino e i “marinai” locali si trovano a lavorare su livelli totalmente diversi; se è vero che a livello nazionale si può “incoraggiare” la meritocrazia, altra cosa è la messa in pratica concreta. Senza uno scontro culturale, anche all’interno del centrosinistra locale non c’è riforma che tenga. Per esempio: abolizione del valore legale del titolo di studio? Norme anti-baroni? Ben vengano, ma saranno tutte norme aggirabili anche semplicemente facendo “attenzione” alle nomine delle commissioni giudicatrici di concorso.
A mio parere, se vogliono incidere politicamente, i “marinai” locali non devono fare sconti a nessuno, altrimenti non avranno capito le aspettative di chi li ha sostenuti in questa tornata di primarie. Le aspettative sono altissime e non credo verrà data un’altra opportunità. Il voto a Marino è anche un voto contro questo PD e l’attuale modo di fare politica. Se non si capisce questo a mio parere si è molto fuori strada.
Verificare nel concreto se “l’esperimento Marino si trasformerà in un esercizio da intellettuali o in un altro ramo del poltronificio” non è difficile; basterà osservare il comportamento dei “sottomarini senesi”. Piu’ semplicemente basterebbe guardare il passato dei semisconosciuti sottomarini stessi, che magari conta qualcosa nella valutazione delle persone… Pero’ bisogna avere anche la voglia di sporcarsi le mani, senza la pretesa di voler giudicare tutto con il proprio metro, perchè nessuno ha la verità in tasca ed il metro ogni tanto non è quello giusto. Il muro di Berlino iniziò a crollare quando un gran numero di persone iniziò ad andarci sotto e chiedere insistentemente di passare da una parte all’altra. E’ la forza tranquilla delle idee…Se al prossimo giro invece del 10% saremo il 20% e poi avanti cosi, che succede? LD.
Concordo con quanto sostenuto da Luigi. Il progetto Marino è un progetto a medio termine per cui noi dobbiamo coltivare il piccolo semes che abbiamo piantato con queste primarie e perseguire i nostro obbiettivi con coerenza e determinazione facendo le nostre lotte all’interno del PD